Gli addetti all’osservatorio Ximeniano di Firenze annotarono: stamani alle 5:21 negli strumenti dell’Osservatorio è incominciata una impressionante, straordinaria registrazione: “Le ampiezze dei tracciati sono state così grandi che non sono entrate nei cilindri: misurano oltre 40 centimetri. Da qualche parte sta succedendo qualcosa di grave.
Messina, 147.589 abitanti nel 1901 e Reggio Calabria, 77.761 abitanti nel 1901 furono interessate da un terremoto fortissimo, la Magnitudo oggi è stata stimata in 7,2 e durò 37 secondi.
Le due città furono quasi rase al suolo dal sisma, ovviamente gli edifici non rispettavano le norme antisismiche, e le vittime furono un numero che non vogliamo trascrivere, per altro anche causate da uno tsunami.
5 febbraio 1783, un terremoto di simile entità, forse anche maggiore, interessò le medesime zone, ed ebbe una durata di circa 2 minuti. Fu un’ecatombe, le scosse furono un migliaio in due giorni.
Alla scossa del 5 febbraio fece seguito una fortissima il 6 febbraio con epicentro a nord di Messina, un’altra il 7 paragonabile alla prima il 7 Febbraio.
L’Italia, specie il Sud è una regione altamente sismica, e abbiamo deciso di parlarne perché spesso questo viene dimenticato, ma mai e poi mai si deve abbassare la guardia, e prima o poi dovremo seguire modelli di comportamento nella prevenzione simili a quelli che adoperano in Giappone, Cina, America e persino in Messico.
A Città del Messico nel 1985 si ebbero gli effetti di un sisma di Magnitudo 8,1 sulla Scala Richter che per fortuna ebbe il suo epicentro sulla costa dell’Oceano Pacifico. La grande metropoli subì gravi danni, ma oggi si costruiscono grattacieli antisismici.