Due volti, nel giro di pochissimi giorni. Prima l’instabilità atmosferica, con rovesci e grandine. Poi il grande caldo, quello vero, di stampo africano. L’Italia si prepara a un passaggio brusco, e conviene arrivarci pronti.
Il rischio di temporali estremi al Centro
Come hanno raccontato in questi giorni i miei colleghi, tra oggi e Domenica ci aspetta una fase di spiccata instabilità atmosferica, soprattutto al Nord. C’è però una curiosità. Il servizio Estofex, molto attivo nella previsione dei fenomeni estremi durante la stagione estiva, prospetta per la giornata domenicale una situazione tutt’altro che banale sulle regioni centrali. Prevede addirittura un indice di livello tre per il rischio di temporali di forte intensità e grandinate di grosse dimensioni, oltre a fenomeni di natura tornadica, quindi trombe d’aria e trombe marine, che come sappiamo lungo le coste tirreniche e adriatiche non sono affatto una rarità.
Questa configurazione, in effetti, me ne ricorda un’altra di parecchi anni fa. Un vero e proprio treno di grandine, con chicchi grossi, che iniziò a scaricare sulle coste della Toscana per poi spegnersi su quelle del Lazio. Girarono in quei giorni decine di video di bagnanti che, ombrellone aperto e cielo ormai plumbeo, si ritrovarono la grandine addosso all’improvviso. Distrazione, più che sfortuna: il cielo minaccioso c’era, eccome.
Cosa fare durante un temporale
Un consiglio spassionato, allora. Se vi capita un temporale in zona, lasciate la spiaggia. Non tocca a me dirvi cosa fare, ci mancherebbe, ma il suggerimento è vivissimo.
Le previsioni per oggi, prossime ore di Domenica, regione per regione
Dunque, temporali intensi sul Centro Italia, e sono in atto adesso. I modelli matematici collocano le precipitazioni soprattutto di sui settori tirrenici, ma pare quasi che i fenomeni più estremi non riguardino più l’estremo nord ovest. Qui, pur restando probabili alcuni temporali, il rischio grandine appare modesto, quasi occasionale.
E poi c’è la Pianura Padana, calda, caldissima, una fucina di fenomeni estremi. Stavolta è più probabile che a farne le spese sia l’estremo nord est, parliamo del Veneto orientale e del Friuli Venezia Giulia, più che il nord ovest. Un’ulteriore chicca: il modello matematico tedesco disegna un’area temporalesca particolarmente vivace tra il sud del Lazio e il centro nord della Campania, attiva nel pomeriggio di Domenica. Vedremo. Oggi, insomma, il Tirreno sarà un mare turbolento, proprio per via del flusso instabile in arrivo da nord ovest.
Per Domenica, dunque, temporali sparsi sul Nord Italia. I più probabili sul settore nord orientale, in particolare Veneto orientale e Friuli Venezia Giulia. La temperatura massima sarà in generale diminuzione, proprio a causa dei rovesci sparsi, e non si esclude che qualche cella violenta interessi anche la Pianura Padana, con il rischio di grandinate. Non è un caso, del resto, che in questi giorni si accentui il rischio di temporali violenti proprio dove il caldo ha accumulato più energia.
Sul Centro Italia, rischio di temporali sparsi, localmente forti: e attenzione, stavolta i fenomeni possono spingersi fino alle coste tirreniche. Al Sud Italia i temporali arrivano in serata, sempre di Domenica, soprattutto sul versante tirrenico, quindi dalla Campania verso la Calabria, con la Sicilia settentrionale che pure finisce sotto osservazione. Anche qui, occhio alla grandine.
Lunedì e Martedì, l’instabilità scivola al Meridione
Lunedì 27 l’instabilità si sposta verso il Meridione e sulla Sicilia. La costa settentrionale dell’isola resta a rischio temporali, così come le Eolie, e nel pomeriggio non mancheranno rovesci sulle zone interne siciliane, localmente violenti e con possibili grandinate, oltre a qualche temporale lungo l’Appennino meridionale. Al Nord, al Centro e in Sardegna, invece, bel tempo e temperature già in rialzo.
Martedì la colonnina continua a salire su regioni centrali, settentrionali e sulla Sardegna, con atmosfera stabile. All’estremo Sud, però, ancora temporali tra Sicilia e Calabria: è un’area, quella attorno allo Stretto di Messina, che sforna temporali con una facilità quasi proverbiale, tanto da finire perfino nei manuali di meteorologia. L’instabilità, insomma, resterà vivace e tenderà poi a riportarsi verso lo Ionio.
In arrivo la nuova ondata di calore africana, forse la più intensa dell’Estate, ma per il Nord Italia
E qui si cambia perché sta arrivando un’ondata di calore di cui parliamo ormai da giorni, e potrebbe rivelarsi cattiva. Forse la peggiore dell’estate per il Nord Italia e per parte del Centro, mentre Sardegna e Sud Italia, meno male, dovrebbero restarne un po’ più ai margini, viste le temperature già arroventate delle scorse settimane. Non ci sono più molti dubbi, del resto: analizzando le proiezioni dei principali modelli, in particolare gli autorevoli ECMWF e GFS, si vede una netta espansione dell’anticiclone subtropicale sul Mediterraneo e su gran parte del continente. E l’Italia, stavolta, ci finisce dritta dentro.
Mercoledì 29 temperatura in sensibile aumento e qualche temporale alpino, poi il quadro precipita, per così dire, nel caldo. Giovedì 30 cielo soleggiato e valori in decisa crescita, questa volta fortissima al Nord, perché affluisce aria caldissima, direi rovente. In serata un ulteriore rialzo su tutta la Penisola, con minime tropicali che ci accompagneranno a lungo. Ormai il contesto è prettamente tropicale, siamo in una fase critica.
Il picco? Venerdì 31 Luglio. La regione alpina finirà sotto isoterme elevatissime, e sulle pianure del Nord Italia, Pianura Padana in testa, i massimi si avvicineranno ai 42°C. Valori prossimi ai 40°C possibili anche sul Centro Italia e in Campania, specie nelle zone interne, e probabilmente pure nell’entroterra della Sardegna, che ogni anno paga un prezzo salatissimo. Non stupisce, allora, che le carte parlino ormai apertamente del ritorno in grande stile dell’aria rovente a cavallo del cambio di mese.
Lo scenario, attenzione, non riguarda solo noi. Buona parte dell’Europa occidentale e centrale sarà investita da un’anomalia termica marcata. La Francia, già bastonata dalla violenta ondata di inizio Luglio, rischia di ritrovarsi di nuovo con valori straordinari.
Siccità dilagante e sole quasi ovunque
C’è poi il rovescio della medaglia, e non è meno preoccupante. In molte aree dell’Europa centrale e occidentale piove pochissimo da settimane, in certi casi da mesi. Terreni sempre più secchi, riserve idriche in calo, rischio incendi elevato. Al momento nulla lascia intravedere un cambiamento capace di spezzare questa fase, ed è un discorso duro, lo ammetto, ma la stagione estiva rischia sempre più spesso di trasformarsi in un problema serio.
L’affermarsi dell’anticiclone, come sempre in queste situazioni, porterà cielo sereno e sole quasi indisturbato. Con un caldo del genere e quote di geopotenziale così estreme, sarà difficile veder spuntare anche solo qualche nube isolata. Le uniche eccezioni? Il settore più interno dell’arco Alpino, dove il forte riscaldamento diurno potrà innescare isolati fenomeni convettivi nel pomeriggio. Roba molto locale, però, e con un refrigerio effimero.
La tendenza per l’inizio di Agosto e quando finirà
Molti lettori ci scrivono la stessa domanda: quando finirà? Diciamolo subito, la risposta non è consolante. La fase calda sarà spinta da correnti oceaniche in arrivo dalla Francia verso l’Italia, e i modelli lasciano intravedere un picco davvero elevato, preoccupante se confermato. Attorno alla metà della prima settimana di Agosto, indicativamente tra Mercoledì 5 e Giovedì 6 Agosto, qualcosa potrebbe muoversi sull’estremo nord ovest, con il calore che a quel punto si spingerebbe verso il Centro Italia e poi verso il Sud Italia. La prima settimana del mese, insomma, si annuncia ancora bollente, mentre resta tutt’altro che scontato quando l’Italia potrà davvero tornare a respirare.
Va detto, in tutta onestà, che su questi orizzonti i modelli matematici raramente vanno d’accordo: parliamo di previsioni a lungo termine, tutte da confermare. Il problema è che si profila una nuova ondata di calore imponente, che nella prima decade di Agosto potrebbe prevalere e regalarci una decina di giorni di gran caldo, come se quello già vissuto non bastasse. Un motivo in più per non archiviare troppo in fretta l’idea che Agosto possa preparare la sua vendetta.
E le piogge? Nemmeno lì buone notizie. L’anticiclone africano potrebbe concedere una stabilità solo temporanea: su alcune aree, per via delle infiltrazioni di aria umida, si formerebbero temporali locali alimentati da un’enorme energia disponibile. Gran caldo e umidità alle stelle, la ricetta perfetta. I fenomeni, quando scoppieranno, potrebbero risultare violentissimi, spesso sotto forma di grandinate, con chicchi anche di grosse dimensioni. Il rischio più estremo, dopo il 5, riguarda il Nord Italia, che vedrebbe avvicinarsi in modo pericoloso una massa d’aria oceanica. Ce lo dicono sia il modello europeo sia quello americano.