(TEMPOITALIA.IT) Dalle gelide vette dell’Alaska alle Hawaii e delle Filippine, diversi vulcani sono attualmente in eruzione o sotto stretta sorveglianza da parte delle autorità in varie aree del pianeta.
Fontane di lava, colonne di cenere, attività esplosiva, emissioni di gas e persino eruzioni in ambiente marino ricordano Mondo che l’interno della Terra è tutt’altro che immobile. Poi ci sono scosse di terremoto che continuano ad essere registrate da più parti.
Il Pianeta è un sistema vivo, dinamico, capace di manifestarsi con fenomeni spettacolari ma anche potenzialmente pericolosi.
Questa mappa evidenzia alcuni dei sistemi vulcanici più osservati del momento. Tra questi figurano aree come il Great Sitkin, in Alaska, dove prosegue una lenta eruzione lavica, e il Kīlauea, alle Hawaii, protagonista di ripetuti episodi di fontane di lava, anche se l’ultimo episodio risultava in pausa dopo il 1° giugno 2026.
Nel Pacifico, anche il Mayon, nelle Filippine, e Home Reef, nell’arcipelago di Tonga, rientrano tra i vulcani segnalati dal Global Volcanism Program con attività eruttiva recente o persistente. A livello globale, il rapporto Smithsonian/USGS indicava a fine maggio 2026 decine di vulcani sotto osservazione, con 19 casi descritti come eruzioni in corso o persistenti.
La maggior parte delle eruzioni resta confinata in aree relativamente limitate, ma i vulcanologi continuano a monitorare questi punti caldi per individuare eventuali segnali di escalation: aumento della sismicità, deformazioni del suolo, variazioni nelle emissioni di gas o crescita di duomi lavici. Ci sono vulcani sotto stretta osservazione in aree densamente abitate, citiamo i Campi Flegrei ed il Vesuvio in Italia, Tenerife nelle Canarie.
La natura non ha bisogno di sirene d’allarme: parla con lava, cenere e fuoco. (TEMPOITALIA.IT)