(TEMPOITALIA.IT) Le ricerche attuali mirano a esplorare la struttura originale di questo ponte e a sondare la profondità del fossato sottostante, che si stima raggiunga i 12 metri. Durante gli scavi sono emersi strati che documentano la presenza romana dal I al IV secolo d.C., con la possibilità di ritrovare anche strati appartenenti al periodo punico del IV secolo a.C. Tra i manufatti rinvenuti figurano anfore, coppe, brocche, ceramiche e lucerne, testimonianza di un vivace scambio commerciale e di un fiorente artigianato locale e d’importazione.
Il secondo sito di interesse si trova vicino al Castello normanno-svevo, dove gli scavi mirano a esplorare le fondamenta del muro di cinta dell’edificio. Questa area si estende tra la torre sud-est e quella circolare. Gli strati finora esaminati risalgono al 1500, epoca di costruzione del vicino bastione di San Giacomo. I manufatti scoperti in quest’area includono brocche, ciotole e scodelle smaltate, risalenti al periodo tardo e post-medievale.
Anna Occhipinti, direttrice del parco, ha rivelato che le indagini includono anche l’analisi delle strutture murarie e delle sezioni di un’ulteriore piccola porzione di insediamento risalente all’epoca romana e medievale. Alla fine di aprile, durante un open day, gli archeologi hanno presentato alla comunità locale un’anteprima dei risultati ottenuti. Ulteriori indagini sono in corso anche in altre aree, come via delle Ninfee e via Pomilia, sotto la guida della Cooperativa il Progresso e l’Università di Palermo.







