(TEMPOITALIA.IT) Il conto alla rovescia è partito. Le giornate di sole che hanno accompagnato le festività pasquali, con temperature da mese di giugno in molte aree interne e punte oltre i 25°C anche in alcune località costiere, hanno regalato un senso di benessere meteorologico che stona parecchio con quello che si avvicina. Passare dall’ombrello al costume da bagno e poi di nuovo all’ombrello e alle giacche a vento, tutto in una decina di giorni: questa è la primavera di questi anni, e bisogna farci l’abitudine.
I modelli matematici, nessuno escluso, puntano in una direzione precisa. Quando l’unanimità è questa, raramente si torna indietro. Verso il 10-11 aprile una massa d’aria fredda di origine artico-continentale, che al momento staziona tra il settore orientale dell’Europa e il nord del Continente, inizierà ad avvicinarsi all’Italia. Le temperature scenderanno di diversi gradi rispetto ai valori estremi attuali in molte zone, ma non arriverà il gran freddo ipotizzato fino a pochi giorni fa.
La rotta dell’aria fredda: ancora incerta
Attenzione però a non dare tutto per scontato. L’aria fredda proveniente da est è storicamente una delle figure atmosferiche più difficili da inquadrare per i modelli matematici. Si tratta di una cosiddetta corrente retrograda, ovvero contraria ai flussi generali, e la sua traiettoria esatta dipende da un dettaglio tutt’altro che secondario: la posizione della bassa pressione mediterranea che si strutturerà nei giorni successivi.
Se questa bassa si posizionerà a una certa latitudine, l’aria fredda potrebbe scivolare verso la Valle Padana penetrando dai più bassi valichi alpini orientali. Se invece si posizionerà molto più a sud, come previsto attualmente, l’aria fredda transiterà a nord dell’arco alpino e soprattutto scivolerà lungo i Balcani. Una differenza di 5°C o 7°C tra uno scenario e l’altro. Attualmente sembra assai più probabile la seconda opzione, quindi quella meno fredda.
Il vortice ciclonico secondario: la novità più insidiosa
Al di là dell’aria fredda in sé, la vera incognita di questa evoluzione riguarda un elemento diverso. Sull’Europa occidentale è attesa una depressione nordatlantica destinata a sprofondare verso il Nord Africa, dove l’enorme gradiente termico tra le masse d’aria in gioco innescherà un rapido approfondimento ciclonico. Da quel processo andrà a strutturarsi un vortice ciclonico secondario la cui traiettoria punta direttamente verso nord, con Sardegna e Sicilia nel mirino a partire da domenica. Contestualmente, l’aria fredda continentale in arrivo da est andrà ad alimentare questo vortice, amplificandone l’intensità attraverso i contrasti termici che si verranno a creare.
Piogge, temporali, grandine e neve sui rilievi
Il quadro che emerge da questa configurazione è tutt’altro che rassicurante. I contrasti termici in gioco potrebbero essere talmente accentuati da sostenere episodi di maltempo particolarmente intensi: piogge anche forti, temporali, grandinate e nevicate sui rilievi. Le precipitazioni, come accade spesso in queste configurazioni, trascineranno l’aria fredda verso i bassi strati, abbassando la quota neve anche ben al di sotto di quanto indicato dallo zero termico. Lo abbiamo già visto nelle ultime nevicate sull’Appennino centrale, dove quantitativi imponenti si sono registrati tra l’Abruzzo e il Molise con temperature in quota non eccezionalmente basse. Le regioni adriatiche sperimenteranno il calo termico più marcato, essendo le più esposte all’afflusso freddo da est.
Secondo vortice e instabilità prolungata
Nel corso della settimana successiva potrebbe poi strutturarsi un secondo vortice ciclonico afro-mediterraneo, sempre in risposta a ulteriori affondi depressionari nordatlantici tra la Penisola Iberica e il Nord Africa. Un quadro che andrà a imporre l’ennesimo stop a una primavera già segnata da una variabilità estrema, con l’Italia di nuovo in mezzo agli scontri tra masse d’aria di segno opposto.
Fine aprile: torna il caldo africano
Guardando oltre, verso il 25 aprile, alcune proiezioni a lungo termine intravedono una nuova espansione dell’Anticiclone Africano, che potrebbe portare condizioni di caldo sensibile proprio in corrispondenza della festività. Ma siamo molto lontani dalla data, e già inquadrare con precisione la rotta dell’aria fredda dei prossimi giorni si rivela un esercizio complesso: a quasi tre settimane di distanza le indicazioni valgono come orientamento generale, nulla di più.







