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Da giorni stiamo monitorando con molta attenzione il trend meteo-climatico della prossima settimana, consci del fatto che attualmente non è ancora possibile sciogliere definitivamente la prognosi, in virtù di costanti divergenze modellistiche che non si sono ancora risolte

 

Da un lato troviamo infatti i modelli matematici europei, che proseguono sui binari del netto miglioramento a causa di un ritorno in grande stile dell’anticiclone subtropicale. Dall’altro lato troviamo invece le proiezioni dei centri di calcolo americani che, pur mostrando qualche tentennamento nelle varie emissioni giornaliere, propendono ancora per il ritorno del maltempo.

 

In quest’ultimo caso si tratterebbe di un’ondata perturbata più incisiva, soprattutto in termini di temperature, perché arriverebbe da est. Il tema, però, è un altro, ovvero capire se, come e quando l’autunno riuscirà realmente a prendere il sopravvento.

 

Qualora dovesse prevalere l’ipotesi europea, è evidente che la stagione subirebbe una nuova pesante battuta d’arresto, che si andrebbe a sommare al lungo periodo anticiclonico registrato fino a qualche giorno fa. Dobbiamo dircelo: da quando è iniziato l’autunno meteorologico, i peggioramenti si contano sulle dita di una mano, mentre per quanto riguarda le belle giornate di sole sono decisamente in maggioranza.

 

Giornate di sole caratterizzate da temperature assolutamente fuori scala. Infatti, anche nelle ultime ore, alcune regioni hanno fatto registrare temperature massime superiori ai 30 gradi. Un valore che si sottovaluta perché, chiaramente, non è abbastanza caldo come le temperature raggiunte nei mesi di luglio e agosto, ma è bene comunque sottolineare che stiamo parlando di temperature pienamente estive.

 

Se, lo ripetiamo, dovesse prevalere l’ipotesi europea, anche la prossima settimana potrebbe proporci condizioni meteo-climatiche di quel tipo. Non solo: questi modelli proiettano l’Alta Pressione verso l’ultima decade di ottobre. Si tratterebbe quindi di un’altra lunga fase di stabilità atmosferica, sostenuta da anomalie termiche positive di un certo spessore.

 

Ecco perché si fa fatica a parlare di ottobrata. Ottobrata era infatti un fenomeno isolato, che solitamente si verificava nel mese in corso, rappresentando un intermezzo all’interno della circolazione atlantica, capace di portarci perturbazioni a intervalli pressoché regolari o comunque di sostenere una variabilità atmosferica tipica di questa stagione di transizione.

 

Evidentemente qualcosa è cambiato. Anzi, possiamo affermare tranquillamente: più di qualcosa. Quelle che erano le condizioni meteo-climatiche tipicamente autunnali di qualche decennio fa si sono perse per strada. Oggi come oggi è molto più frequente osservare repentini sbalzi di temperatura, ma soprattutto è molto più frequente registrare picchi termici consistenti e persistenti. Sarà così anche stavolta?

 

Non ci resta che attendere ancora qualche giorno, quando sicuramente tutti i modelli matematici troveranno la quadratura del cerchio, indicandoci la corretta via.

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