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Igiene e allergie: fa male vivere in un ambiente super pulito?

Luca Martini di Luca Martini
27 Gen 2024 - 17:58
in Magazine
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La relazione tra microbi e allergie: una sfida all’ipotesi dell’igiene

(TEMPOITALIA.IT) La comunità scientifica ha iniziato a indagare il⁤ legame ‍tra l’esposizione ai microbi e la riduzione del rischio di⁤ sviluppare allergie. ⁤Questa teoria, nota come ipotesi dell’igiene, suggerisce che un certo livello di esposizione ai microbi possa essere benefico nella prevenzione​ delle allergie. Tuttavia, recenti ricerche condotte dall’Istituto ‍Karolinska mettono in discussione questa ipotesi, mostrando che i topi esposti a un⁤ ambiente ricco di infezioni fin dalla nascita‍ non hanno una minore‌ propensione a sviluppare risposte immunitarie allergiche rispetto ai topi di laboratorio cresciuti in condizioni di maggiore pulizia.

 

Le risposte allergiche nei topi selvatici

I ricercatori hanno confrontato la risposta immunitaria allergica nei‌ topi selvatici, detti “wildling”,‌ con quella dei topi di laboratorio, cresciuti in condizioni di maggiore igiene. I risultati hanno mostrato che non vi sono differenze significative nella risposta degli anticorpi o nella funzione delle cellule T, coinvolte nelle allergie. Inoltre, le risposte anti-infiammatorie indotte dai ⁣batteri benefici presenti nell’intestino non ⁣sembrano in grado di inibire la risposta immunitaria allergica. Al contrario, i topi selvatici hanno mostrato segni evidenti di infiammazione patologica‍ e ‌risposte allergiche quando esposti agli allergeni.

 

Un sistema immunitario più simile a quello‌ umano

I topi selvatici, pur essendo geneticamente identici ai topi di laboratorio, vivono in condizioni semi-naturali e sono esposti fin dalla nascita‌ a un ambiente ricco di microbi. “Il sistema⁣ immunitario dei topi ⁤selvatici rappresenta meglio quello umano e quindi speriamo che possano avvicinarci di più alla verità su come i microbi agiscono sul corpo”, afferma‌ Jonathan ​Coquet, co-autore‌ dello studio e professore associato presso il Dipartimento di Microbiologia, Tumori e Biologia Cellulare dell’Istituto Karolinska.

 

Implicazioni cliniche ‍e prospettive future

I risultati di questa ricerca contribuiscono alla comprensione⁤ generale di come possano insorgere le allergie e potrebbero avere implicazioni cliniche.​ In ambito di sperimentazione clinica, sono stati fatti ​tentativi di trattare pazienti affetti da malattie‌ infiammatorie con infezioni sperimentali. Ad esempio,⁣ l’infezione con ‌vermi o il trapianto fecale sono stati proposti come strumenti per combattere le malattie infiammatorie. Inoltre, ai neonati partoriti con taglio cesareo è stata effettuata la trasposizione fecale materna e la supplementazione ‍batterica, con l’obiettivo di promuovere i batteri benefici nell’intestino del bambino e la salute futura⁢ del bambino.

 

Insight importanti per la ‌salute

“Questo campo di⁤ ricerca può fornire importanti intuizioni su‍ come le infezioni e i microbi ‌possano essere utilizzati per‌ facilitare la salute, ma è ancora agli inizi. Il nostro studio è un promemoria che le esposizioni generali e ampie⁢ ai ‌microbi potrebbero non avere gli effetti benefici chiari che desideriamo”, ⁣afferma Susanne Nylén, co-autrice ⁣dello studio e professore associato presso il Dipartimento di ‌Microbiologia, Tumori e Biologia‍ Cellulare dell’Istituto Karolinska.

 

La ricerca e il finanziamento

Lo studio è stato condotto da‌ Junjie Ma e Egon Urgard, ricercatori nel gruppo di Jonathan Coquet, in stretta collaborazione con il professor Stephan Rosshart dell’Università Medica di Friburgo in​ Germania⁣ e Susanne Nylén (MTC). Hanno contribuito anche diversi altri gruppi di ricerca dell’Istituto Karolinska e di altre istituzioni, tra cui i team dei professori assistenti Itziar Martinez Gonzalez e Juan Du (entrambi del Dipartimento di Microbiologia, ⁢Tumori e Biologia Cellulare, MTC).

Il finanziamento⁣ dello studio è stato fornito da diversi enti, tra cui il Consiglio di Ricerca Svedese, la Fondazione Svedese​ per⁢ la Ricerca sul Cancro, i⁢ fondi intramurali del KI ​e la Fondazione Wenner-Gren. (TEMPOITALIA.IT)

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Luca Martini

Meteorologo e geoscientist con background in Scienze Naturali, specializzazione in meteorologia e geologia applicata. Mi occupo di modellistica atmosferica, analisi di dati meteo-climatici, nowcasting per eventi estremi e valutazioni geotecniche/geomorfologiche a supporto di infrastrutture e protezione civile. Esperienza in contesti internazionali (UK, Germania). Orientato a risultati, chiarezza dei prodotti previsionali e trasferimento alle decisioni operative. Modellistica numerica; assimilazione dati, downscaling, validazione modelli Python per data analysis (xarray, pandas) GIS (QGIS/ArcGIS Pro) Gestione progetti e divulgazione tecnica

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