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Nord Italia, arrivano le grandi piogge: le Regioni a rischio e cosa aspettarsi

Federico De Michelis di Federico De Michelis
15 Apr 2026 - 19:10
in A La notizia del Giorno, A Scelta della Redazione, Meteo News, Zoom
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Il ritorno della pioggia al Nord Italia

Nord Italia: maggio più freddo della norma, precipitazioni ad oggi sotto la media. Quando pioverà, previsioni di ECMWF

Le piogge di primavera: un patrimonio essenziale per il Nord Italia

(TEMPOITALIA.IT) L’esordio delle grandi piogge sulle regioni settentrionali è un tema di grande attualità: questa parte d’Italia riceve soprattutto in primavera un ragguardevole quantitativo di precipitazioni, decisive e fondamentali per l’agricoltura. Sulle Alpi, inoltre, si dovrebbero verificare grandi nevicate, ideali per ricoprire i ghiacciai di neve prima dell’arsura del sole estivo che, come sappiamo, fonde la neve caduta anche in alta quota e poi aggredisce con il grande caldo anche i ghiacciai, avviando quel processo di fusione ormai ben noto che sta portando alla progressiva riduzione dei nostri ghiacciai alpini.

Insomma, la situazione meteorologica che stiamo osservando non è affatto ideale per le regioni del Nord Italia, dal punto di vista climatico, ambientale ed economico: la pioggia è fondamentale per un settore di enorme rilevanza quale l’agricoltura, tra l’altro intensiva soprattutto in Val Padana, l’area italiana più estesa dove si concentra il maggior raccolto agricolo del Paese. Come sottolinea anche questo recente approfondimento, da metà febbraio il Nord Italia è alle prese con un deficit idrico che stride con la stagione.

 

Previsioni ECMWF: irregolari

Qui serve la pioggia. Osservando le previsioni dell’ECMWF, vediamo cosa potrebbe succedere: ci muoviamo ovviamente nell’ambito delle proiezioni a lungo termine. Sia nel breve e medio termine che nel lungo, emerge una serie di precipitazioni tutto sommato esigue – poca roba, insomma, rispetto alla media. Anche se qualche pioggia è pur prevista, i valori appaiono estremamente irregolari: capita di osservare precipitazioni stimate in 30 mm su alcune aree nell’arco di 15 giorni, quando poi magari ne cadono appena 1-2 mm.

Vi sono poi settori coinvolti in precipitazioni abbondanti: è successo di recente nel Piemonte più occidentale, dove uno stau ha sbarrato il passaggio delle nubi rilasciando enormi quantità di pioggia, ma non è questa la configurazione che determina le grandi precipitazioni del Nord Italia. Il Nord Italia ha necessità innanzitutto di precipitazioni di origine oceanica, che si generano sul Golfo Ligure risalendo verso nord-est. Questa è la configurazione sinottica ideale per avere grandi precipitazioni sul Nord Italia: senza questo tipo di assetto, le precipitazioni risultano esigue e scarse, con zone d’ombra pluviometrica e aree in cui la quantità di pioggia è sensibilmente inferiore alla norma.

Come ricorda anche questo recente articolo, la pioggia di primavera vale oro per il Nord Italia e la sua assenza rischia di aggravare un deficit idrico già preoccupante prima dell’arrivo del caldo estivo.

 

Maggio con anomalie termiche e pluviometriche

Al momento, osservando le proiezioni che si spingono fino all’intero mese di maggio, emergono molte novità: si prevede una riorganizzazione delle strutture precipitative, che dovrebbero essere particolarmente attive sull’Italia settentrionale. Attenzione, però: come accennato in apertura, il Nord Italia riceve durante la primavera una grande quantità di precipitazioni. Secondo il modello matematico europeo, queste precipitazioni – in un arco temporale di circa un mese, comprendendo anche parte di aprile – dovrebbero essere in deficit anche sensibile, soprattutto nelle zone tra le più piovose del Nord Italia: mi riferisco alla regione dei laghi lombardi, dal Lago Maggiore al Lago di Como, e in Svizzera a Lugano. Per quanto riguarda il Friuli Venezia Giulia e la Carnia, con un coinvolgimento della fascia alpina e prealpina di queste regioni, si registra un deficit pluviometrico anche su ampie aree del settore nord-occidentale e sulla Liguria: è quanto sembra emergere dalle previsioni del modello matematico.

Un quadro confermato anche da recenti analisi sul rischio siccità al Nord, che sottolineano come le precipitazioni siano determinanti per le falde acquifere della Val Padana prima dell’estate.

 

Attenzione, però: il modello individua anche aree con precipitazioni superiori alla media, ma mi chiedo quanto possa essere affidabile una previsione in ambito locale su una scala temporale così lunga. Queste precipitazioni dovrebbero essere superiori alla norma nel settore centro-orientale della Lombardia, in quello meridionale dell’Emilia-Romagna e sul Veneto meridionale. Dare una spiegazione logica a questa previsione non è possibile: si tratta di dinamiche che il modello matematico prospetta e che vanno considerate così come sono.

D’altro canto, dobbiamo guardare anche alle temperature. Osservando le anomalie previste su scala mensile, emerge una novità non da poco: tutto il Nord Italia sarà sotto la media, più o meno, con alcune aree che si manterranno nella norma. Questo significa – rispetto a un maggio tipico, considerando che aprile 2026 è già stato percepito come un mese freddo – non perché siano previste ondate di gelo (un modello stagionale non ce lo indica), bensì perché avere anche 2°C sotto la media su scala mensile è già sufficiente per percepire un clima piuttosto rigido. Dal punto di vista scientifico, queste oscillazioni sono del tutto normali e, tra l’altro, sarebbero auspicabili, considerate tutte le anomalie termiche positive registrate negli scorsi mesi, a partire soprattutto dalla metà di febbraio: ma non solo, perché si sono realizzate ben altre anomalie termiche nel periodo recente.

 

In sintesi, il Nord Italia dovrebbe vedere una ripresa delle precipitazioni a maggio – e questo sembra plausibile – con temperature tendenzialmente sotto la media. Come ricorda anche questo approfondimento sull’Italia capovolta dal punto di vista idrico, vedremo se saranno soprattutto le massime a risultare inferiori alla norma. Ciò implicherebbe anche una minore attività temporalesca rispetto alla media, fenomeno già riscontrato nel 2019.

 

Credit:

  • ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts: Seasonal Forecasts
  • Copernicus Climate Change Service – Seasonal Forecasts
  • Nature Climate Change – Peak glacier extinction in the mid-twenty-first century (2026)
  • EGUsphere/Copernicus – Retreating glaciers and snow cover: impacts on Italian Alpine river streamflow (2026)
  • ScienceDaily – Global retreat of glaciers has strongly accelerated (2025)

  (TEMPOITALIA.IT)

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Federico De Michelis

Federico De Michelis

Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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