Non ci sono dubbi, cari lettori, giungono notizie scoraggianti dal punto di vista climatico e meteo. Se nelle nostre zone la stagione fredda si è rivelata estremamente debole, anche nelle regioni dell’estremo settentrione del Pianeta la situazione appare critica. Le rilevazioni grafiche fornite dal National Snow and Ice Data Center mostrano un quadro inequivocabile, l’espansione della superficie ghiacciata nell’Artico ha subito una deviazione anomala nel corso dell’ultimo periodo mensile. Analizziamo insieme l’evoluzione di questo fenomeno preoccupante.
Un mese di febbraio decisamente fuori dagli schemi
Il mese di Febbraio dovrebbe rappresentare il fulcro del freddo polare, quel momento cruciale in cui la banchisa si estende con vigore, puntando verso il suo massimo stagionale. Questa fase culminante dovrebbe manifestarsi proprio in queste settimane, tuttavia, quest’anno il meccanismo sembra essersi inceppato. Non assistiamo a uno sviluppo rapido o costante, al contrario, la progressione dei ghiacci si è indebolita costantemente, sfociando in una preoccupante fase di immobilismo. In alcuni frangenti si è persino registrato un lieve decremento, un segnale estremamente negativo, poiché è bene ricordare che le condizioni dei ghiacci artici fungono da sentinella fondamentale per comprendere la salute globale della Terra.
Le statistiche preoccupanti sulla superficie gelata
Osserviamo i dati nel dettaglio, che appaiono purtroppo impietosi. Attualmente la copertura ghiacciata si attesta su circa 14,1 milioni di chilometri quadrati. Potrebbe sembrare una cifra imponente, ma la realtà è ben diversa, specialmente se confrontata con la media storica di questo intervallo temporale che si posiziona stabilmente sui 15,3 milioni. All’appello manca una porzione vastissima di territorio gelato, un vuoto profondo che tocca gli 1,2 milioni di chilometri quadrati. Si tratta di una superficie superiore a quattro volte l’Italia, una mancanza davvero enorme, non trovate? Il deficit che stiamo osservando è gravissimo, con un’estensione della superficie che rimane costantemente al di sotto dei valori normali ormai da diversi mesi.
Il riscaldamento globale accelera nell’artico
Il percorso stagionale è stato caratterizzato da continui sbalzi, con ritiri momentanei del perimetro dei ghiacci che evidenziano un contesto climatico sempre più ostile alla loro conservazione. Questa annata sembra destinata a chiudersi in modo deludente, mentre il riscaldamento globale continua la sua corsa senza sosta. Il fenomeno del Global warming non concede tregua e i punti critici, definiti Hotspot, come l’Artico, stanno subendo le conseguenze peggiori. La regione polare è un’area geografica dove il surriscaldamento del clima procede a ritmi molto più elevati rispetto al resto del mondo.
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