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Polo Nord previste conseguenze meteo per il prossimo Inverno

Federico De Michelis di Federico De Michelis
23 Lug 2024 - 08:45
in Ad Premiere, Meteo News
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Da quando siamo entrati negli anni​ ’80, l’Artico ha subito una perdita ‌del ​25% della ​sua capacità di ‍raffreddamento, dovuta alla riduzione del ghiaccio marino e alla sua minore riflettività. Questo fenomeno ha portato a una diminuzione globale della capacità di raffreddamento fino al 15%.⁤ Attraverso l’analisi⁤ di dati satellitari sulla ‌copertura nuvolosa‍ e sulla radiazione solare ‍riflessa dal ghiaccio marino tra il 1980 e il 2023, gli studiosi dell’Università del ‍Michigan hanno rilevato che ⁤la riduzione⁢ percentuale ⁣della capacità di raffreddamento ‍del ghiaccio marino è circa il doppio della diminuzione percentuale dell’area media annua del ghiaccio marino, sia nell’Artico che nell’Antartico.

 

Mark Flanner, professore e autore principale dello‌ studio pubblicato su Geophysical Research Letters, ha evidenziato come,⁢ grazie a un lungo‍ periodo di raccolta dati satellitari,‍ sia ora possibile stimare il feedback meteo del ghiaccio marino utilizzando ‍misurazioni reali. Nelle immagini satellitari, come quelle ⁤del satellite Terra, ⁢i​ blocchi di ghiaccio appaiono come vortici ‌bianchi al largo della costa della‍ Groenlandia. Con il ghiaccio⁢ che si​ assottiglia ⁤e si scurisce, riflette meno luce solare, accelerando il riscaldamento globale.

 

Dal 1980, l’Artico ha registrato i più grandi e costanti cali nella capacità di raffreddamento del ghiaccio marino, mentre⁣ l’Antartico‍ sembrava più resistente fino al 2016. In quell’anno, un’area più grande del Texas ​si è sciolta ⁤su una delle più grandi piattaforme di ghiaccio del continente, e da allora, la ‍capacità di ​raffreddamento dell’Antartico⁣ non si è più ripresa. Negli ‌ultimi sette ⁢anni,‍ l’effetto⁣ di raffreddamento globale del ghiaccio marino è stato il più ⁤debole dagli inizi degli anni ’80.

 

Oltre alla diminuzione della copertura di‍ ghiaccio, il ghiaccio rimanente sta diventando meno riflettente a causa dell’aumento delle⁤ temperature e ⁢delle precipitazioni, che creano ghiaccio più‌ sottile e bagnato e ⁣stagni di ‍fusione che riflettono meno radiazione solare. Questo effetto è stato⁤ più pronunciato nell’Artico, dove il ghiaccio marino è diventato meno riflettente nei periodi più soleggiati dell’anno. Il nuovo​ studio suggerisce che questo potrebbe essere un ⁣fattore importante anche nell’Antartico.

 

Le modifiche al ghiaccio marino antartico dal 1980 ⁣hanno aumentato il feedback⁢ del riscaldamento derivante dalla perdita di ghiaccio ‍del 40%. Alisher Duspayev, dottorando in ⁤fisica e primo autore ⁤dello studio, ha evidenziato come non tener conto di questo cambiamento⁣ nell’effetto radiativo del ghiaccio marino in Antartide potrebbe significare perdere ⁤una parte considerevole dell’assorbimento energetico⁢ globale totale.

 

Il gruppo di ricerca⁤ spera di‍ fornire le loro stime ‍aggiornate sulla capacità di raffreddamento del ghiaccio marino e il feedback meteo al resto della comunità scientifica tramite un sito⁣ web aggiornato con nuovi dati satellitari. Aku Riihelä, professore⁢ di ricerca⁢ presso l’Istituto Meteorologico⁤ Finlandese e co-autore dello studio, ha affermato che i piani di adattamento al cambiamento climatico⁤ dovrebbero integrare questi nuovi numeri per calcolare quanto‍ rapidamente‍ e ampiamente gli impatti⁣ della perdita di raffreddamento criosferico si manifesteranno sul sistema meteo globale.

 

Lo studio, ​intitolato ‍“Earth’s⁤ Sea Ice Radiative Effect From 1980​ to ⁢2023“, è stato pubblicato su Geophysical Research Letters ⁢ed è stato finanziato ⁤dalla University of ​Michigan Rackham Graduate​ School ⁤e dal ​Research Council of ⁢Finland.

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Federico De Michelis

Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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