
(TEMPOITALIA.IT) Le ultime elaborazioni di ECMWF parlano chiaro: dopo il 20 di Aprile l’Europa centro-settentrionale sarà investita da anomalie termiche negative superiori a -10°C rispetto alla media del periodo. Un segnale che non lascia spazio a molte interpretazioni. Il Vortice Polare, quello della troposfera, quello che agisce direttamente sulla circolazione del tempo, è in piena espansione verso sud, e l’Italia si trova nel percorso di questa ondata fredda.
La situazione attuale, però, è tutt’altra. Sull’intera penisola domina una massa d’aria mite, con solo una lieve anomalia negativa in quota sul settore sud-occidentale della Sardegna e sulla Sicilia sud-occidentale. Si tratta del residuo di una burrasca alimentata da una bassa pressione proveniente dalle Isole Canarie, che ha interessato i mari meridionali e il Mezzogiorno con una fase di intenso maltempo. Quel peggioramento si sta esaurendo, e ciò che segue è un cambio di segno radicale.
La prima fase: tepore quasi estivo fino al 18-19 Aprile
Prima che arrivi il freddo, l’Italia attraverserà una finestra di caldo anticipato, degna di inizio estate. A circa 1500 metri sul livello del mare, livello equivalente agli 850 hPa di riferimento, sono previste per il 18 Aprile anomalie positive tra +4°C e +6°C rispetto alla norma del periodo. Le conseguenze al suolo saranno evidenti: nelle pianure del Nord Italia si attendono picchi di 25-26°C, mentre al Centro Sud si potranno raggiungere 28°C, con punte occasionali fino a 30°C, ovunque accompagnate da bel tempo. Una primavera che brucerà le tappe, in un contesto in cui il Riscaldamento Globale ha ormai alzato la baseline termica di base in modo strutturale.
Nel frattempo, sull’Europa persistono sacche di aria fredda che si stanno riorganizzando in vista di un cambiamento significativo, atteso a partire dalle 120 ore di previsione, vale a dire dopo il 20 Aprile.
20-24 Aprile: il Vortice Polare scende verso il Mediterraneo
Il freddo in irruzione dal 20-21 Aprile farà breccia sulle Isole Britanniche e sulla Francia settentrionale, estendendosi rapidamente verso la Germania. La massa d’aria in questione è di origine artico-marittima e porterà con sé un abbassamento termico sensibile soprattutto a nord delle Alpi.
Durante la giornata del 22 Aprile l’isoterma 0°C a 850 hPa investirà il Nord-Est italiano per poi scivolare lungo tutto il versante adriatico fino alla Puglia. Sempre alla quota di riferimento di 850 hPa (circa 1500 metri), sono attese anomalie termiche tra -2°C e -6°C in tutta Italia.
Dal 24 al 25 Aprile: il freddo entra nel cuore del Mediterraneo
Tra il 24 e il 25 Aprile emerge la novità più rilevante dell’intera sequenza. Un nuovo nocciolo d’aria fredda in quota raggiunge e scavalva le Alpi. Nell’arco delle 48 ore, su tutta l’Italia le anomalie a 850 hPa tra -4°C e -8°C rispetto alla media periodo. Sono valori decisamente più bassi rispetto alle attese stagionali, che confermano la discesa dell’aria fredda ben oltre i confini alpini, in pieno bacino del Mediterraneo.
Un dettaglio tecnico fondamentale da non trascurare: nonostante le anomalie negative così marcate, le temperature reali a 850 hPa resteranno al di sopra dello zero su quasi tutta Italia. L’isoterma di 0°C potrebbe raggiungere solo il Nord Italia e le regioni centrali adriatiche nel momento più critico. Il fatto che non ci saranno temperature negative a quella quota, distingue lo scenario attuale primaverile da una vera ondata di gelo.
La dinamica in quota e il blocco sulle Isole Britanniche
A governare il tempo sarà un sistema depressionale troposferico. Le anomalie a 500 hPa mostrano un’ampia saccatura che si estende dai Paesi Baltici verso la penisola italiana: a questa quota stazionano le nubi che originano le precipitazioni e le condizioni perturbate. Verso il 25-26 Aprile si delinea poi un robusto anticiclone di blocco sulle Isole Britanniche, con valori a 500 hPa ben al di sopra della media: una configurazione che favorisce la discesa di aria fredda verso sud e che sarebbe più consona a Febbraio che alla fine di Aprile. L’anomalia, però, nella stagione del Riscaldamento Globale è diventata la norma.
Cosa aspettarsi in Italia: instabilità, precipitazioni e grandinate
Per l’Italia lo scenario non include, almeno per ora, un’ondata di gelo. A nord delle Alpi le temperature caleranno sensibilmente e si verificheranno gelate in Germania, Svizzera, Francia e nell’Europa orientale. Per la penisola il quadro si traduce in temperature sotto la media stagionale, instabilità atmosferica diffusa, precipitazioni alternate a schiarite, nevicate sull’arco alpino e sui principali rilievi dell’Appennino, ventilazione da moderata a localmente sostenuta. Come già analizzato in relazione all’aria fredda da est che scatena i temporali, il contrasto tra l’aria fredda in quota e il Mediterraneo ancora caldo, o l’eventuale soleggiamento che potrebbe riscaldare i suoli, costituirà un detonatore efficace per fenomeni convettivi intensi.
Il rischio più concreto, e spesso sottovalutato, è quello delle grandinate. L’aria fredda in quota abbassa il livello di instabilità convettiva e favorisce l’innesco di temporali con moti verticali potenti: i rovesci che si alterneranno potranno essere accompagnati da caduta di grandine, un fenomeno particolarmente insidioso per le fioriture primaverili e per il settore agricolo. Una primavera che ha ormai dismesso i propri confini stagionali, dove le configurazioni sinottiche di stampo invernale si presentano con frequenza crescente anche nei mesi più miti, ma alternate ad altrettante configurazioni di stampo estivo, entrambe espressione concreta di un sistema climatico in rapida trasformazione.









