Un anticiclone che non ha conosciuto ostacoli, sta per cedere il passo all’Estate più normale

Per ora non accenna a cambiare la circolazione atmosferica generale sul nostro Paese, dove da parecchie settimane domina un’alta pressione di matrice subtropicale che sembra non avere freni. Una presenza ormai costante, capace di garantire condizioni tipicamente estive: tanto sole, temperature elevate e i consueti rovesci pomeridiani nelle aree interne e montuose. Anche nei prossimi giorni l’Italia resterà saldamente sotto questa influenza, almeno fino a Ferragosto.

Si tratta di una situazione che va avanti da molto tempo. Dall’ultima decade di Maggio a oggi il promontorio subtropicale è stato protagonista di ben quattro importanti ondate di calore, alcune delle quali particolarmente intense. Il risultato è un’estate che, soprattutto sotto il profilo termico, continua a distinguersi per valori decisamente superiori alla media del periodo, con punte che hanno sfiorato i 42°C nelle fasi più roventi. Da ricordare anche i 47°C e oltre toccati in Sardegna ed i 46°C in Sicilia, i 40°C su Roma, gli oltre 40°C a Firenze, i 40°C anche in alcune stazioni meteo urbane di Milano. Ma indimenticabili sono le temperature minime, con valori ormai da settimane, in alcune aree d’Italia, che non scendono sotto i 25°C.

Fino a Ferragosto il copione cambierà dunque ben poco. Le giornate inizieranno all’insegna di un ampio soleggiamento, con cieli in prevalenza sereni o poco nuvolosi su gran parte delle regioni. Con il passare delle ore, tuttavia, l’elevato riscaldamento del suolo favorirà la formazione delle classiche nubi cumuliformi. Sarà soprattutto nel pomeriggio che potranno svilupparsi rovesci e temporali di calore, concentrati lungo i rilievi.

 

Dove colpiranno i temporali di calore

Le aree maggiormente esposte saranno ancora una volta quelle alpine e prealpine, ma fenomeni temporaleschi potranno comparire anche lungo la dorsale appenninica, dal tratto settentrionale fino ai settori centro-meridionali. Qualche acquazzone pomeridiano non è inoltre da escludere sui rilievi di Sardegna e Sicilia, dove il forte riscaldamento diurno potrà contribuire alla nascita di locali celle temporalesche.

Vale la pena ricordare che, dopo settimane di accumulo di calore, basta poco per scatenare un autentico putiferio: le celle temporalesche possono accendersi all’improvviso e scivolare rapidamente dai monti verso la pianura, come già osservato nelle scorse tregue temporalesche accompagnate da grandine. Aria instabile che entra su masse d’aria tropicali non produce frescura, ma fenomeni cattivi.

 

Caldo intenso e afa opprimente

Anche sul fronte delle temperature non si intravedono, almeno nell’immediato, novità significative. Il caldo continuerà a essere intenso e, in alcune zone, decisamente fuori scala rispetto alla climatologia del periodo. I valori più elevati sono attesi soprattutto nelle aree interne del Centro Italia, con particolare riferimento a Toscana, Lazio e Umbria.

Qui, durante le ore centrali e pomeridiane, i termometri potranno ancora una volta avvicinarsi alla soglia dei 39-40°C, soprattutto nelle zone maggiormente lontane dall’influenza mitigatrice del mare. Chi cerca il dato locale può consultare le previsioni per Firenze, Perugia e Roma, ma anche il Nord Italia resterà in prima linea, con valori molto vicini ai 36°C su Milano e sulla Val Padana.

Sul resto della Penisola i valori potranno essere leggermente inferiori, ma ciò non significa che il caldo sarà meno fastidioso. A rendere la situazione più difficile contribuirà infatti l’afa, destinata a mantenere elevati i livelli di disagio nelle aree pianeggianti, costiere e nei grandi centri urbani. L’umidità elevata, alimentata da un Mediterraneo eccezionalmente caldo, farà percepire temperature superiori rispetto a quelle effettivamente registrate.

Il problema non riguarderà solamente le ore diurne. Anche durante la notte il calore accumulato dal terreno e dagli edifici faticherà a disperdersi, favorendo notti tropicali e condizioni di riposo tutt’altro che ideali senza l’ausilio di un climatizzatore.

 

L’arrivo dell’aria dall’Atlantico cambia lo scenario

È proprio quando il caldo potrebbe sembrare destinato a proseguire ancora a lungo che arrivano i primi segnali di una possibile svolta. Le ultime elaborazioni del modello europeo ECMWF, ma direi di tutti i modelli matematici, confermano un’evoluzione che avrebbe un peso ben maggiore rispetto alla semplice parentesi temporalesca o alla classica rinfrescata prospettata qualche giorno fa: stiamo parlando di un guasto serio, per altro, con un flusso oceanico per vari giorni su un territorio super riscaldato, un mare che anche in Italia tocca anche i 32°C. Gli effetti li vedremo, si parla di condizioni meteo esteme, immagginabili, comunque.

 

Quando parliamo di flusso atlantico non dobbiamo necessariamente immaginare un’immediata fase di maltempo sull’Italia. Il concetto è più ampio e riguarda il ritorno di una circolazione occidentale capace di rendere l’atmosfera europea molto più dinamica. Le depressioni atlantiche tornerebbero ad avere un ruolo di primo piano, mentre l’anticiclone subtropicale perderebbe progressivamente quella capacità di dominare senza ostacoli il bacino centrale.

Per settimane il caldo ha potuto trovare una strada relativamente semplice verso il nostro Paese, sostenuto da strutture anticicloniche persistenti. Se invece il flusso occidentale riuscisse davvero a riprendere vigore, la distribuzione delle masse d’aria sul Continente cambierebbe sensibilmente. E a quel punto anche il Mediterraneo diventerebbe più esposto a passaggi perturbati, infiltrazioni instabili e soprattutto a condizioni termiche progressivamente meno esasperate. Anzi, si avrebbero temperature estremamente piacevoli.

 

Perché si parla di break strutturale

È qui che il termine break strutturale assume il suo significato. Una rinfrescata temporanea può verificarsi anche all’interno di un’estate dominata dall’alta pressione e non modifica il quadro generale. Un break strutturale, invece, indica qualcosa di più profondo: un cambiamento nella circolazione atmosferica prevalente.

In altre parole, non sarebbe soltanto qualche giornata più fresca inserita in mezzo al caldo, ma la possibilità che l’estate inizi a perdere definitivamente la configurazione che l’ha caratterizzata nella sua fase più intensa. Naturalmente siamo ancora nel campo delle tendenze e non delle certezze: la fine della seconda decade di Agosto è sufficientemente lontana e sarà fondamentale verificare se le prossime emissioni dei modelli matematici confermeranno questa impostazione, dato che la data del cambiamento può ancora slittare.

 

Anche il Vortice Polare torna protagonista

C’è poi un altro elemento interessante: la ripartenza del Vortice Polare troposferico. Il suo rafforzamento favorirebbe una maggiore organizzazione della circolazione occidentale alle alte latitudini e, indirettamente, potrebbe contribuire a riattivare quel flusso perturbato atlantico che negli ultimi periodi è rimasto spesso ai margini dello scenario europeo.

Diverso è invece il discorso relativo alla stratosfera. Nella seconda parte di Agosto è previsto un nuovo rafforzamento del Vortice Polare stratosferico, ma allo stato attuale non sembra avere conseguenze dirette sulle vicende meteorologiche che interessano l’Italia. È quindi soprattutto ciò che avviene nella troposfera a meritare la nostra attenzione. Ed è proprio lì che si sta delineando la possibile novità.

 

L’Estate verso la sua fase finale? Quella super tropicale da Foresta Amazzonica, ma non finisce l’Estate

Se la tendenza venisse confermata, la seconda metà del mese potrebbe rappresentare un vero spartiacque. Non necessariamente perché l’estate terminerebbe di colpo, ma perché potrebbe cambiare il suo carattere. Il caldo perderebbe progressivamente spazio, mentre aumenterebbe la possibilità di un’atmosfera più dinamica, con il ritorno delle perturbazioni oceaniche e di temperature meno lontane dai valori normali. Insomma, avremo un clima nella media che sarà percepito da tanti come fine della stagione estiva, ma invece quel tempo che ci sarà è la normalità della nostra Estate. Una stagione, finalmente, da godere all’esterno a tutte le ore del giorno.

Questo cambiamento è una naturale evoluzione stagionale, ma con una differenza importante: dopo una lunga fase dominata dalle strutture subtropicali, l’Europa tornerebbe a essere maggiormente influenzata dalle correnti occidentali. Resta da capire quanto sarà incisivo il cambiamento e quali saranno le regioni più coinvolte, perché un conto è un semplice aumento dell’instabilità pomeridiana, un altro è l’arrivo di un vero rimescolamento atmosferico. Le ipotesi in campo restano diverse, dalla crepa che si apre con temporali violenti fino al ritorno della burrasca dimenticata, passando per una rottura estiva in piena regola senza crolli termici degni di questo nome.

Per chi soffre il caldo, dunque, la prospettiva è certamente interessante. Non significa che da una determinata data scatterà automaticamente l’autunno, né che ogni giornata successiva sarà fresca o perturbata: l’estate potrebbe continuare a regalare giornate calde e soleggiate, ma all’interno di una configurazione completamente diversa. Dopo settimane di caldo insistente e ripetute ondate di calore, anche un semplice ridimensionamento dei valori sarebbe percepito come una significativa boccata d’ossigeno. Le prossime emissioni dei modelli saranno decisive per capire se quella che oggi appare come una possibilità diventerà una concreta svolta.

 

Credit