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La commozione cerebrale nasconde qualcosa?

Luisa Bruno di Luisa Bruno
13 Ago 2024 - 17:45
in Magazine
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La diffusione tensoriale (DTI), una tecnica avanzata di risonanza ⁣magnetica (MRI), potrebbe rivoluzionare⁤ la diagnosi delle commozioni cerebrali. Secondo i ricercatori di Cambridge, questa tecnologia potrebbe ⁣identificare⁢ con maggiore precisione i pazienti a rischio di sintomi a lungo ‌termine, spesso⁤ non rilevati dalle tradizionali​ scansioni⁣ TC.⁢ Ogni anno, circa una persona su 200 in Europa subisce una ⁢commozione cerebrale. Nel ⁢Regno Unito,⁢ oltre un milione di persone si recano nei reparti di emergenza per lesioni alla testa. La commozione cerebrale è la ⁢forma più comune di lesione cerebrale a livello mondiale. Quando un⁤ paziente si presenta in un reparto di emergenza con una lesione alla testa, viene valutato secondo le linee guida del ⁤NICE per le lesioni alla testa. A seconda dei sintomi, potrebbe essere sottoposto a ‌una scansione TC, che cerca lesioni cerebrali‌ come contusioni, emorragie e gonfiori.

 

 

(TEMPOITALIA.IT) Tuttavia, le scansioni TC identificano anomalie in meno di ⁣un paziente su dieci‍ con commozione cerebrale.‌ Nonostante ciò, il 30-40%⁣ dei pazienti dimessi dal reparto di emergenza dopo una scansione TC continua a sperimentare sintomi significativi che possono durare anni‍ e cambiare la vita. Questi sintomi includono affaticamento severo,‌ scarsa memoria, mal di testa e problemi di salute mentale come⁤ ansia, ⁣depressione e disturbo da stress post-traumatico. La dottoressa Virginia Newcombe, del Dipartimento ⁣di Medicina dell’Università di Cambridge e medico di ⁢terapia intensiva e emergenza presso l’ospedale Addenbrooke di Cambridge, ha dichiarato che la natura della commozione cerebrale significa che i pazienti e i loro ​medici di base spesso non riconoscono che i loro sintomi sono abbastanza gravi da richiedere un follow-up.

 

 

In uno⁢ studio pubblicato sulla rivista medica eClinicalMedicine, la dottoressa Newcombe e i suoi colleghi dimostrano che ⁣una ⁢forma⁣ avanzata di risonanza magnetica, nota‍ come diffusione tensoriale (DTI), può migliorare sostanzialmente i modelli prognostici esistenti per i pazienti con commozione cerebrale⁣ che hanno ricevuto una scansione TC normale. La DTI misura come le molecole d’acqua ⁤si ⁢muovono nei ⁣tessuti, fornendo immagini dettagliate dei ⁤percorsi, ‍noti come tratti di materia bianca, che collegano diverse parti del cervello.‍ Gli scanner ⁤MRI standard possono essere adattati per misurare questi dati, che⁤ possono essere utilizzati per calcolare un ‘punteggio DTI’ basato sul numero di diverse regioni cerebrali con anomalie.

 

 

La dottoressa Newcombe e i suoi colleghi ⁢hanno‍ studiato‌ i dati di oltre 1.000 pazienti reclutati nello studio Collaborative European NeuroTrauma Effectiveness Research ⁢in Traumatic⁢ Brain ⁣Injury (CENTER-TBI) tra dicembre 2014 e dicembre 2017. Il ⁣38% dei pazienti aveva un recupero incompleto, il che significa che tre mesi dopo la dimissione i loro sintomi persistevano ancora. Il team ha assegnato punteggi DTI ai 153 pazienti⁤ che avevano ricevuto una scansione DTI. Questo ha migliorato significativamente l’accuratezza della prognosi: mentre il modello clinico‌ attuale⁣ prevedeva correttamente in 69​ casi su 100 che un ⁣paziente avrebbe ⁢avuto‌ un esito peggiore, la DTI ha aumentato questa previsione a 82 casi su 100.

 

 

I ricercatori hanno ‌anche esaminato i biomarcatori del⁣ sangue, proteine rilasciate nel sangue a​ seguito di una lesione alla​ testa, per ⁤vedere se⁤ qualcuno di ⁤questi potesse migliorare l’accuratezza della prognosi. Sebbene ⁣i biomarcatori da soli non fossero sufficienti, le concentrazioni di due proteine particolari – la proteina acida fibrillare gliale (GFAP) ‌entro ⁢le prime 12 ore e ⁣la neurofilament light (NFL) tra le 12 e le 24 ore dopo la lesione – si sono rivelate utili nell’identificare quei pazienti ‍che potrebbero beneficiare di una scansione DTI. (TEMPOITALIA.IT)

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