I medicanes sono cicloni mediterranei che presentano caratteristiche simili ai cicloni tropicali, con venti di forza uragano e intense precipitazioni. La loro frequenza è di 1-2 all’anno, ma è difficile prevedere se questa aumenterà o diminuirà con il riscaldamento globale. Tuttavia, la loro intensità è destinata ad aumentare a causa del riscaldamento del Mar Mediterraneo, la principale fonte di energia per i medicanes.
Questi cicloni si distinguono per proprietà sia dei cicloni tropicali che delle depressioni frontali di media latitudine. La loro formazione è spesso collegata all’arrivo di un sistema di bassa pressione dall’Atlantico e alla presenza di un forte gradiente di temperatura tra il mare e la troposfera superiore, che favorisce la convezione e i temporali intorno al centro del ciclone. La convezione organizzata in bande concentriche può innescare il passaggio da tempeste extratropicali (nucleo freddo) a tempeste tropicali (nucleo caldo). I fenomeni associati ai medicanes includono piogge intense e venti forti, tipici degli uragani. A differenza dei cicloni tropicali, i medicanes sono di dimensioni ridotte e possono verificarsi in qualsiasi stagione, grazie ai forti gradienti di temperatura tra mare e atmosfera, spesso causati dall’intrusione di aria artica nel bacino del Mediterraneo.
La Sicilia è una delle aree preferite per la formazione dei medicanes. Un esempio recente è Ianos (2020), che si è intensificato rapidamente spostandosi verso nord-est del Golfo della Sirte, raggiungendo la massima intensità in Grecia il 18 settembre 2020, con venti di 120 km/h e piogge che hanno causato alluvioni e danni agricoli significativi. Altri medicanes sono stati documentati in Corsica, Provenza e lungo le coste di Algeria e Tunisia. Ad esempio, il 4-5 novembre 2011, una depressione extratropicale chiamata Rolf si è formata sulle Isole Baleari, causando oltre 900 mm di pioggia nel dipartimento del Gard (Francia) e raffiche di vento fino a 150 km/h in Provenza. Durante gli ultimi venti anni, almeno una dozzina di medicanes hanno colpito queste regioni. Eventi eccezionali includono il ciclone tropicale Stephanie (settembre 2016), che ha colpito Borgogna e i Paesi Baschi con raffiche di 135 km/h e piogge intense.
Gli scienziati stanno iniziando a studiare gli effetti del cambiamento climatico sulle caratteristiche dei medicanes, in particolare su frequenza e intensità. Questo è un compito complesso: da un lato, la climatologia dei medicanes è conosciuta accuratamente solo dall’era dei satelliti (circa 1975); dall’altro, le dimensioni ridotte di questi sistemi rendono difficile simularli nei modelli climatici globali. Nei modelli climatici regionali, si è visto che un aumento di 3°C della temperatura del mare potrebbe portare alla formazione di veri e propri uragani nel Mediterraneo, la cui frequenza e intensità è difficile da stimare. Secondo le proiezioni, con un riscaldamento globale di 2°C o più, la frequenza dei medicanes diminuirà, ma la loro intensità aumenterà. La diminuzione della frequenza è dovuta a condizioni più anticicloniche nel Mediterraneo, che dovrebbero ridurre la ciclogenesi. L’aumento dell’intensità è legato al riscaldamento del Mediterraneo, la principale fonte di energia per i medicanes. Nuovi esperimenti regionali sono previsti nell’ambito della comunità Med-CORDEX per migliorare la comprensione dell’impatto del cambiamento climatico su questo tipo di tempeste.
Un’altra linea di ricerca sui medicanes riguarda l’attribuzione delle loro caratteristiche al cambiamento climatico. Recentemente è stato analizzato il ruolo del cambiamento climatico nel medicane Apollo, che ha colpito la Sicilia nell’ottobre 2021 causando alluvioni. L’analisi evidenzia che il ciclone è senza precedenti e che tempeste simili, sebbene meno intense, tendono a verificarsi più frequentemente a settembre nel clima attuale (1992-2021), rispetto a un clima meno influenzato dal cambiamento climatico (1950-1979). L’aumento di questi cicloni a settembre incrementa il rischio di precipitazioni intense e quindi gli impatti socio-economici sulla popolazione.