• Privacy
mercoledì, 3 Giugno 2026
TEMPO ITALIA meteo news
  • Home
  • Meteo Italia
  • Cronaca Meteo
  • Viaggi
  • Magazine
  • Chi Siamo
  • Contatti
  • Home
  • Meteo Italia
  • Cronaca Meteo
  • Viaggi
  • Magazine
  • Chi Siamo
  • Contatti
Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
Tempo Italia
Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
Home Ad Premiere

Gli archeologi trovano misteriosi cerchi di pietre costruiti prima delle piramidi egiziane

Redazione Tempo Italia di Redazione Tempo Italia
03 Mar 2024 - 16:15
in Ad Premiere, Magazine
Share on FacebookShare on Twitter

 

(TEMPOITALIA.IT) Gli archeologi hanno riportato alla luce affascinanti cerchi di pietre nelle Ande, che sembrano risalire a un’epoca antecedente alla costruzione delle piramidi in Egitto. Questi cerchi, scoperti in un articolo pubblicato su Science Advances, presentano un diametro leggermente superiore ai 18 metri e sono composti da due muri concentrici realizzati con pietre grezze disposte verticalmente sul terreno. Questa scoperta è stata fatta nel sito archeologico di Callakpuma, situato nel nord del bacino di Cajamarca in Perù, a tre chilometri di altitudine, vicino alla vetta di una montagna delle Ande, la catena montuosa più estesa del mondo.

 

La datazione al radiocarbonio ha permesso di stabilire che queste strutture furono erette circa 4.750 anni fa, nel periodo tardo della ceramica andina, posizionandole circa un secolo prima della costruzione delle piramidi egizie e pressappoco nello stesso periodo di Stonehenge in Gran Bretagna. Gli scienziati le hanno descritte come esempi di architettura megalitica monumentale, rappresentando alcuni dei primi casi noti di tale stile nel continente americano.

 

In particolare, si tratta di una delle prime piazze circolari scoperte nel Sud America andino, nonché uno dei primi esempi di architettura cerimoniale monumentale e megalitica nelle Americhe. Questa piazza è stata costruita con massi megalitici posizionati verticalmente e indipendenti l’uno dall’altro, situata nel bacino di Cajamarca, nelle Ande peruviane settentrionali. La tecnica di costruzione utilizzata è unica per le Ande e si differenzia da altre strutture circolari monumentali nella regione. La datazione al radiocarbonio collega la costruzione iniziale della piazza a circa 2.750 anni prima dell’era comune, corrispondenti al periodo tardo preceramico, che testimonia le prime realizzazioni monumentali andine e rappresenta uno dei primi esempi di architettura monumentale megalitica nelle Americhe.

 

L’architettura monumentale gioca un ruolo cruciale nell’organizzazione sociale umana e nello sviluppo della complessità sociale, sebbene i fattori che ne determinano le origini siano ancora poco chiariti. Questa tipologia architettonica è progettata per essere più grande, e talvolta più elaborata, di quanto sia strettamente necessario per la sua funzione prevista. Le prime architetture monumentali cerimoniali del mondo, costituite da allineamenti di pietre megalitiche, grandi piattaforme ed edifici o piazze delimitate, sono il risultato di iniziative comunitarie o collettive, realizzate da gruppi più ampi rispetto alle singole famiglie immediate, e spesso anche più grandi della popolazione locale. Tra i primi e noti esempi di architettura cerimoniale di questo tipo figurano Gobekli Tepe in Turchia, Stonehenge in Inghilterra e le grandi piramidi di Giza in Egitto, risalenti a circa 9.000 anni prima dell’era volgare, circa 2.900 a.C. e circa 2.650 a.C., rispettivamente. Gobekli Tepe assume un’importanza particolare poiché fu costruito durante il Neolitico preceramico da popolazioni di cacciatori-raccoglitori al culmine della transizione verso uno stile di vita sedentario e la produzione alimentare. Altri esempi significativi di monumentalità nel continente americano includono Watson Brake e Poverty Point, risalenti rispettivamente a circa 3.400 a.C. e 1.700 a.C.

 

Nel nord del Perù, nel bacino di Cajamarca, è stata documentata una piazza circolare in pietra megalitica di 18 metri di diametro come parte del Progetto Archeologico Callacpuma. Nel 2018, frammenti di carbone recuperati dalle fondazioni dei muri di pietra monumentali hanno permesso di datarne la costruzione tra il 2.632 e il 2.884 a.C., inserendola così nel periodo tardo preceramico andino. Questo intervallo temporale colloca la piazza all’inizio della tradizione delle piazze circolari andine, che va da circa il 3.000 a.C. all’800 a.C. circa. La piazza megalitica circolare di Callacpuma rappresenta forse il primo esempio di architettura megalitica e cerimoniale nelle alte terre peruviane settentrionali, offrendo un importante caso di studio sulla costruzione collettiva, la creazione di spazi e l’integrazione sociale tra le popolazioni andine.

 

L’architettura cerimoniale e talvolta monumentale nelle Ande trova esempi precoci nel sito arcaico di Asana negli altopiani centro-meridionali del Perù e probabilmente nel sito di Monte Verde nel Cile centro-meridionale. Tuttavia, l’architettura non si consolida completamente fino al tardo periodo preceramico, manifestandosi in grandi tumuli a piattaforma come quelli trovati nei siti costieri di Caral (circa 2.600 a.C.), Cerro Lampay (circa 2.400 a.C.), Sechín Bajo (circa 3.300 a.C.) e nei siti sugli altipiani come Kotosh e La Galgada intorno al 3.000 a.C. Questi tumuli di piattaforma, costruiti con muri rivestiti di pietra pieni di ciottoli e terra, talvolta all’interno di sacchi di cordame, hanno visto un aumento sostanziale della complessità spaziale nel corso dei successivi 2.500 anni, estendendosi attraverso il periodo Iniziale (ceramico) e fino all’Orizzonte Primordiale dominato dall’influenza Chavín, presumibilmente insieme alla dimensione del lavoro collettivo investito nella loro costruzione e manutenzione periodica.

 

La piazza circolare in pietra di Callacpuma, identificata nel 2015, testata nel 2018 e ulteriormente scavata nel 2019 e nel 2022, fa parte di una zona architettonica spazialmente distinta vicino alla cima del Callacpuma, che comprende anche una piazza rettangolare livellata artificialmente e un muro di contenimento megalitico. La piazza circolare ha un diametro esterno di circa 18 metri ed è formata da due muri concentrici di pietre megalitiche, informi e non cementate, disposte verticalmente e ravvicinate, differenziandosi dalla costruzione standard per periodi successivi nella regione di Cajamarca.

 

Gli scavi hanno rivelato la presenza di due o tre piccole stanze chiuse lungo il bordo orientale della piazza, caratterizzate da pareti formate da megaliti verticali con pietre più piccole interposte, senza l’uso di malta. Questa costruzione si distingue dalle mura concentriche della piazza, che non presentano pietre più piccole. Inoltre, sono stati documentati due ingressi per la piazza circolare, uno a sud e un altro a ovest, con l’ingresso meridionale che non consentiva un accesso diretto alla piazza interna, suggerendo un controllo dell’accesso all’interno della piazza.

 

Prima della costruzione della piazza, veniva rimosso tutto o gran parte del terreno fino al substrato roccioso, su cui veniva poi posato un sottile strato di terreno misto a argilla, ghiaia e piccoli frammenti di carbone, direttamente sul substrato roccioso dove i costruttori avevano pianificato di erigere i muri di pietra. Le grandi pietre megalitiche, probabilmente prelevate da aree rocciose vicine, venivano poi spostate sul sito e ribaltate verticalmente in posizione sopra lo strato di fondazione preparato, garantendo il posizionamento sicuro delle pietre verticali e minimizzando le possibilità di assestamento e crollo successivo.

 

Manufatti e caratteristiche distinti sono stati recuperati da quasi tutti i blocchi di scavo nella piazza circolare, includendo due vasi in miniatura, uno di pietra tenera e un altro di ceramica, recuperati sia dall’area delle piccole stanze sia dall’ingresso sul bordo occidentale della piazza. Sono stati trovati anche 10 cristalli di quarzo e un piccolo nodulo non lavorato di quello che probabilmente è lapislazzuli, oltre a due piccoli frammenti di antracite lavorata che probabilmente rappresentano frammenti di almeno uno specchio. All’interno del corridoio sono state rinvenute anche cinque piccole pile di ciotole in ceramica, interpretate come offerte legate alla chiusura formale dell’ingresso meridionale e forse della piazza stessa.

 

Le date di costruzione molto antiche per la piazza sono supportate da tre linee di prova: i campioni di carbone da depositi intatti hanno prodotto date che variano da 4.150 a 4.240 anni prima del presente, indicando una probabilità molto piccola che la costruzione risalga tra il 2.653 e il 2.632 anni calibrati a.C., una probabilità del 70,7% che risalga tra il 2.823 e il 2.662 cal a.C., e una probabilità del 20,8% che la piazza sia stata costruita anche prima, tra il 2.884 e il 2.830 cal a.C. Questi risultati suggeriscono che la piazza circolare di Callacpuma è una delle prime strutture monumentali e megalitiche conosciute nelle Ande peruviane settentrionali e uno dei primi esempi nell’emisfero occidentale, con una probabile funzione cerimoniale legata alla sua costruzione e utilizzo durante il periodo tardo preceramico.

 

Questo lavoro sul campo ha ricevuto il permesso e il sostegno sia del Ministero della Cultura peruviano che della comunità locale di Shaullo Chico, con gli scavi che hanno portato alla raccolta dei campioni datati svolti sotto il permesso di ricerca del Ministero della Cultura peruviano e diretti dal primo autore. Tutti i materiali archeologici sono curati presso gli uffici del Ministero della Cultura a Cajamarca, Perù, contribuendo a una migliore comprensione delle origini e dello sviluppo della complessità sociale e dell’architettura monumentale nelle Ande peruviane settentrionali.

 

Credit science.org (TEMPOITALIA.IT)

Seguici su Google News
CondividiTweet
Articolo precedente

Meteo Aeronautica, previsione valida per tutto Marzo

Prossimo articolo

Bufere di neve e pioggia al Nord Italia: è allerta meteo

Redazione Tempo Italia

Redazione Tempo Italia

Prossimo articolo

Bufere di neve e pioggia al Nord Italia: è allerta meteo

Ondata di maltempo al Nord e Toscana.

Grandinate e nubifragi. Nord Italia e Toscana bersagliati dal maltempo

3 Giugno 2026
Terremoto Sud Italia.

Terremoto, forte scossa di magnitudo 6.2: ecco perché non ha provocato danni

2 Giugno 2026
Foto satellitare della banchisa polare a fine inverno e fine estate

Polo Nord, la geoingegneria può salvare il ghiaccio dell’Artico

2 Giugno 2026
Evoluzione meteo 2 e 3 giugno 2026. Credit ECMWF.

Temporali al Nord e vento africano al Centro-Sud, ma cambierà

2 Giugno 2026

Meteo: Temporali al Centro-Nord, calano le temperature

1 Giugno 2026

Meteo prossime ore: rischio forti temporali al Centro-Nord

1 Giugno 2026
  • Privacy

Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)
Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.

Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Meteo Italia
  • Cronaca Meteo
  • Chi siamo
  • Viaggi
  • Magazine
  • Contatti
  • Privacy

Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)
Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.

Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Meteo Italia
  • Cronaca Meteo
  • Chi siamo
  • Viaggi
  • Magazine
  • Contatti
  • Privacy

Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)
Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.