(TEMPOITALIA.IT) Prima il caldo. Poi, in rapida successione, un nuovo abbassamento brusco delle temperature. Questo Aprile 2026 sembra non volersi fermare, e le prossime due settimane ne sono la dimostrazione più nitida.
Una massa d’aria calda verso la penisola
Una struttura anticiclonica di matrice subtropicale si sta spostando verso la Penisola Iberica e il Mediterraneo occidentale, con un’estensione che nei prossimi giorni raggiungerà anche l’Italia. Il risultato sarà un rialzo termico significativo, con le giornate più calde previste per il fine settimana del 25 Aprile. Il Nord sarà l’area maggiormente coinvolta: la Pianura Padana e le vallate alpine vedranno le temperature massime spingersi diffusamente oltre i 25°C, con picchi locali fino a 27-28°C nelle zone più esposte alla subsidenza anticiclonica. Le vallate soggette a compressione adiabatica dell’aria in discesa dai rilievi amplificheranno ulteriormente il riscaldamento, come già accaduto in episodi analoghi nel corso di questo mese.
Al Centro le massime si manterranno su valori elevati ma meno estremi rispetto al Nord, concentrate soprattutto nelle aree interne lontane dall’influenza mitigatrice dei mari. Al Sud le temperature risulteranno più contenute. In Sardegna si prevede il transito di polvere sahariana che velerà parzialmente il cielo, mentre lungo le coste le brezze marine terranno i valori più bassi rispetto all’entroterra.
Il contesto climatico che amplifica tutto
Questi numeri vanno letti con la consapevolezza di un contesto climatico strutturalmente più caldo. La temperatura media globale si attesta ormai circa 1,5°C al di sopra dei livelli preindustriali, uno sfondo stabile che amplifica ogni episodio caldo e rende sempre più frequenti ondate di questo tipo in periodi che fino a qualche anno fa ne erano praticamente esclusi. Siamo ancora ad Aprile, e già ci ritroviamo a gestire valori termici ben lontani dalle medie stagionali. Questo non sorprende più di tanto, ma fa riflettere su cosa accadrà quando arriveranno i mesi davvero caldi.
Dopo il weekend: il Vortice Polare punta l’Italia
La fase calda non è destinata a durare. Attorno al 28-29 Aprile il Vortice Polare rilascerà un’ansa verso sud diretta parzialmente verso l’Italia. L’anticiclone si sposterà verso le alte latitudini, aprendo il corridoio preferenziale alle correnti fredde che scivoleranno lungo il suo bordo orientale verso il Mediterraneo centrale. Il risultato sarà una nuova fase di instabilità diffusa con temporali che si svilupperanno a partire dal Nord per poi spostarsi progressivamente verso Centro, Sardegna, Sicilia e Meridione.
Il Mediterraneo, con acque superficiali che misurano dai 3 ai 5°C sopra la media del periodo, fornirà energia aggiuntiva a qualsiasi sistema perturbato che vi transiti sopra, aumentando il rischio di fenomeni più intensi del previsto. I contrasti termici tra l’aria ancora calda nei bassi strati, residuo del fine settimana anticiclonico, e quella fresca in arrivo in quota fungeranno da innesco per temporali energetici, con grandinate che in questa stagione possono raggiungere dimensioni considerevoli. Le regioni settentrionali saranno le più esposte a questa fenomenologia, come del resto avviene statisticamente tra Aprile e Maggio, stagione in cui i contrasti più intensi si concentrano proprio in Pianura Padana e nelle zone prealpine.
Maggio e il deficit pluviometrico del Nord
Il Vortice Polare, dopo aver puntato l’Italia, tenderà a migrare verso l’Oceano Atlantico. A quel punto l’aria africana calda tenterà di risalire verso la penisola, ma secondo le proiezioni più accreditate sarà diretta prevalentemente verso la Penisola Iberica, la Grecia e il Mediterraneo orientale, con le prime ondate di calore marcato concentrate su quella direttrice.
Per il Nord Italia si profila invece una fase più piovosa, come del resto è fisiologico per una stagione in cui le regioni settentrionali registrano statisticamente il picco delle precipitazioni annuali. Il deficit pluviometrico accumulato in Aprile, con perturbazioni ben organizzate praticamente assenti, rende questa pioggia necessaria. Le proiezioni ECMWF a lungo termine indicano una ripresa consistente delle precipitazioni al Nord, con quantitativi che potrebbero colmare parte dell’anomalia accumulata. Si tratta di tendenze, non di previsioni: i prossimi aggiornamenti modellistici chiarirranno progressivamente l’entità e la distribuzione geografica di questa fase instabile.









