Una scossa fortissima ma con effetti modesti
(TEMPOITALIA.IT) La fortissima scossa di terremoto che si è verificata a ridosso delle coste della Calabria ha avuto effetti estremamente modesti nelle aree interessate. Innanzitutto, l’evento sismico è stato percepito anche in Sicilia, come a Palermo, e persino in Puglia, oltre che in Calabria: il sisma, del resto, è avvenuto al largo della costa. La scossa è stata avvertita distintamente in tutta la regione. La sua profondità è stata stimata dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) in 250 chilometri, e questo ha limitato notevolmente i danni. Il movimento tellurico è stato valutato tra 5,1 e 6,2 di magnitudo e registrato alle ore 00:35, ora italiana. Di danni non sembra ve ne siano, dato che non risultano notizie da alcuna fonte. Sono state moltissime, tuttavia, le telefonate che hanno inondato soprattutto la Protezione Civile e i Vigili del Fuoco, da parte di cittadini e autorità che chiedevano di sapere cosa fosse accaduto.
Un terremoto profondo, diverso da quelli di L’Aquila e Amatrice
Il terremoto ha avuto un ipocentro estremamente profondo e, come detto, è proprio questa caratteristica ad aver evitato i danni e, soprattutto, un vero e proprio cataclisma. Per intensità, un sisma del genere è paragonabile a quelli che colpirono L’Aquila e Amatrice, eventi che tutti ricordiamo per le numerose vittime e gli ingenti danni; quelle scosse, però, avvennero a una profondità molto inferiore, e si trattò quindi di un fenomeno del tutto diverso. L’area interessata è un territorio sismico, percorso da diverse faglie: vale la pena ricordare che i terremoti in tutto il Sud Italia – con l’eccezione della Puglia – sono un fenomeno tutt’altro che raro, così come lungo gran parte dell’Appennino.
Un territorio sismico: la prevenzione resta la vera difesa
L’Italia è un Paese a rischio sismico e di questo dobbiamo tenere conto, soprattutto sul fronte della prevenzione. Per fortuna, stavolta non è successo nulla di grave. Disponiamo comunque della Protezione Civile, che poi interviene per fornire le informazioni, e dell’istituto di geofisica, che porta avanti gli studi; a monte di tutto questo, però, serve dell’altro. Serve, appunto, la prevenzione, e occorre costruire strutture, e quindi anche immobili, capaci di resistere a scosse come quelle di L’Aquila e Amatrice. È ciò che avviene in vari Paesi del mondo, soprattutto in Giappone, e anche l’Italia deve adeguarsi a questi standard: terremoti così violenti, infatti, non si verificano solo a profondità marine come quella di stanotte, ma anche più in superficie, dove purtroppo possono provocare devastazioni e vittime.
Crediti: USGS – United States Geological Survey · EMSC – European-Mediterranean Seismological Centre · Nature – Scientific Reports · Frontiers in Earth Science · Elsevier – ScienceDirect (TEMPOITALIA.IT)