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Un avvio di mese spaccato in due

L’egemonia del sole e del caldo verrà messa in discussione soltanto in parte all’inizio della settimana prossima. Dopo un fine settimana stabile e soleggiato quasi ovunque, la coda di una perturbazione andrà a interessare le regioni settentrionali e un lembo delle aree centrali tra martedì 1° e mercoledì 2 settembre. La situazione resta in evoluzione e sotto osservazione da parte degli elaborati, ma la tesi attualmente imbastita dal modello matematico ECMWF per il lasso di tempo considerato appare sufficientemente definita da poterne parlare con qualche dettaglio.

Non si tratta di un cambio di stagione, bensì di un’incrinatura circoscritta al Nord Italia, con il Centro appena sfiorato e il Sud completamente estraneo alla dinamica. È lo schema che accompagna questa fase dell’estate ormai da settimane, come emerso anche nelle analisi sulle ondate di caldo che minacciano settembre.

 

Le dinamiche che spiegano il passaggio instabile

Il flusso atlantico, che nelle ultime settimane era stato sistematicamente respinto oltre l’arco alpino, riesce ad abbassarsi di latitudine quel tanto che basta per lambire il catino padano e il versante alpino orientale. L’alta pressione non arretra, si limita a cedere il fianco settentrionale: il nucleo caldo resta saldamente ancorato al Mediterraneo centro-meridionale, alimentando temperature ancora piene su Sardegna, Sicilia e regioni meridionali.

A rendere più incisivi i fenomeni contribuiscono i contrasti termici. L’aria oceanica, relativamente più fresca, scorre sopra una superficie continentale surriscaldata e su un mare che ha accumulato un eccesso di calore notevole: la benzina,è pronta, il Mediterraneo attende, e l’aria umida oceanica innesca il rischio di celle temporalesche localmente violente, con grandine e raffiche di vento.

Grandine Nord Italia ieri, 28 agosto.

Le piogge attese nella prima giornata del mese

La sommatoria delle precipitazioni prevista al settentrione nell’arco di martedì 1° settembre individua il rischio di temporali soprattutto nel pomeriggio-sera tra la Lombardia, il Veneto, il Trentino e il nord del Friuli. Sono le aree in cui i quantitativi si concentreranno maggiormente, con nuclei più consistenti lungo le zone pedemontane e prealpine.

Qualche piovasco non si potrà escludere tra Piemonte, Liguria ed Emilia Romagna, ma si tratterà di episodi sporadici e a limitata estensione. Su Milano e Torino i fenomeni resteranno legati alla fascia oraria pomeridiana e serale, mentre Venezia risulterà più esposta agli sconfinamenti dai rilievi. Sul resto d’Italia, quindi al Centro e al Sud, il sole continuerà a splendere in maniera implacabile, nascosto soltanto da qualche nube locale di scarso significato.

GFS passaggio di aria instabile e basse pressioni a nord Alpi, questo innescherà altri temporali.

Il rinforzo dei fenomeni a metà settimana

Mercoledì 2 settembre il quadro si fa più movimentato. Il rischio di temporali si estende all’est del Piemonte, alla Lombardia e alla Liguria centro-orientale, mentre i fenomeni più intensi si svilupperanno tra Veneto, Trentino e Friuli Venezia Giulia, dove gli accumuli potranno risultare localmente rilevanti nell’arco di poche ore. Trieste e l’intero comparto del Nord-est rientrano nel settore più sensibile.

Qualche rovescio appare possibile anche tra la Romagna, le Marche e il nord dell’Abruzzo: è il segnale che la perturbazione riesce a scendere di qualche grado di latitudine, coinvolgendo marginalmente il versante adriatico. Bologna e Ancona potranno registrare temporaloi occasionali, nulla di paragonabile a quanto atteso oltre il Po. Sul resto della Penisola il tempo si manterrà asciutto e ancora caldo, e si, ma meno rispetto a questi giorni.

Tra giovedì 3 e venerdì 4 settembre l’instabilità potrebbe interessare una porzione più ampia delle regioni centrali, in un passaggio che diversi elaborati avevano già intravisto.

 

La prima decade oscillerà tra caldo e rovesci

Superata questa fase, l’alta pressione riprenderà verosimilmente in area mediterranea, respingendo di nuovo il flusso atlantico oltre l’arco alpino. Il rientro dovrebbe collocarsi tra sabato 5 e martedì 8 settembre.

La probabilità di pioggia in Europa valida per domenica 6 settembre secondo il modello matematico GFS conferma questa lettura: le correnti fresche e instabili di matrice oceanica andranno a interessare segnatamente l’Europa centro-settentrionale, e proprio il sollevamento verso nord del flusso perturbato permetterà all’anticiclone di riprendersi il Mediterraneo e l’Italia, con tempo stabile e caldo. Solo l’estremo arco alpino orientale risentirà di qualche isolato temporale.

Volgendo lo sguardo oltre, la media degli scenari dello stesso modello matematico per mercoledì 9 settembre mostra un nuovo abbassamento del flusso atlantico, con coinvolgimento del settentrione e di parte del Centro attraverso precipitazioni anche temporalesche e un calo della temperatura. Sulle Isole Maggiori e al meridione le probabilità di pioggia si manterranno basse, ma anche in questi settori si potrà contare su un ridimensionamento dei valori termici.

GFS, l’alta pressione riprenderà forza in Italia, con anche una ripresa delle temperature, specie al Nord.

Cosa aspettarsi dal mese appena iniziato

L’impianto meteo complessivo, dunque, è quello di un mese altalenante: impulsi instabili che bussano alla porta settentrionale, alta pressione che fa buona guardia sul resto del bacino e temperature che scendono a intermittenza senza mai crollare davvero. Un profilo coerente con le proiezioni stagionali che descrivono un settembre dal meteo estivo con nubifragi e grandinate e con le tendenze di più ampio respiro dedicate alle piogge di settembre, ottobre e novembre.

La distanza previsionale oltre i sette giorni resta impervia e le successive emissioni dei modelli matematici potranno ritoccare tempistiche e intensità. Restano invece solidi due elementi: la prima incrinatura del blocco anticiclonico riguarderà il Nord, e il calore accumulato dal Mar Mediterraneo continuerà a rappresentare il fattore in grado di trasformare un semplice passaggio instabile in un episodio di forte impatto, come già ricordato analizzando l’ultima fortissima ondata di caldo.

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