
(TEMPOITALIA.IT) Il caldo anomalo del weekend ha le ore contate. Nella parte iniziale della settimana entrante un fronte freddo dal Nord Europa raggiungerà le Alpi e scivolerà verso la Penisola, determinando l’insorgere di una spiccata instabilità con temporali diffusi e localmente intensi sulle regioni settentrionali: tutta l’energia accumulata in giorni di temperature fuori stagione si dissiperà in poco tempo, e in modo tutt’altro che gentile.
Martedì 28 Aprile: inizia il peggioramento
I primi focolai temporaleschi scoppieranno già nel pomeriggio di Martedì 28 Aprile a ridosso dell’arco alpino e prealpino. Poi, nel corso della serata, i fenomeni scivoleranno verso l’alta Val Padana. Le zone pedemontane saranno le più colpite, ma i settori pianeggianti a nord del Po non ne usciranno indenni, con temporali a macchia di leopardo che porteranno rovesci intensi e locali grandinate.
Il meccanismo è quello classico della Primavera avanzata, ma con più energia del solito. L’aria fredda in quota trova sotto di sé uno strato basso ancora surriscaldato dai giorni precedenti. Il contrasto termico verticale diventa il motore dei temporali più violenti: raffiche improvvise, grandinate a chicchi anche di dimensioni ragguardevoli, nubifragi localizzati che possono scaricare quantità d’acqua importanti in tempi molto brevi.
Mercoledì e Giovedì: la fase più acuta
Anche la giornata di Mercoledì 29 Aprile vedrà il diffondersi di nuovi temporali sempre principalmente sulle aree montane e pedemontane del Nord Italia, con sconfinamenti fin verso le pianure di Lombardia orientale e Triveneto. Non sono da escludere eventi temporaleschi intensi con nubifragi localizzati. Le temperature, nel frattempo, cominceranno a cedere in modo sensibile soprattutto nell’area alpina. Nel frattempo l’instabilità raggiungerà anche l’Emilia-Romagna e la fascia appenninica adriatica.
Con Giovedì i fenomeni si sposteranno parzialmente verso il Centro-Sud, ma non lasceranno del tutto nemmeno il Nord, mentre le temperature tenderanno a scendere in maniera più marcata: gran parte delle città del Centro e del Nord vedrà temperature massime al di sotto dei 20°C, con una sensazione di fresco acuita dalla presenza di una vivace ventilazione settentrionale.
Tre giorni da tenere d’occhio: le aree più esposte
Piemonte, Lombardia e Triveneto sono le zone che nei prossimi giorni richiederanno la maggiore attenzione. Sulle aree prealpine l’instabilità sarà più continua, mentre in pianura i fenomeni saranno intermittenti ma localmente potenzialmente intensi. Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia sono le regioni in cui sono previsti gli accumuli maggiori, ma anche nelle altre regioni settentrionali, seppur meno diffusi, è facili che si possano verificare eventi intensi a carattere locale. Più a sud, le regioni centrali adriatiche entreranno nel mirino tra Mercoledì e Giovedì, mentre il versante tirrenico e il Sud risentiranno del peggioramento in modo più marginale e ritardato.
Da Venerdì 1° Maggio l’instabilità perderà vigore e il sole sarà prevalente su gran parte d’Italia. Ma al Nord potrebbe cominciare a giungere aria più umida di origine atlantica che potrebbe lasciar spazio a una maggiore nuvolosità e a qualche fenomeno piovoso lungo Alpi e Prealpi. A seguire, i modelli matematici cominciano a fiutare la possibile apertura della porta atlantica, con un inizio di Maggio caratterizzato da temperature fresche e piogge intermittenti soprattutto al Nord Italia e parzialmente al Centro tirrenico. Ne riparleremo. (TEMPOITALIA.IT)








