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Porta Atlantica spalancata: le conseguenze meteo per l’Italia

Analizziamo i dettagli dei modelli ECMWF e GFS

Davide Santini di Davide Santini
06 Mag 2026 - 09:00
in A Prima Pagina, A Scelta della Redazione, Meteo News
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(TEMPOITALIA.IT) Maggio ha completamente ribaltato le carte in tavola. Dopo settimane con un pattern meteo bloccato, dovuto alla presenza dominante dell’alta pressione che ha garantito condizioni stabili e spesso asciutte su gran parte dell’Europa occidentale, adesso è cambiato tutto. Il blocco anticiclonico, infatti, si è completamente dissolto e ha lasciato spazio a correnti atlantiche più umide e instabili dirette verso il Mediterraneo, con conseguenti precipitazioni molto diffuse, soprattutto sulle aree del nord.

 

Ritorna la normalità

Non dobbiamo pensare che questo sia qualcosa di anomalo. È del tutto normale avere un regime atlantico piuttosto diffuso e continuativo. Le correnti oceaniche, cariche di umidità, tornano a interessare molte zone occidentali e in Italia ciò si traduce in una concreta possibilità di piogge e temporali diffusi, soprattutto sulle aree settentrionali e su quelle centrali tirreniche. Si tratta ovviamente di un’inversione di tendenza rispetto al periodo precedente (durato un paio di mesi) in cui era abbastanza frequente avere pioggia col contagocce e un soleggiamento decisamente generoso.

 

Cosa succede da noi

Anche l’Italia risente di questo cambio di circolazione, soprattutto nelle regioni del Centro-Nord. Le prime conseguenze le abbiamo già viste: un aumento deciso della nuvolosità e delle piogge. Le zone maggiormente interessate sono la Liguria, il Piemonte, la Lombardia e il Nord-Est, ma anche la Toscana e alcune aree del Centro vedranno un aumento dell’instabilità atmosferica. Prepariamoci quindi a cieli spesso grigi e a temporali di una certa frequenza e consistenza.

 

Il modello americano GFS fiuta l’ipotesi di una nuova e severa ondata di maltempo proprio poco dopo il fine settimana. Italia che continua a essere divisa in due.

 

Diversa la situazione per il Sud e le Isole Maggiori

In queste regioni prevarranno condizioni più variabili, spesso soleggiate, ma complessivamente poco piovose. Ovviamente, essendo un paese particolarmente variegato, anche nelle zone appena citate non mancheranno occasionali episodi di instabilità, con qualche temporale passeggero e nuvolosità irregolare, ma senza l’estensione dei fenomeni tipici delle regioni settentrionali.

 

Le correnti meridionali contribuiranno a mantenere le temperature in linea con le medie del periodo o leggermente superiori. Non farà mai né troppo caldo nelle aree del Sud né troppo freddo in quelle interessate da piogge e rovesci.

 

In questa mappa, a cura del modello americano, notiamo una stima delle piogge da qui a 10 giorni. Ovviamente non dobbiamo andare a leggere con la lente di ingrandimento la nostra residenza, ma avere una visione d’insieme. Si nota in maniera chiara e tonda la concreta possibilità di piogge abbondantissime nelle zone settentrionali e praticamente quasi sempre asciutto su quelle meridionali.

 

La caratteristica principale di questa fase

L’aspetto più rilevante è la sua possibile durata. Le attuali proiezioni indicano che questa circolazione instabile potrebbe persistere almeno fino alla metà del mese, mantenendo attiva la cosiddetta “porta atlantica”. Ciò significa che l’Italia sarà attraversata da un via vai di perturbazioni praticamente senza soluzione di continuità, con piogge costanti e solo brevi pause asciutte.

 

Durante tutta la durata di questo episodio, solo il Sud Italia potrebbe sperimentare periodi più stabili e temperature localmente superiori alla media, mentre il resto del Paese vivrà una fase decisamente più perturbata e turbolenta. Ma non dimentichiamo che avere questo tipo di condizioni meteo è tutt’altro che anomalo: in molte aree del settentrione, maggio è uno dei mesi in assoluto più piovosi.

 

Il modello americano fiuta l’ipotesi di un prosieguo di questo pattern meteorologico anche oltre metà mese, seguiranno ulteriori e importanti aggiornamenti.

Credit: (TEMPOITALIA.IT)

  • European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF)
  • NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
  • Met Office (UK)
  • WMO – World Meteorological Organization
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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Dapprima all'Università Alma Mater Studiorum di Bologna e poi all'Università Statale di Milano. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno. Insegna matematica e fisica a tutti i livelli. È divulgatore scientifico e cerca di spiegare, con parole semplici ma mirate, la fisica dell'atmosfera.

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