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Caldo storico in Europa occidentale, Italia coinvolta soprattutto da Domenica 24

I modelli ECMWF e GFS non hanno dubbi: forte ondata di caldo per il periodo

Davide Santini di Davide Santini
22 Mag 2026 - 09:00
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News
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(TEMPOITALIA.IT) L’Europa occidentale potrebbe vivere qualcosa di epico. In diversi settori della Spagna e della Francia le temperature potrebbero raggiungere, e localmente superare, i 35-37°C – valori assolutamente anomali anche nel contesto dei cambiamenti climatici. Ma non è tutto. Pure molte aree del Nord Italia si preparano a registrare temperature oltre i 30°C, ovvero condizioni meteo che non dovrebbero far parte del mese di maggio.

 

Chiariamo un concetto

Se da un lato siamo certi che molte persone, e anche parecchi lettori, saranno contenti, dall’altro non possiamo che essere seriamente preoccupati. Alla base di questo scenario così marcatamente inusuale c’è una configurazione meteo piuttosto insolita, ma che sta diventando frequente nel cuore della stagione calda.

 

Una depressione isolata presente al largo del Portogallo sta favorendo la risalita verso l’Europa occidentale di masse d’aria molto calde provenienti dall’Atlantico subtropicale. Allo stesso tempo, un vasto e robusto anticiclone sta dominando lo scenario europeo, creando il cosiddetto Dome di calore, con apice tra domenica 24 e mercoledì 27.

 

Il modello europeo ECMWF vede, senza ombra di dubbio, la possibilità di un cosiddetto Dome di calore, ovvero un’area estremamente calda incentrata sull’Europa occidentale.

 

Di che cosa stiamo parlando

Questo tipo di struttura atmosferica agisce intrappolando il caldo nei bassi strati dell’atmosfera. Quando un anticiclone è particolarmente forte e persistente, l’aria tende a scendere verso il suolo attraverso un processo chiamato subsidenza. Durante questa discesa – cercando di spiegarla in maniera semplice – l’aria si comprime e si riscalda ulteriormente.

 

Va da sé che le temperature risultano più elevate rispetto al gradiente medio atmosferico. A ciò si aggiungono cieli praticamente del tutto sereni, scarsa ventilazione e forte irraggiamento solare. Il risultato è una vera e propria condanna termica, come spieghiamo anche in questo approfondimento sul caldo estremo.

 

Un ulteriore fatto anomalo

È importante sottolineare che per assistere a episodi di caldo intenso non è sempre necessaria una diretta invasione di aria proveniente dal Nord Africa – e questo è, paradossalmente, proprio ciò che accadrà in questo caso specifico.

 

Nei prossimi giorni la massa d’aria responsabile delle elevate temperature arriverà prevalentemente dall’Atlantico subtropicale. Nonostante ciò, gli effetti al suolo potrebbero risultare comunque eccezionali per il periodo, soprattutto sull’Europa estrema occidentale, ma anche sul nostro Paese. Uno scenario davvero inquietante, perché oramai non serve più che il caldo arrivi diretto dall’Africa.

 

Come si può notare da questa mappa sempre a cura del modello europeo, l’asse del promontorio subtropicale non viene dritto dal Sahara, ma dall’Oceano Atlantico tropicale. E anche questo è qualcosa di fortemente anomalo, perché fino a pochi decenni fa serviva per forza una massa sahariana per arrivare a tali temperature.

 

Ma come mai accade questo?

Ebbene sì, cari lettori, dobbiamo chiamarlo così: uno scempio termico. Negli ultimi decenni le temperature medie europee sono aumentate sensibilmente. Questo significa che l’atmosfera parte già da valori più elevati rispetto al passato. Situazioni che un tempo sarebbero state considerate rarissime tendono così a presentarsi con maggiore frequenza, fino a diventare – paradossalmente – normali.

 

Di conseguenza, gli eventi meteo estremi rischiano di apparire come consueti, e ce ne stiamo lentamente assuefacendo. Ma tutto ciò non significa che queste condizioni siano realmente normali dal punto di vista climatico.


Credit: (TEMPOITALIA.IT)

  • Copernicus Climate Change Service (C3S)
  • ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
  • NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
  • WMO – World Meteorological Organization
  • NASA Global Climate Change
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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Dapprima all'Università Alma Mater Studiorum di Bologna e poi all'Università Statale di Milano. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno. Insegna matematica e fisica a tutti i livelli. È divulgatore scientifico e cerca di spiegare, con parole semplici ma mirate, la fisica dell'atmosfera.

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