• Privacy
mercoledì, 15 Luglio 2026
TEMPO ITALIA meteo news
  • Home
  • Meteo Italia
  • Cronaca Meteo
  • Mappe
  • Viaggi
  • Magazine
  • Chi Siamo
  • Contatti
  • Home
  • Meteo Italia
  • Cronaca Meteo
  • Mappe
  • Viaggi
  • Magazine
  • Chi Siamo
  • Contatti
Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
Tempo Italia
Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
Home A La notizia del Giorno

Caldo africano: ecco quando l’Italia tornerà a respirare

Picchi che sfiorano i 45°C sulla Sardegna, notti senza tregua dal caldo, poi si palesa un cambiamento, con  correnti più fresche pronte a scardinare la bolla sahariana, ma il conto da pagare saranno temporali e grandinate.

Piero Luciani di Piero Luciani
15 Lug 2026 - 12:25
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News
Share on FacebookShare on Twitter

L’Italia è finita dritta nella morsa dell’anticiclone africano, e stavolta non si scherza. Da qui al termine della settimana il grande caldo farà il bello e il cattivo tempo lungo tutto lo Stivale, con la colonnina che non accenna a fermarsi. Sul Centro e sul Sud si sfondano abbondantemente i 40°C, mentre nell’entroterra della Sardegna la soglia dei 45°C rischia di essere toccata, se non superata di nuovo. E la domanda che gira in testa a tutti è sempre quella: quando finirà?

 

Un forno acceso da nord a sud

Il caldo sarà dappertutto. Le condizioni più estreme puntano il Sud e le due Isole Maggiori, dove nelle zone interne di Sicilia e Sardegna i termometri toccheranno con facilità i 42°C, i 44°C, e in qualche località particolarmente esposta si potrà pure salire più su. Sarebbe una delle ondate di calore più forti degli ultimi anni per il meridione, per fortuna non lunghissima, se la mettiamo a confronto con i mostri del 2021 o del 2023. Ma attenzione, perché anche il resto della Penisola dovrà vedersela con un clima rovente: al Centro le temperature resteranno diffusamente sopra le medie, con un tasso di umidità spesso alto che rende l’aria ancora più pesante. E poi c’è l’afa, la vera spina nel fianco di queste giornate. Di notte, soprattutto nelle grandi città e lungo le coste, la colonnina fatica a scendere: niente sollievo nemmeno dopo il tramonto. Stavolta, tra l’altro, il mare non farà da refrigerio come a giugno, anzi le coste finiranno tra i climi peggiori d’Italia.

 

Temporali e grandine, l’altra faccia dell’estate

In Pianura Padana il discorso cambia un po’. Qui il gran caldo verrà intervallato dal passaggio di alcuni impulsi instabili che, specie a metà settimana, potranno accendere temporali intensi. Nulla di organizzato su larga scala, per carità: si tratterà di fenomeni al più sparsi, se non proprio localizzati. Però occhio, perché dove le celle riescono a mettersi in moto possono scatenare violenti nubifragi e grandinate. È il paradosso di questa estate: si passa dal record termico al temporale nel giro di poche ore. Più energia in gioco, più i contrasti diventano brutali.

 

La svolta ha una data

E qui arriva la parte che in molti aspettano. Da un paio di giorni le mappe hanno cominciato a farsi interessanti. Vero, il culmine della calura è atteso tra il 15 e il 18 luglio, quando le masse d’aria roventi in arrivo dal nord Africa daranno il meglio, si fa per dire, di sé. Ma è ciò che viene dopo a meritare attenzione. I principali centri di calcolo internazionali, dal GFS all’ECMWF fino all’UKMO, vanno a braccetto su un punto: nel prossimo fine settimana una massa d’aria più fresca proveniente dal nord Europa proverà a infilarsi dentro l’anticiclone. Chiariamo un concetto, però, per non montarci la testa: nessun modello vede l’Italia presa in pieno. Il calo delle temperature sarà comunque apprezzabile, con diversi gradi in meno già a partire dal fine settimana. Non sarà la fine dell’estate, sia chiaro, ma un semplice rientro nella media. E siccome siamo partiti da valori estremamente sopra la norma, ci sembrerà comunque di tornare finalmente a respirare. A rompere il ghiaccio sarà il Nord, dove il primo calo si farà sentire già domenica 19 luglio; la svolta vera e propria, invece, maturerà con ogni probabilità nei primi giorni della prossima settimana. Nord Italia che oggi, 15 vedrà temporali anche di una certa consistenza.

 

L’anticiclone arretra, ma non sgombra il campo

C’è un dettaglio da tenere a mente. L’anticiclone africano non verrà rispedito in Africa con un calcio: piuttosto, sarà costretto a ritirarsi verso ovest, sistemandosi tra la Penisola Iberica e l’Atlantico orientale. Questo spostamento aprirà la porta alle correnti settentrionali, che riporteranno sull’Italia condizioni ben più sopportabili e un’attenuazione del caldo da tempo desiderata. Il guaio è che questa figura barica resterà sempre lì, a due passi da noi. Tradotto: qualche giorno decisamente più gradevole ci sarà, ma nulla vieta nuove ondate di calore nei primissimi giorni di agosto. E poi, diciamocelo, un cambio dopo un caldo così intenso non arriva mai in punta di piedi: nel momento del contrasto si scateneranno rovesci e temporali anche forti, il prezzo da pagare per questa boccata d’ossigeno dopo la terza ondata di calore della stagione.

 

Italia spaccata in due

Le ultime elaborazioni dei centri più blasonati, però, vedono la bolla di calore dura a morire più del previsto. L’anticiclone africano tenterà di resistere con le unghie e con i denti sulle estreme regioni meridionali e sulle due Isole Maggiori. Non è escluso, dunque, che l’Italia si mostri spaccata in due per più giorni: meteo turbolento sulle regioni centrali e settentrionali, caldo ancora rovente al Meridione, dove la morsa africana potrebbe reggere fino al 22 o al 24 luglio. Il cambio di circolazione entrerà nel vivo attorno o subito dopo il 20 luglio, ma i giorni davvero sotto la lente restano quelli del 18 e del 19 luglio, quando l’indebolimento dell’alta pressione si farà più evidente. Basterà poco, dopo settimane di fuoco, per scatenare un piccolo putiferio. Insomma, più che uno schiaffo all’estate, un semplice ritorno alla normalità. Almeno per qualche giorno.

 

Credit

  • European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
  • Copernicus Climate Change Service
  • World Meteorological Organization
  • NOAA Climate Prediction Center
  • NOAA Global Forecast System
Seguici su Google News
CondividiTweet
Articolo precedente

Caldo africano, quando finisce davvero? La risposta nascosta

Piero Luciani

Piero Luciani

Meteorologo e geoscientist con background in Scienze Naturali, specializzazione in meteorologia e geologia applicata. Mi occupo di modellistica atmosferica, analisi di dati meteo-climatici, nowcasting per eventi estremi e valutazioni geotecniche/geomorfologiche a supporto di infrastrutture e protezione civile. Esperienza in contesti internazionali (UK, Germania). Orientato a risultati, chiarezza dei prodotti previsionali e trasferimento alle decisioni operative. Modellistica numerica; assimilazione dati, downscaling, validazione modelli Python per data analysis (xarray, pandas) GIS (QGIS/ArcGIS Pro) Gestione progetti e divulgazione tecnica

Caldo africano: ecco quando l’Italia tornerà a respirare

15 Luglio 2026

Caldo africano, quando finisce davvero? La risposta nascosta

15 Luglio 2026

Grandine e temporali al Nord: le zone colpite nelle prossime ore

15 Luglio 2026

Caldo feroce sino 45°C, ma la Val Padana rischia grandine grossa

15 Luglio 2026

Jet Stream, perché è importante nelle previsioni meteo

14 Luglio 2026

Le temperature degli Oceani frenano la siccità globale

14 Luglio 2026
  • Privacy

Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)
Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.

Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Meteo Italia
  • Cronaca Meteo
  • Mappe
  • Chi siamo
  • Viaggi
  • Magazine
  • Contatti
  • Privacy

Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)
Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.