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Home Cambiamento Climatico

Cosa è davvero il cambiamento climatico? Non è una fluttuazione del clima

Andrea Meloni di Andrea Meloni
19 Ago 2025 - 17:31
in Cambiamento Climatico, Wiki Meteo
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Ipotesi degli effetti del blocco della Corrente del Golfo, quale conseguenza dei cambiamenti del clima.

(TEMPOITALIA.IT) Estate 2025. Le vie assolate di Madrid, le spiagge del Pacifico e le creste delle Alpi condividono un nuovo filo conduttore: la temperatura dell’aria ha superato ogni primato strumentale. Il World Meteorological Organization certifica che il 2024 è stato il primo anno intero con una media globale di 1,55 ± 0,13 °C sopra l’epoca pre-industriale.

Una nota va comunque aggiunta. El Niño potrebbe aver prodotto un lieve incremento della temperatura globale, una fluttuazione del clima, ma tuttavia, il valore di 1,5°C° che non si sarebbe dovuto raggiungere è realisticamente imminente.

 

Col termine cambiamento climatico – che diversi studiosi sostituiscono con mutamento climatico persistente – si indica un insieme di variazioni: non solo aria più calda, ma pure alterazioni di precipitazioni, aumento della frequenza dei cicloni, crescita dell’acidità oceanica. Si tratta di uno sbilanciamento energetico che perdura per decenni.

I termometri raccontano il salto: l’analisi del NOAA rileva per il 2024 un’anomalia di 1,46 °C rispetto al livello 1850-1900, record assoluto nei centosettantacinque anni di archivi globali.

 

L’architettura del fenomeno ruota attorno all’effetto serra. La radiazione solare scalda il suolo e viene ri-emessa come calore infrarosso; molecole come anidride carbonica, metano e protossido di azoto trattengono parte di quel calore. Dal 1750 la concentrazione di CO₂ è salita di quasi il 50 %, un valore certificato dai laboratori della NASA grazie all’impronta isotopica dei combustibili fossili.

 

Il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC) usa un linguaggio sempre più netto: «È inequivocabile che l’influenza umana abbia riscaldato atmosfera, oceani e continenti». Il rapporto AR6 stima un riscaldamento medio di 1,1 °C tra il periodo 1850-1900 e il decennio 2011-2020.

 

Le ipotesi sull’attività solare non trovano riscontro: i cicli di undici anni mostrano fluttuazioni ma nessuna tendenza crescente, mentre gli strati superiori della stratosfera si raffreddano, segnale che il calore resta imprigionato più in basso.

 

Gli effetti sono ormai quotidiani. L’Artico perde estensione di ghiaccio (anche se c’è stato un rallentamento), riducendo l’albedo e accelerando il riscaldamento; nel Mediterraneo l’evaporazione spinge la siccità e moltiplica gli incendi; nelle pianure dell’India le ondate di calore umido sfiorano le soglie di sopravvivenza umana. In Nord America e Isole Britanniche il 2024 ha registrato record di giornate con wet-bulb temperature oltre i limiti fisiologici.

 

I modelli climatici mostrano che tagli rapidi alle emissioni di CO₂ possono limitare il riscaldamento globale a circa 1,7 °C entro metà secolo, riducendo la portata di uragani, incendi e crisi idriche. Ogni decimo di grado evitato significa meno giornate di caldo letale in India, minore fusione glaciale in Groenlandia e meno inondazioni lungo il Nilo.

 

Credit: (TEMPOITALIA.IT)

  • World Meteorological Organization – State of the Global Climate 2024
  • NOAA NCEI – Assessing the Global Climate in 2024
  • IPCC – Sixth Assessment Synthesis Report
  • NASA Climate Change – Carbon Dioxide Vital Signs; American Meteorological Society – State of the Climate United Nations – 2024 Extreme Weather Events
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Tags: cambiamento climatico
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Andrea Meloni

Sono il fondatore, editore e responsabile di questo portale, nonché di numerosi altri siti dedicati alla meteorologia. La mia avventura nel mondo digitale è iniziata nel 1995, quando pubblicai i primi articoli meteorologici in lingua italiana sui portali dell’epoca e su siti web amatoriali. Dopo aver sfiorato l’ingresso all’Accademia Aeronautica, ho intrapreso un percorso formativo alternativo che mi ha permesso di costruire una solida competenza in meteorologia. Tale preparazione, avviata con il corso per controllore di volo, si è consolidata attraverso lo studio indipendente di oltre 500 testi specialistici in meteorologia, climatologia e fisica dell’atmosfera. Coltivo inoltre una profonda passione per le lingue straniere — inglese, francese, spagnolo e portoghese — che continuo a studiare con costanza, anche in relazione alle mie attività professionali internazionali. Ho fondato il primo giornale meteorologico online italiano, recensito alla fine degli anni Novanta da La Repubblica e da altre testate nazionali. Nel corso degli anni ho creato società editoriali e imprese specializzate nella fornitura di servizi meteorologici per realtà di rilievo, curando previsioni e analisi per gruppi editoriali e aziende di primo piano come RCS – Corriere della Sera, Libero Quotidiano, ENI Italgas, Siemens e molte altre. Mi sono occupato anche della gestione contrattuale e della realizzazione dei siti web per i clienti, sviluppando — attraverso la mia agenzia web — le sezioni meteo dei principali quotidiani italiani. Tra le prime esperienze innovative figurano la creazione di servizi di informazione meteo via SMS per compagnie come TIM ed Eutelia, e una linea telefonica dedicata alle previsioni con un meteorologo in diretta. Le mie competenze hanno raggiunto una dimensione internazionale, con la fornitura di dati e previsioni a società in Australia, Sud America, Stati Uniti e in diversi Paesi europei. Attualmente gestisco il flusso informativo meteorologico per aziende editoriali e per operatori del settore energetico. Sono stato inoltre il primo al mondo a ideare i “Report Grandine” per l’Italia, l’Europa e il resto del mondo. Negli ultimi anni ho ampliato i miei interessi professionali, dedicandomi anche ai servizi per il turismo, allo sviluppo software e alle strategie avanzate di SEO e SEM per imprese di diversi settori. Parallelamente, ho approfondito e applicato le potenzialità dell’intelligenza artificiale avanzata, campo nel quale opero oggi come consulente e imprenditore. Sono attualmente CEO di diverse aziende, impegnate nell’innovazione digitale e nella diffusione della conoscenza meteorologica su scala globale.

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