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Un’arma segreta contro gli erbivori, di che si tratta?

Luca Martini di Luca Martini
05 Feb 2024 - 17:18
in Magazine
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Un nuovo ⁣metodo per proteggere ⁢le piante dagli erbivori

Un gruppo ‌di​ ricercatori​ dell’Università‍ di Sydney ha sviluppato un⁤ metodo innovativo per ⁣proteggere le piante dagli erbivori, utilizzando ⁢odori artificiali​ che imitano il profumo di ​piante‍ che questi ‌animali tendono ad evitare. Questa strategia,⁤ che si è dimostrata⁢ efficace nel ridurre la⁣ probabilità di ⁤consumo delle piante di 20 volte, offre un’alternativa‌ umana ed economica rispetto alle misure ​protettive tradizionali, con potenziali applicazioni nella conservazione e nell’agricoltura ⁤a livello mondiale.

 

La​ ricerca e la⁣ metodologia

L’esperimento, condotto‌ nel Parco Nazionale di Ku-ring-gai Chase a Sydney, ha utilizzato il wallaby delle paludi come erbivoro modello. I ricercatori hanno selezionato​ un arbusto ⁣non appetibile ‍della famiglia ⁢degli agrumi, ⁢la Boronia pinnata, e una specie di eucalipto appetibile, l’Eucalyptus ​punctata, per testare ⁢il⁤ concetto.

Lo studio ha ⁢confrontato l’uso della‌ soluzione di B. pinnata e la pianta reale e ‌ha scoperto che entrambi erano ugualmente efficaci nel proteggere i semenzali di eucalipto dall’essere mangiati‌ dai wallaby.

Patrick Finnerty, studente di dottorato ⁤e autore ‌principale dello studio, ha⁢ dichiarato: “Questo è equivalente a circondare i ⁤semenzali con piante‌ reali che non sono gradite all’erbivoro. Nella maggior⁢ parte dei casi, questo inganna‌ gli animali inducendoli a lasciare​ in pace le piante”.

 

Impatto​ ambientale e applicazione globale

La nuova ricerca introduce una strategia⁢ alternativa a basso costo e​ umana basata ‌sulla‌ comprensione delle motivazioni ⁣e delle ⁤decisioni degli erbivori durante la ricerca‍ del cibo. “Il‍ danno causato dalle brucature delle piante da parte delle⁤ popolazioni di erbivori ⁢mammiferi come cervi, elefanti e wallaby è una preoccupazione globale in crescita”, ha affermato la professoressa Clare McArthur, autrice senior dello studio.

Questo danno è⁢ uno dei maggiori fattori limitanti ⁤nelle ⁤aree ‍di recupero post-incendio e rivegetazione, distruggendo più della metà dei semenzali in queste aree. Minaccia inoltre piante in via di estinzione e causa miliardi di dollari di danni nell’industria forestale e ​agricola a livello globale.

Le soluzioni⁣ attuali ai problemi⁣ legati agli erbivori spesso comportano misure ​costose e ⁤impattanti sull’ambiente, ‌come il controllo ‌letale o la recinzione. “I metodi attuali per proteggere​ le piante sono costosi e sempre più limitati ⁤dalle preoccupazioni per il benessere degli animali, quindi sono ‍necessari approcci alternativi”, ha aggiunto la professoressa McArthur.

 

La ⁢promessa di un ​futuro ‍più sostenibile

Un‍ approccio innovativo

L’approccio‍ dell’Università di ⁣Sydney utilizza profumi artificiali per scoraggiare gli erbivori dal consumare piante di valore, ⁤mostrando‍ un ​notevole potenziale nella conservazione ecologica e nella protezione agricola. I⁣ ricercatori hanno dimostrato che è⁣ possibile proteggere le piante dalle fauci affamate di mammiferi erbivori ingannandoli con l’odore di una varietà che tipicamente evitano.

 

Un’alternativa umana ed economica

Le scoperte dello studio pubblicato su Nature Ecology & Evolution mostrano che⁤ i semenzali ​di alberi piantati‍ accanto alla soluzione dell’odore ingannevole erano 20⁣ volte meno‌ probabili di‌ essere ​mangiati dagli animali. “Gli erbivori causano danni significativi alle piante di‌ valore in aree ecologicamente⁢ ed ‍economicamente sensibili in ⁣tutto il mondo, ⁣ma uccidere gli animali⁣ per proteggere ‍le piante‌ può essere poco etico”, ha detto‌ Finnerty.

Quindi, abbiamo creato odori artificiali che imitavano il profumo di specie di piante⁣ che⁤ evitano naturalmente, e questo ha⁢ spinto delicatamente gli erbivori‌ problematici⁤ lontano dalle aree in cui⁢ non volevamo che fossero. “Dato‍ che molti erbivori usano ‌l’odore ‌delle piante come senso ​primario ⁤per‍ foraggiare, questo metodo fornisce un nuovo approccio che potrebbe essere utilizzato per aiutare a proteggere le piante di valore a livello globale, sia nel ​lavoro⁣ di conservazione che nella protezione⁢ delle colture agricole”.

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Meteorologo e geoscientist con background in Scienze Naturali, specializzazione in meteorologia e geologia applicata. Mi occupo di modellistica atmosferica, analisi di dati meteo-climatici, nowcasting per eventi estremi e valutazioni geotecniche/geomorfologiche a supporto di infrastrutture e protezione civile. Esperienza in contesti internazionali (UK, Germania). Orientato a risultati, chiarezza dei prodotti previsionali e trasferimento alle decisioni operative. Modellistica numerica; assimilazione dati, downscaling, validazione modelli Python per data analysis (xarray, pandas) GIS (QGIS/ArcGIS Pro) Gestione progetti e divulgazione tecnica

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