
(TEMPOITALIA.IT) Davide Santini, intervistato dal team di esperti di previsioni meteo, cerca di fare il punto della situazione su quanto sta accadendo a livello europeo e sulle tendenze previste per il nostro Paese.
Dottor Santini, è vero che stiamo vivendo qualcosa di eccezionale?
La risposta è, purtroppo, affermativa. L’anomalia riguarda sia le temperature in sé, sia l’estensione del fenomeno e, per concludere, anche la sua durata. I geopotenziali registrati – ovvero, in parole semplici, la pressione in quota – risultano estremamente elevati.
Le mappe in nostro possesso di ECMWF e GFS sono eloquenti e indicano che l’Europa sta vivendo una fase meteorologica talmente torrida che sarebbe stata considerata eccezionale persino durante le estati più intense di qualche decennio fa. Negli ultimi anni, però, situazioni di questo tipo stanno diventando sempre più frequenti, non solo nel cuore dell’estate – dove c’è a tutti gli effetti una sorta di quinta stagione – ma anche sul finire della Primavera e nella parte iniziale dell’autunno.
Ci può dare qualche valore massimo?
L’apice del caldo è atteso tra martedì e giovedì, in particolare sulle pianure del nord Italia e lungo le regioni del medio-alto Tirreno. Come accennato, tra il 25 e il 27 maggio, le temperature massime potranno facilmente avvicinarsi ai 35°C in numerose località – valori estremamente superiori alle medie del periodo e, localmente, persino più alti di quelli tipici del cuore di luglio.
Attenzione, quindi, non solo alle ore più calde, ma anche alla notte, perché l’afa notturna aumenterà e tornerà prepotentemente alla ribalta il fenomeno dell’isola di calore. Le città, sature di cemento, disperdono il calore molto lentamente durante le ore notturne: possiamo aspettarci minime anche superiori ai 25°C nei cuori dei grandi centri urbani come Milano, Torino, Bologna e Firenze.

Quando cambierà qualcosa?
Non prima di mercoledì 27. A quella data, alle alte quote, la struttura dell’alta pressione tenderà molto lentamente a indebolirsi, lasciando spazio all’ingresso di correnti più fresche provenienti dal nord Atlantico. Le correnti, per la verità deboli, da nord-ovest favoriranno la possibilità di sviluppo di qualche temporale su Alpi e Prealpi, con un leggero sconfinamento sulle alte pianure.
Attenzione, però: non si tratterà di fenomeni diffusi e non risulteranno nemmeno rinfrescanti. Ciò non toglie che, dove colpiranno, potrebbero risultare intensi, perché l’energia in gioco è particolarmente alta. Aspettiamoci quindi locali raffiche di vento, qualche nubifragio e persino grandinate anche di medie dimensioni – ma stiamo parlando di una fenomenologia impossibile da prevedere con molti giorni d’anticipo.

Le aree più esposte
Le zone che potrebbero risultare maggiormente a rischio di rovesci e temporali comprendono l’alta Lombardia, l’alto Piemonte, la Valle d’Aosta, il Trentino-Alto Adige, le Dolomiti e parte dell’alto Friuli. In queste aree sarà necessario monitorare con attenzione l’evoluzione del tempo, anche perché in questa prima fase l’energia in gioco è tanta, sebbene non ci sia una vera e propria perturbazione. Qualcosa potrebbe cambiare dai primissimi giorni di Giugno, ma poiché parliamo di tendenze a medio e lungo termine, è necessario attendere i nostri aggiornamenti meteo quotidiani.










