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Caldo record: l’esperto spiega quando finirà questa fase meteo rovente

In una intervista, analizziamo quando finirà il caldo secondo i modelli ECMWF e GFS

Davide Santini di Davide Santini
25 Mag 2026 - 09:00
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News
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(TEMPOITALIA.IT) Davide Santini, intervistato dal team di esperti di previsioni meteo, cerca di fare il punto della situazione su quanto sta accadendo a livello europeo e sulle tendenze previste per il nostro Paese.

 

Dottor Santini, è vero che stiamo vivendo qualcosa di eccezionale?

La risposta è, purtroppo, affermativa. L’anomalia riguarda sia le temperature in sé, sia l’estensione del fenomeno e, per concludere, anche la sua durata. I geopotenziali registrati – ovvero, in parole semplici, la pressione in quota – risultano estremamente elevati.

 

Le mappe in nostro possesso di ECMWF e GFS sono eloquenti e indicano che l’Europa sta vivendo una fase meteorologica talmente torrida che sarebbe stata considerata eccezionale persino durante le estati più intense di qualche decennio fa. Negli ultimi anni, però, situazioni di questo tipo stanno diventando sempre più frequenti, non solo nel cuore dell’estate – dove c’è a tutti gli effetti una sorta di quinta stagione – ma anche sul finire della Primavera e nella parte iniziale dell’autunno.

 

Ci può dare qualche valore massimo?

L’apice del caldo è atteso tra martedì e giovedì, in particolare sulle pianure del nord Italia e lungo le regioni del medio-alto Tirreno. Come accennato, tra il 25 e il 27 maggio, le temperature massime potranno facilmente avvicinarsi ai 35°C in numerose località – valori estremamente superiori alle medie del periodo e, localmente, persino più alti di quelli tipici del cuore di luglio.

 

Attenzione, quindi, non solo alle ore più calde, ma anche alla notte, perché l’afa notturna aumenterà e tornerà prepotentemente alla ribalta il fenomeno dell’isola di calore. Le città, sature di cemento, disperdono il calore molto lentamente durante le ore notturne: possiamo aspettarci minime anche superiori ai 25°C nei cuori dei grandi centri urbani come Milano, Torino, Bologna e Firenze.

 

Si tratta di un caldo veramente eccezionale per il periodo. Oltre alle temperature, è impressionante la sua estensione e la durata.

 

Quando cambierà qualcosa?

Non prima di mercoledì 27. A quella data, alle alte quote, la struttura dell’alta pressione tenderà molto lentamente a indebolirsi, lasciando spazio all’ingresso di correnti più fresche provenienti dal nord Atlantico. Le correnti, per la verità deboli, da nord-ovest favoriranno la possibilità di sviluppo di qualche temporale su Alpi e Prealpi, con un leggero sconfinamento sulle alte pianure.

 

Attenzione, però: non si tratterà di fenomeni diffusi e non risulteranno nemmeno rinfrescanti. Ciò non toglie che, dove colpiranno, potrebbero risultare intensi, perché l’energia in gioco è particolarmente alta. Aspettiamoci quindi locali raffiche di vento, qualche nubifragio e persino grandinate anche di medie dimensioni – ma stiamo parlando di una fenomenologia impossibile da prevedere con molti giorni d’anticipo.

 

Caldo leggermente meno estremo da venerdì 29, si perderanno tre o quattro gradi al Nord con qualche forte temporale.

 

Le aree più esposte

Le zone che potrebbero risultare maggiormente a rischio di rovesci e temporali comprendono l’alta Lombardia, l’alto Piemonte, la Valle d’Aosta, il Trentino-Alto Adige, le Dolomiti e parte dell’alto Friuli. In queste aree sarà necessario monitorare con attenzione l’evoluzione del tempo, anche perché in questa prima fase l’energia in gioco è tanta, sebbene non ci sia una vera e propria perturbazione. Qualcosa potrebbe cambiare dai primissimi giorni di Giugno, ma poiché parliamo di tendenze a medio e lungo termine, è necessario attendere i nostri aggiornamenti meteo quotidiani.

 

Qualcosa si muove ma solo da lunedì primo giugno. Fino ad allora il caldo risulterà indisturbato, con pochissimi temporali e solo su rilievi alpini e prealpini.

Credit: (TEMPOITALIA.IT)

  • ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
  • Copernicus Climate Change Service
  • WMO – World Meteorological Organization
  • NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Dapprima all'Università Alma Mater Studiorum di Bologna e poi all'Università Statale di Milano. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno. Insegna matematica e fisica a tutti i livelli. È divulgatore scientifico e cerca di spiegare, con parole semplici ma mirate, la fisica dell'atmosfera.

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