
So bene che il titolo suscita curiosità e stupore nei lettori, ma è una domanda piuttosto lecita che molti di noi si pongono. Dato che nelle tendenze meteo non si vedono anticicloni duraturi nei prossimi 10 giorni, non è che questo pattern ce lo possiamo portare dietro per tutto l’inverno, e che quindi piova e nevichi spesso? In questo articolo cerchiamo di fare chiarezza e di capire i possibili legami con il clima invernale.
Si8 sente parlare di El Niño: contribuirà?
Tra gli elementi da osservare con attenzione c’è anche il possibile episodio intenso di El Niño. Si tratta di un fenomeno climatico che, pur sviluppandosi a grande distanza dall’Europa, può condizionare una buona fetta della circolazione atmosferica globale, anche se il suo legame con l’andamento dell’inverno europeo è complesso e meno diretto rispetto a quello osservato in altre aree del pianeta. Alla luce di quanto esposto in precedenti articoli, non è quindi possibile stabilire una relazione automatica tra il fenomeno oceanico e le condizioni meteo sul nostro Stivale. In determinate configurazioni atmosferiche, però, El Niño può contribuire a favorire un’intensificazione del flusso perturbato atlantico. Questo vuol dire che i passaggi perturbati possono diventare, almeno sulla carta, un tantino più frequenti.
Ovviamente, se questa tendenza dovesse trovare conferma, l’Italia potrebbe affrontare una stagione invernale contraddistinta da precipitazioni frequenti. In particolare, il flusso atlantico è propenso a portare piogge e nevicate sul Nord Italia e, in genere, sulle regioni tirreniche. Sappiamo però anche che il clima è spesso mite, e quindi il passaggio ripetuto delle perturbazioni potrebbe garantire piogge abbondanti e nevicate diffuse sui rilievi, senza necessariamente portare la neve in Pianura Padana o, peggio ancora, sulle coste.
Nevicate sulle Alpi?
Proprio la distribuzione delle nevicate potrebbe rappresentare uno degli aspetti di cui tenere ben conto nei prossimi quattro mesi. Le Alpi e l’Appennino, soprattutto alle quote medio-alte, potrebbero beneficiare di apporti nevosi consistenti e relativamente regolari. Al di sopra dei 1500 metri, le temperature avrebbero maggiori possibilità di mantenersi sufficientemente basse per la caduta di neve di buona qualità. Chiaramente siamo in un contesto di Riscaldamento Globale, pertanto è del tutto possibile che non ci siano grosse ondate di freddo a livello di pianura. Inverno nevoso sì, ma oltre una certa quota.
In pianura nevicate assenti?
Le grandi nevicate sul Nord Italia rischierebbero quindi di rimanere episodi isolati, legati a particolari combinazioni tra aria fredda magari già presente (il cosiddetto cuscino freddo padano) e incursioni umide dall’oceano. Oramai la quota neve media si è alzata di oltre 500 metri negli ultimi anni rispetto al secolo scorso, pertanto avere una buona imbiancata a livello costiero o pianeggiante sta diventando estremamente raro. L’ultima vera nevicata diffusa su quasi tutto il Nord risale addirittura al 28 dicembre 2020, mentre l’ultima imbiancata che ha interessato tutto il Piemonte è del dicembre 2022. In pratica sono quattro anni che nevica in maniera molto limitata e solo su piccole porzioni della Valle Padana, come ad esempio le città di Torino o Asti.
Concludiamo dicendo che…
In questo articolo non parliamo certo di previsioni meteo, ma di possibili scenari a lunghissima gittata. Stando a quanto detto, il quadro complessivo delineerebbe un inverno caratterizzato da differenze marcate tra montagne e pianure: neve potenzialmente abbondante sui rilievi e tanta pioggia alle quote più basse. Purtroppo le condizioni per vedere fiocchi in pianura stanno praticamente scomparendo ma, piuttosto che un inverno statico e sotto l’egemonia delle alte pressioni, meglio uno con il flusso atlantico in grado di portare tanta neve in montagna e abbondanti scorte idriche anche altrove.
