Seguici su Google

wapt image post 3423

La Sardegna è tra le tante regioni italiane che ha sete di pioggia. Le precipitazioni sono oramai sparite, dopo che erano mancate le classiche piogge di primavera, e ancor prima quelle autunnali e invernali, in specie nel Campidano, dove da inizio dell’anno sono caduti poco più di 100 millimetri di pioggia.

È piovuto di certo di più nel nuorese, ed in quelle località esposte alle correnti di scirocco. Ma spesso si è trattato di eventi di breve durata, di nubifragi.

Il problema siccità e deficit pluviometrico ha una rilevanza nazionale, perché il clima degli ultimi 12 mesi è stato per buona parte d’Italia decisamente più asciutto della media.

Ma se per alcune regioni d’Italia i deficit di pioggia si possono attenuare perché ci sono montagne vicine oppure fiumi, o falde acquifere poco profonde, in Sardegna l’acqua si attinge dai bacini idrici artificiali. I fiumi sono pochi, prevalgono i piccoli torrenti, ma se non piove vanno in secca, mentre le falde acquifere in Sardegna sono mediamente profonde.

wapt image post 3424

Siamo quindi andati a vedere la situazione dei bacini idrici della Sardegna, anche per dare conforto ai molti turisti che presto sbarcheranno nell’Isola per trascorrere le vacanze, che riconoscono questo luogo per la bellezza delle coste e del mare, come per il costante bel tempo estivo. Un ricordo che hanno tutti sono i prati ingialliti dal sole e dalla siccità che è una condizione comune a tutto il Mediterraneo durante i mesi estivi.

La situazione idrica: se si escludono alcune grandi dighe artificiali del sassarese e del cagliaritano dove la capienza è paurosamente scesa sotto la soglia del 30%, tutte le altre hanno valori tra il 75% ed il 100%.
In Sardegna, quando la tutela dell’ambiente passava in secondo ordine (era inesistente un po’ in tutta Italia), si costruivano le dighe, e i problemi che derivano dalla siccità furono risolti, e oggi si ereditano queste scelte.

Seguici su Google