• Privacy
venerdì, 29 Maggio 2026
TEMPO ITALIA meteo news
  • Home
  • Meteo Italia
  • Cronaca Meteo
  • Viaggi
  • Magazine
  • Chi Siamo
  • Contatti
  • Home
  • Meteo Italia
  • Cronaca Meteo
  • Viaggi
  • Magazine
  • Chi Siamo
  • Contatti
Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
Tempo Italia
Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
Home A La notizia del Giorno

Lockdown benzina e gas ingiustificato: speculazione. Opzioni che nessuno dice

Carburante alle stelle: il grande bluff dei prezzi e le energie alternative che l'Italia non sfrutta ancora

Antonio Lombardi di Antonio Lombardi
06 Apr 2026 - 12:14
in A La notizia del Giorno, A Scelta della Redazione, Cambiamento Climatico, Magazine, Zoom
Share on FacebookShare on Twitter

 

Crisi energia in italia ed europa

La folle corsa al rincaro: un allarme davvero giustificato?

(TEMPOITALIA.IT) La corsa ingiustificata all’aumento del costo del carburante e del gas è ben più che esagerata. È pur vero che c’è una guerra in corso e che un’area ad alto traffico è, in questo momento, di fatto interdetta alla navigazione – ma, come possiamo vedere da questa cartina, il traffico marittimo è ancora particolarmente attivo e gli approvvigionamenti di petrolio e gas continuano senza sosta. Per quanto riguarda l’Italia e l’Europa – soprattutto l’Italia – abbiamo approvvigionamenti che giungono via terra attraverso rotte alternative, diverse dallo Stretto di Hormuz, attualmente nel mirino del conflitto con l’Iran.

A questo punto viene da chiedersi come mai i prezzi dei carburanti stiano impazzendo, come se vi fosse una vera emergenza negli approvvigionamenti: una situazione che ha scatenato un allarmismo tale da mettere a rischio persino i voli aerei e i collegamenti commerciali, con scenari che ricordano, in qualche misura, un vero e proprio lockdown sull’uso delle auto private. Una situazione emergenziale tutta da studiare, ma che lascia già intuire come esistano vie di navigazione alternative, forse più lunghe, per spostare grandi quantità di carburante verso l’Italia e verso l’Europa. L’Europa soffre enormemente, come sempre, a ogni conflitto che si accende in queste aree del mondo, generando poi crisi a livello internazionale.

Circolazione di navi e soprattutto petroliere con gas e petrolio, live. Credit marinetraffic.com

Il nodo energetico e il Riscaldamento Globale

Di certo, la strada da percorrere è quella dell’energia alternativa. Ben sappiamo che gas e petrolio, prima o poi, finiranno. Ed è sufficiente una guerra come quella in corso – dove un singolo canale percorso da navi cisterna può mettere a rischio l’intera economia mondiale – a dimostrarlo. Un’economia che appare rigida e incapace di trovare alternative, nonostante la navigazione possa realizzarsi attraverso rotte diverse. Soprattutto, manca ancora una pianificazione diffusa per lo sviluppo di energie alternative ai combustibili fossili. Combustibili che, oltre a esaurirsi, già oggi determinano un inquinamento smisurato dell’atmosfera, alterando il clima.

In sostanza, stiamo sopravvivendo a una situazione che non possiamo permetterci, che ci danneggia e che danneggerà soprattutto il futuro – rendendo alcune aree del nostro pianeta quasi invivibili. Parlo di zone densamente popolate come il sud-est asiatico e l’India, dove il Riscaldamento Globale potrebbe rendere il clima estremamente caldo, soprattutto nella stagione precedente ai monsoni, al punto da risultare insostenibile. Quelle popolazioni non sono attrezzate per gestire un miliardo e mezzo di persone con un utilizzo diffuso di climatizzatori – ben diversamente dagli Emirati Arabi Uniti, dove la ricchezza consente di proteggere cittadini e turisti dal caldo estremo della stagione estiva.

Non abbiamo, purtroppo, una pianificazione adeguata. L’unica cosa che sappiamo fare con efficienza è la guerra – e, in aggiunta, allarmarci, generare crisi economiche e non trovare alternative, quando queste sono probabilmente già dietro l’angolo. Vanno pianificate sia perché il clima sta cambiando, con danni incalcolabili, sia perché altri conflitti potrebbero verificarsi in futuro – senza contare che queste risorse si esauriranno e i costi cresceranno inesorabilmente.

 

Energie alternative: tre motivi per agire adesso

Si parla da anni di energia alternativa, anche nucleare, ma si resta fermi. In Italia, in particolare, c’è la possibilità di installare impianti ad alta efficienza capaci di generare enormi quantità di energia – di cui abbiamo sempre più bisogno, soprattutto nelle stagioni estive, ma anche in quelle invernali.

Abbiamo bisogno di energie alternative per tre motivi fondamentali: per sostenere la nostra economia e il progresso; per ridurre l’inquinamento atmosferico ed evitare il cambiamento climatico; e per scongiurare gli isterismi che derivano da crisi economiche indotte da speculazioni – e questo sito se ne occupa proprio perché qui è in gioco l’ambiente.

Vorrei vedere ministri, primi ministri e governanti muoversi – come sta accadendo in questi giorni per ottenere petrolio e gas – per realizzare impianti di energia alternativa, compreso quello nucleare, verso cui non sono contrario, nel rispetto di determinati criteri di sicurezza. E soprattutto incentivare gli impianti a minore impatto ambientale, come quello solare, che incontra meno resistenze rispetto all’eolico – dato che moltissime comunità e aree in Italia si oppongono alla realizzazione di parchi eolici a terra. Perché non installarli in mare aperto, come già avviene nel nord Europa? Sarebbe un’idea concreta e già ampiamente sperimentata.

Dobbiamo puntare all’autosufficienza energetica, perché l’energia che viene dal sottosuolo prima o poi finirà. Le alternative ci sono già: c’è anche la geotermia, da sfruttare in varie parti d’Italia e non solo. Il sottosuolo ci offre risorse quasi a costo zero – ovviamente con le necessarie opere ingegneristiche – e rappresenta una soluzione reale ai problemi.

 

Il petrolio non resta mai senza strada, vale troppi soldi

Nel frattempo, è utile ricordare che il petrolio che arriva in Italia percorre già rotte alternative. Le vie di fuga esistono e funzionano:

  • Arabia Saudita → Mar Rosso: un oleodotto porta il petrolio direttamente ai porti del Mar Rosso; le petroliere partono da lì, lontano dallo Stretto di Hormuz.
  • Emirati Arabi Uniti → Golfo di Oman: un oleodotto raggiunge Fujairah, porto che si trova già al di fuori dello Stretto; le navi salpano in mare aperto.
  • Iraq → Turchia (Ceyhan): il petrolio arriva nel Mediterraneo senza toccare il Golfo Persico.
  • Porti alternativi: Oman, UAE e Arabia Saudita dispongono di terminali oceanici pronti all’uso.

Quindi no: non esiste nessun “lockdown energetico” globale. Ci sono tensioni, certo. Ci sono rischi, sì. Ma il sistema energetico mondiale ha già le sue vie di fuga. E chi vive vendendo petrolio non ha alcun interesse a spegnere il pianeta.

Il petrolio non resta mai senza strada. La speculazione ingiustificata ci sta invadendo.

 

Credit: (TEMPOITALIA.IT)

  • IEA – The Middle East and Global Energy Markets
  • IEA – Oil 2025: Supply, Demand and Trade Dynamics
  • IRENA – Near-700 GW Surge in 2025 Proves Renewable Energy Resilience
  • IEA – World Energy Investment 2025
  • IRENA – International Renewable Energy Agency
Seguici su Google News
CondividiTweet
Articolo precedente

Dal 10 aprile torna il maltempo: stop al caldo anomalo

Prossimo articolo

Perché Aprile non è più quello di una volta: il freddo russo cancella l’anticipo d’Estate

Antonio Lombardi

Antonio Lombardi

Dopo aver conseguito la laurea in Geologia presso l’Università degli Studi di Milano nel 2000, ha proseguito il suo percorso accademico con una seconda laurea in Astronomia presso l’Università "La Sapienza" di Roma, ottenuta nel 2006. L'interesse per l'astronomia lo ha portato successivamente a intraprendere un Master di specializzazione in Astronomia presso l’University of Arizona (Tucson, USA), uno dei principali centri internazionali per la ricerca astrofisica. In ambito professionale, si occupa anche di insegnamento, sia in contesti scolastici che in corsi e laboratori rivolti al pubblico generale, con un forte focus sull’approccio interdisciplinare tra geologia, astronomia e scienze ambientali.

Prossimo articolo

Perché Aprile non è più quello di una volta: il freddo russo cancella l'anticipo d'Estate

Bilancio Meteo Maggio: CALDO in extremis, ma ecco perché non è un mese anomalo

28 Maggio 2026

I modelli GFS ed ECMWF confermano: lenta attenuazione del caldo da Giovedì 28

28 Maggio 2026
Instabilità e temperature in calo

I temporali aprono le danze a partire dal Nord Italia, calano le temperature

27 Maggio 2026

Il quadro meteo dell’ESTATE è sempre più chiaro: parliamone

27 Maggio 2026
Rapida evoluzione indici climatici in Giugno.

Oscillazione Artica e Nord Atlantica in rapido movimento in Giugno

27 Maggio 2026
El Niño arriva entro Estate 2026

Super El Niño in arrivo entro la fine dell’Estate 2026

27 Maggio 2026
  • Privacy

Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)
Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.

Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Meteo Italia
  • Cronaca Meteo
  • Chi siamo
  • Viaggi
  • Magazine
  • Contatti
  • Privacy

Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)
Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.

Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Meteo Italia
  • Cronaca Meteo
  • Chi siamo
  • Viaggi
  • Magazine
  • Contatti
  • Privacy

Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)
Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.