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L’anticiclone che ancora oggi si fa sentire con caldo che da picchi sino a 38°C in Sardegna, regione che è stata la più flagellata d’Italia dalla calura estrema,  come si possono dimenticare le sue giornate sopra i 45°C con sino a 48°C. In questa fase – l’anticiclone in Italia – avrà la maggior crisi dell’estate, ma non morirà, non finirà i suoi giorni e la calura, anche se perderà intensità rispetto al culmine della stagione estiva per effetto delle notti più lunghe e per la maggior aggressività delle correnti oceaniche.

È quello che ci aspettiamo possa accadere anche durante questo mese di settembre 2026, anche se in questo momento l’estate sembra accusare il colpo dell’ingresso di una saccatura atlantica e proporre una fase più fresca a partire dal Nord Italia.

 

La saccatura atlantica rompe l’assedio

Le mappe di analisi a 850 hPa, quelle che fotografano la massa d’aria a circa 1500 metri di quota, raccontano bene il momento di passaggio. Fino a poche ore fa l’Italia era letteralmente annegata in isoterme elevatissime distese dalla Penisola Iberica fino ai Balcani e un campo barico (pressione atmosferica) livellato, senza gradienti degni di nota. Il classico quadro da estate piena, di quelli che negli ultimi anni abbiamo imparato a riconoscere fin troppo bene.

Poi qualcosa si è mosso, e si, si doveva muovere e cambiare la situazione imbarazzante di questo settembre. Osservando le mappe dei modelli matematici mostrano un cuneo di aria fresca scendere rapidamente dal Mare del Nord verso la Francia, con minimi di pressione che si scavano sul Golfo del Leone e sull’alto Adriatico: è l’aria oceanica che si insinua nel fianco occidentale del promontorio e lo costringe ad arretrare verso il Nord Africa l’anticlone caldissimo. La differenza che si realizzerà rispetto a qualche giorno fa è impressionante: dove c’era il caldo rovente ci sarà un clima mite, che a tratti diventerà fresco, tipico di settembre per un calo delle temperature in quota di parecchi gradi.

In pianura e nelle coste questo si traduce in aria più respirabile, cieli variabili, con rovesci temporali intensi, con accumuli localmente importanti . Ma anche grandinate, queste erano attese specie al Nord Italia, ma si sono viste sulla costa toscana con grossi chicchi.

La fase più dinamica di questa evoluzione si protrarrà sino al prossimo fine settimana, quando le carte del modello matematico ECMWF collocano ancora un flusso relativamente fresco lungo il bordo orientale della depressione, con l’anticiclone confinato tra l’Atlantico e la Spagna. Insomma, saremo liberi dal caldo afosissimo, anche se il mare caldo nelle coste mostrerà la sua presenza con il tepore e umidità elevata.

 

L’anticiclone riprenderà quota nella seconda parte del mese

Qui entriamo in una fase previsionale incerta per l’Italia, infatti le ultime elaborazioni prospettano che l’anticiclone tenterà di affacciarsi nuovamente sulla scena mediterranea, lasciando spazio a infiltrazioni di aria oceanica, concedendo probabilmente qualche nuovo break temporalesco passeggero intorno alla metà del mese. Le mappe intorno a quel periodo sono eloquenti: masse d’aria calde potrebbero tornare sull’Italia, ma niente a che fare con calura e umidità folli visti ainizio mese. In questa fase residui di aria fresca in quota che scivolerebbero lungo il versante adriatico. Insomma, la previsione prospetta una struttura di alta pressione ancora acerba, che si costruisce a strati. Vediamo tentativi di un ritorno del caldo, ma sono poco convinti se non ci saranno nuove conferme, che però temo molto ci saranno.

Subito dopo, incredibilmente attorno al 20 del mese, tutti i modelli matematici nella media degli scenari vedono uno spettacolare ma anche inquietante ritorno dell’anticiclone su tutto il Mediterraneo, Italia compresa, in un contesto termico magari non più così caldo, ma con punte pomeridiane anche prossime ai 30°C e soprattutto tanto soleggiamento per diversi giorni. Le carte proiettate verso la terza decade mostrano isobare che si chiudono attorno ai 1024 e ai 1028 hPa (so bene che sono stime, direi indizi di cui avere conferma) sull’Europa centro-occidentale. Prospettando un assetto che di norma significa un meteo poco autunnale con l’inzio di questo astronomico, ed una sorta di tardiva estate.

 

Uno sguardo alla terza decade

Guardando l’anomalia barica in quota, quella che sulle mappe emerge come una vasta area calda al di sopra dei 5500 metri, si nota una struttura anticiclonica particolarmente ingombrante prevista sull’Europa proprio nella terza decade del mese. E questo conferma ciò che ho scritto sulla quota 850 hPa, circa 1500 metri.

Ma a 500 hPa, la visione è più interessante, perché è qui che si annida la presenza dell’alta pressione africana. Addirittura si ipotizza che la sua espansione possa raggiungere la regione scandinava, e una delle proiezioni del modello matematico ECMWF mostra il massimo pressorio scivolare verso il Mare del Nord e la Scandinavia.

Nel seguito, però, alla lunga potrebbe anche tradursi in un rientro di correnti fresche e instabili da nord-est sull’Italia, specie in Adriatico e al Sud, come avvenuto nel 2025. Ma ECMWF e GFS non sono così concordi sulle figure bariche e la sinottica a così lungo termine, e ben sappiamo che ci danno solo delle stime.

 

Un pachiderma che pesa sul futuro dell’Autunno.

Per ora ci basti pensare a questo ingombrante pachiderma che sta condizionando sempre più la nostra vita, l’agricoltura e dunque l’economia, e si parliamo di lui, l’alta pressione africana, non vuole abbandonarci senza nuove visite simil estive alla fine di settembre, come temevo, e direi di averne maggior possibilità di rivederlo ad ottobre, magari dopo una nuova intrusione temporalesca.

 

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