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Il cattivo odore del vino in lattina: scienziati identificano il colpevole

Luigi Barbieri di Luigi Barbieri
02 Ago 2024 - 16:45
in Magazine
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Gli studiosi della Cornell University hanno scoperto che modificare la formulazione e l’imballaggio del vino in lattina può eliminare l’odore di uova marce causato dal biossido di zolfo (SO2). Raccomandano di mantenere livelli più bassi di SO2 e di utilizzare rivestimenti epossidici. Il lavoro in corso mira a sviluppare rivestimenti alimentari migliori per prevenire la corrosione e migliorare la qualità.

 

(TEMPOITALIA.IT) Gli studiosi della Cornell University stanno affrontando un problema comune nel vino in lattina: l’odore sgradevole di uova marce. Questo fenomeno è spesso causato dal biossido di zolfo (SO2), un composto utilizzato dai produttori di vino come antiossidante e antimicrobico. Tuttavia, quando il SO2 interagisce con l’alluminio delle lattine, si forma il solfuro di idrogeno (H2S), responsabile del cattivo odore. Per risolvere questo problema, il team di ricerca, guidato dai professori Gavin Sacks e Julie Goddard, ha esaminato l’efficacia dei rivestimenti plastici ultrafini all’interno delle lattine di alluminio. Hanno scoperto che la scelta del rivestimento può migliorare significativamente l’aroma del vino e la durata del contenitore.

 

 

La loro ricerca ha dimostrato che mantenere livelli di SO2 molecolare a 0,4 ppm e utilizzare rivestimenti epossidici può ridurre la formazione di H2S durante la conservazione a lungo termine. Il team ha anche esaminato l’impatto dello spessore del rivestimento sulla corrosione. Hanno scoperto che un rivestimento più spesso riduce la corrosione, ma presenta alcuni svantaggi. I rivestimenti più spessi sono più costosi da produrre e meno ecologici, poiché il plastico più spesso viene bruciato durante il processo di riciclaggio dell’alluminio. Per affrontare questi problemi, Sacks e Goddard stanno collaborando con Héctor Abruña, professore di chimica, per progettare rivestimenti più robusti utilizzando materiali alimentari.

 

 

Questo progetto è finanziato dal National Institute of Food and Agriculture del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti. L’obiettivo è sviluppare rivestimenti che possano prevenire la corrosione senza compromettere l’ambiente. Un aspetto interessante della ricerca è che i livelli di SO2 molecolare sono generalmente più bassi nei vini rossi rispetto ai vini bianchi. Tuttavia, poiché i consumatori tendono ad associare le lattine a vini meno costosi e meno pregiati, molte aziende non mettono i loro vini rossi in lattina. Questo porta a una maggiore prevalenza di problemi di odore nei vini bianchi, rosati e spumanti in lattina. Nonostante i rischi di ossidazione, le lattine offrono un vantaggio significativo: una sigillatura ermetica che impedisce l’ingresso di aria, se il processo di inscatolamento è eseguito correttamente. Questo è uno dei motivi per cui le lattine sono amate dai produttori di birra, poiché prevengono efficacemente l’ossidazione.

 

 

In base ai risultati della ricerca, il team raccomanda ai produttori di vino di mantenere i livelli di SO2 molecolare sul lato inferiore dello spettro, intorno a 0,4 ppm. Sebbene ciò possa aumentare il rischio di ossidazione, l’uso di lattine con una sigillatura ermetica può mitigare questo rischio. Inoltre, l’adozione di rivestimenti epossidici può ridurre significativamente la formazione di H2S, migliorando così la qualità del vino in lattina. Il lavoro del team non si ferma qui. Stanno continuando a sviluppare rivestimenti alimentari più efficaci per prevenire la corrosione e migliorare la qualità del vino in lattina. Inoltre, stanno affrontando altre sfide nel settore delle bevande, come il problema della birra acida. (TEMPOITALIA.IT)

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