Prima di spiegarvi per bene la situazione, è opportuno fare un’introduzione. Il modello europeo ECMWF sostiene da tempo l’ipotesi di un’evoluzione meteo caratterizzata dallo spostamento delle alte pressioni verso le latitudini settentrionali e dalla possibilità di una depressione sul nostro Paese. In termini tecnici, si configurerebbe una situazione di NAO negativa. Questo è possibile se un anticiclone oceanico riesce a spingersi alle alte latitudini e, parallelamente, una saccatura riesce a evolvere in goccia fredda sui nostri mari.
C’è un problema
Al momento questa configurazione appare ancora debole e non trova un consenso uniforme tra i principali modelli meteo. Vediamo qualche esempio. Se ECMWF continua a contemplare concretamente l’ipotesi di un cambiamento, il modello GFS mostra invece una resistenza pressoché assoluta dell’alta pressione. Volendo semplificare la solfa, l’arrivo delle vere piogge autunnali viene attualmente previsto soltanto da alcune elaborazioni, mentre molte altre propongono uno scenario di stabilità e clima caldo. Questo è evidente se un utente prova ad analizzare le tendenze meteo a dieci giorni dei principali modelli. Non c’è mai stata l’unanimità e quindi l’ipotesi avanzata da ECMWF va comunque analizzata, ma non presa come certezza assoluta.
Che cosa succederebbe
Dalla mappa che vi mostriamo si notano due cose. La prima è che una profonda ciclogenesi riuscirebbe a valicare le Alpi e a formare un minimo di bassa pressione sui nostri mari settentrionali. In secondo luogo, si aprirebbe la cosiddetta goccia fredda, una sorta di circolazione chiusa dove le piogge e i temporali ruotano in senso antiorario e coinvolgono, più o meno democraticamente, tutte le zone interessate dalla traiettoria del corpo principale. Ma qui sorge il problema essenziale: si formerà questa fantomatica goccia fredda? E, se sì, quale sarà il suo percorso?
Attendiamo gli sviluppi
Per dare per certa questa evoluzione meteo, oppure per mostrare ulteriori mappe sulla distribuzione geografica delle piogge, servirà un aumento del consenso tra i modelli, affinché l’ipotesi di una vera svolta autunnale possa acquisire una probabilità di accadimento significativa. Per adesso prendiamola col beneficio d’inventario: ci potrebbe essere una svolta, ma il fatto che non tutti i modelli siano concordi indica che il segnale non è ancora del tutto forte. Ne riparleremo nei prossimi aggiornamenti…
Credit
L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE