(TEMPOITALIA.IT) Lo scenario si è ribaltato in poche ore. Dopo un fine settimana che ha regalato punte di 26-28°C in Pianura Padana e un’atmosfera da tarda primavera su gran parte della penisola, da oggi l’aria cambia registro in modo deciso. Masse d’aria fredda di matrice russa avanzano sul Centro Europa lungo il bordo meridionale di un campo di alta pressione che si va consolidando al Nord, e il loro ingresso nel bacino del Mediterraneo produce esattamente quello che ci si aspetta quando aria gelida incontra un suolo ancora caldo: temporali, localmente intensi, con grandine e brusco calo delle temperature.
L’instabilità percorre l’Italia da Nord a Sud: il dettaglio giorno per giorno
Il contrasto termico tra le infiltrazioni fredde da est e l’aria molto più calda preesistente nei bassi strati è il motore di questa fase turbolenta. Un meccanismo ben noto, ma che in questo Aprile 2026 trova condizioni particolarmente energetiche per via del Mediterraneo termicamente anomalo, che amplifica l’intensità dei fenomeni convettivi nelle aree di maggiore contrasto.
Oggi, Martedì 21 Aprile vede la giornata avviarsi già con rovesci sull’Emilia-Romagna, le Marche e l’Umbria, mentre il resto del Nord registra fenomeni più isolati al mattino. Nel pomeriggio la situazione peggiora su Alpi e Prealpi, con temporali che si propagano a macchia di leopardo verso la pianura padana e, lungo la direttrice adriatica, raggiungono le zone costiere fino alla Puglia. Le ore centrali restano le più rischiose per la formazione di celle temporalesche con grandine di piccole dimensioni.
Mercoledì 22 Aprile sposta il baricentro dell’instabilità verso il Centro-Sud. L’asse perturbato si concentrerà su Lazio, entroterra abruzzese e molisano, Puglia, aree interne meridionali e Sardegna. Al Nord la situazione andrà migliorando, con residui fenomeni limitati al Piemonte, all’alta Lombardia e all’ovest Emilia. Le temperature toccheranno l’apice del calo proprio in questa giornata, portandosi sensibilmente al di sotto delle medie stagionali sul versante adriatico, dove le correnti fredde di provenienza balcanica si faranno sentire con più decisione.
Giovedì 23, la data della svolta
Giovedì 23 Aprile è il momento in cui il quadro si rovescia. L’alta pressione, risalendo da ovest, spinge progressivamente le correnti fredde verso est e riporta il sole su tutto il Centro-Nord. Qualche rovescio residuo potrà ancora interessare Calabria e Sicilia, ma il grosso della fase instabile sarà alle spalle. Le temperature massime risaliranno grazie al soleggiamento, anche se le notti e le prime ore del mattino conserveranno una frescura pungente, con un’escursione termica marcata tra giorno e notte. L’attività cumuliforme pomeridiana sui rilievi resterà presente ma sostanzialmente innocua.
Il 25 Aprile: sole prevalente, ma con una variabile orientale
Il consolidamento anticiclonico sembra poter reggere attraverso il fine settimana della Liberazione, con bel tempo prevalente e temperature in graduale rialzo verso valori gradevoli. L’Italia si troverà però lungo il margine orientale dell’anticiclone, posizione che consente a deboli correnti settentrionali di contenere i valori termici e di favorire qualche spunto temporalesco pomeridiano sui rilievi, senza compromettere le giornate nel complesso.
La variabile da tenere sotto controllo riguarda la chiusura del 25 Aprile e la giornata di Domenica 26. Un nuovo fronte legato a una discesa fredda sull’Europa centro-orientale potrebbe far sentire i propri effetti a partire dalla sera di Domenica, con effetti che nella fase attuale sembrano potersi limitare alle regioni del Triveneto e all’estremo nord-est. La distanza temporale non consente ancora di escludere un’estensione più ampia, e i prossimi aggiornamenti modellistici di ECMWF e GFS daranno una risposta più precisa. L’ottimismo per il ponte è giustificato, ma conviene non archiviare la questione prima di controllare le previsioni aggiornate nelle 48 ore precedenti la festività.









