L’estate non arretra di un passo, il calendario segna ormai metà della prima decade di settembre, la stagione dovrebbe cominciare a tramontare, eppure la situazione meteo generale resta quello del cuore dell’estate: cieli sereni o poco nuvoloso, atmosfera stabile, temperature molto al di sopra delle medie climatiche da Nord a Sud. A governare la scena è ancora una volta il robusto anticiclone subtropicale, la figura che ha accompagnato quasi per intero la bella stagione e che continua a estendere la propria influenza sull’intero bacino del Mediterraneo. Ok, c’è poi qualche temporale, e questi per effetto dei contrasti termici continuano a fare danni.
Un anticiclone che non arretra
L’alta pressione ha fatto piazza pulita di nubi e fenomeni sulla Penisola, se si eccettuano i residui temporali comparsi nel pomeriggio di giovedì 3 nelle aree interne del meridione. Davanti a noi c’è un fine settimana stabile, soleggiato e molto caldo, con annuvolamenti e precipitazioni pressoché assenti sul suolo italico. Il forte soleggiamento e l’assenza di ventilazione contribuiscono a spingere ulteriormente verso l’alto la colonnina di mercurio, mentre la subsidenza tipica dell’alta pressione comprime e riscalda l’aria negli strati bassi.
Nella giornata di venerdì 4 settembre non c’è nulla da segnalare sul fronte dei fenomeni. Il dato da osservare è quello termico, a dir poco esuberante: alle ore 15 si toccano punte di 36°C sulla Romagna, 35°C sulla Valpadana centrale e orientale, in Sardegna, Toscana, Umbria, Lazio, Campania e sulla bassa Lucania. Sul resto del Paese i valori si mantengono ben oltre i 30°C, con punte di 33-34°C abbastanza diffuse.
Il picco del caldo tra sabato 5 e lunedì 7 settembre
L’apice di questa fase si colloca tra sabato 5, domenica 6 e lunedì 7 settembre: tre giornate particolarmente calde nelle ore diurne e solo leggermente più fresche nelle ore notturne, grazie a un irraggiamento notturno che, con l’avanzare della stagione, comincia a lavorare sempre meglio e favorisce una maggiore dispersione del calore accumulato. Fino all’8 settembre non è previsto alcun cedimento, anzi le massime tendono ad aumentare ancora leggermente su tutte le regioni.
Nei prossimi cinque giorni i valori pomeridiani raggiungono quasi ovunque i 34 o 35°C, dalla Val Padana all’estremo meridione, ma su diverse zone si punta ai 37°C e localmente anche qualcosa in più. Siamo comunque ben lontani dal picco estremo di fine agosto, quando alcune località dell’estremo Sud avevano registrato 45°C, eppure resta un caldo africano di rilievo per il periodo.
Al Nord temperature fino a 9-10°C oltre la media
Nella giornata di sabato 5 settembre le massime al Nord Italia non sono soltanto da piena estate, sono decisamente anomale. Tra la bassa Lombardia, l’Emilia e il Veneto la colonnina di mercurio può spingersi fino a 37°C, valori superiori di almeno 9-10°C rispetto alle medie tipiche di inizio settembre.
L’Emilia-Romagna si conferma la regione settentrionale più calda. Tra il Bolognese e il Ferrarese i termometri risalgono fino a 36-38°C, con la combinazione tra aria molto calda, stabilità atmosferica e scarsa ventilazione che rende particolarmente pesante la sensazione di calore nelle ore centrali della giornata.
Dal Centro al versante adriatico, punte di 38°C
Situazione non molto diversa nelle zone interne del Centro Italia, in particolare in Toscana e in Umbria, dove le massime oscillano con regolarità tra i 34 e i 36°C: valori attesi tanto nell’entroterra fiorentino quanto nelle conche perugine, ma specialmente quelle del basso ternano.
Il versante adriatico centrale merita un’attenzione particolare. Tra l’Ascolano e diverse località del Pescarese non sono esclusi picchi di 36-37°C, soprattutto nelle aree interne e in quelle meno raggiunte dalle brezze marine, che restano l’unico vero fattore mitigante lungo la fascia costiera.
Un caldo più afoso al Sud e sulle Isole Maggiori
Il caldo è ben presente anche al meridione e sulle Isole Maggiori, ma con una differenza sostanziale: qui l’umidità gioca un ruolo di primo piano. Lungo le coste abbassa il valore effettivo della temperatura, però rende l’aria molto più afosa e insopportabile nelle ore diurne e nelle primissime ore della sera.
Le punte più elevate dell’intero episodio riguardano la Puglia settentrionale, con particolare riferimento alle zone interne e pianeggianti del Foggiano, dove il Tavoliere può avvicinarsi ai 38-39°C se non anche i 40°C. Valori analoghi, nell’ordine dei 37-38°C, sono attesi nel Materano, sul Cagliaritano e nella Sardegna meridionale, oltre che nelle zone interne della Sicilia. Sulle altre regioni del meridione le temperature restano molto elevate, seppure di poco inferiori rispetto ai picchi del Tavoliere.
Quando il caldo diventa disagio fisico
L’indice di disagio da caldo atteso dal pomeriggio alla sera di venerdì 4 settembre descrive condizioni di malessere fisico diffusamente, specialmente nelle coste, aree precostiere, vallate, Val Padana. Insomma, siamo in condizioni di afa, c’è poco da aggiungere..
Perché questa fiammata è meno estrema delle precedenti
Il panorama meteorologico ricorda il pieno dell’estate, ma un segnale dell’avanzare della stagione esiste ed è la progressiva riduzione delle ore di luce. Le giornate sono ormai sensibilmente più corte rispetto a luglio e questo limita il riscaldamento massimo raggiungibile a parità di configurazione atmosferica. È tra imotivi per cui l’attuale ondata risulta meno intensa delle precedenti in termini di valori assoluti, senza che questo la renda trascurabile: temperature superiori di molti gradi alle medie continuano a interessare gran parte del territorio.
La svolta attesa da metà settimana
Dopo giorni di dominio incontrastato dell’alta pressione, qualcosa cambia. I modelli matematici indicano un progressivo indebolimento dell’anticiclone a partire dalla metà della prossima settimana, con correnti più fresche e instabili in grado di raggiungere il Mediterraneo.
Lo scenario prevede lo sviluppo di una fase di maltempo anche intensa, capace di interrompere bruscamente il dominio del grande caldo. Le temperature possono subire un calo marcato su diverse regioni, con un ritorno a valori più consoni al periodo e i primi temporali in arrivo dal 7 settembre sull’arco alpino, in estensione successivamente verso il versante adriatico.
Trattandosi di una previsione a diversi giorni di distanza, tempi, modalità e aree maggiormente coinvolte richiedono ulteriori conferme. Un punto però è chiaro: prima del cambio di scenario restano da affrontare ancora alcune giornate di grande caldo, con un settembre che continua a somigliare al cuore di luglio.
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