Se abitate sul versante adriatico, probabilmente immaginare un weekend di Pasqua soleggiato e caldo richiede un certo esercizio di fiducia. Da metà Marzo in poi il tempo non è stato clemente, con temperature spesso e volentieri ben al di sotto delle medie stagionali e un inverno che ha scelto di mostrare il meglio di sé ben oltre il traguardo su buona parte d’Italia, non tutta, perché il Nord, soprattutto il settore occidentale, è rimasto quasi sempre ai margini delle irruzioni fredde. Eppure i modelli matematici sono concordi, e la svolta è ormai alle porte.
La rimonta dell’alta pressione: una struttura ibrida, ma efficace
L’Alta Pressione, rimasta defilata a ovest nelle ultime settimane, riuscirà finalmente ad espandersi verso levante, abbracciando la Penisola con effetti che si faranno sentire già a partire da Sabato 4 Aprile. Vale la pena soffermarsi sulla natura di questa struttura anticiclonica, perché non si tratta di un classico promontorio africano nella sua accezione più pura. Le fondamenta sono un misto di oceanico e africano, quanto basta per garantire giornate finalmente primaverili senza tuttavia portare il caldo più estremo che probabilmente rimarrà confinato su Penisola Iberica e parte della Francia.
Il sole farà però la parte del leone. Cieli largamente sereni, qualche velatura sottile di passaggio che non disturberà nessuno, e un’aria che finalmente perderà quel carattere pungente e nordico che ha accompagnato gran parte d’Italia nelle ultime due settimane. Le temperature massime si riporteranno su valori consoni al periodo e anche oltre, superando i 20 gradi in tutto il Nord e sul versante tirrenico.
Domenica di Pasqua e Pasquetta: i numeri del caldo
L’apice del caldo si concentrerà tra la Domenica di Pasqua e il Lunedì dell’Angelo. La Pianura Padana, la Toscana e il Lazio vedranno valori massimi compresi tra 20°C e 25°C, con picchi superiori nelle aree interne e nelle vallate soggette a compressione orografica. Al Sud le temperature rimarranno leggermente più basse, ma lo sbalzo sarà di oltre 10°C rispetto alle temperature dei giorni precedenti.
Le notti, però, continueranno a tradire la stagione. L’assenza di nuvolosità favorirà la dispersione del calore accumulato durante il giorno, con i termometri che caleranno anche sotto i 10°C in molte aree interne. Un’escursione termica marcata tra giorno e notte, dunque, che richiede attenzione nell’abbigliamento e nei comportamenti, specie per i più fragili.
Lo sbalzo e il corpo che non riesce ad adattarsi
C’è una riflessione che vale la pena fare, al di là della previsione in senso stretto. Questi passaggi repentini da temperature invernali a valori quasi estivi nel giro di quarantotto ore hanno conseguenze concrete sul benessere delle persone. Il corpo umano è una macchina termica straordinaria, ma ha bisogno di tempo per adattarsi. Quella transizione dolce e progressiva che un tempo caratterizzava la primavera e che permetteva all’organismo di regolarsi senza strappi è diventata sempre più rara. Passare in pochi giorni da un freddo invernale a un caldo quasi estivo è diventata una sorta di nuova normalità stagionale.
Cosa sta succedendo alle stagioni
Non ci sono più le mezze stagioni, si dice. E un fondo di verità, ormai, c’è davvero. Se in passato l’inizio di Aprile era sinonimo di temperature moderate e di una progressione graduale verso il caldo, oggi assistiamo a innalzamenti precoci e bruschi. Toccare i 25°C nei primi giorni di Aprile sarebbe stato considerato un evento straordinario fino a non molti anni fa. Oggi capita con una regolarità che fa riflettere.
La variabilità primaverile non è sparita, beninteso. I colpi di coda tardivi, le gelate fuori stagione, i ritorni di freddo improvvisi sono ancora possibili e anzi continuano a verificarsi, come questi stessi giorni dimostrano. Il punto è che in un contesto climatico mediamente più caldo, gli sbalzi non si attenuano, al contrario si amplificano. Da un lato il caldo arriva prima e con più forza; dall’altro il freddo, quando arriva, si fa sentire per contrasto in modo ancora più acuto. Il risultato è questa primavera nervosa, estrema, difficile da leggere anche per chi il meteo lo studia ogni giorno.
E dopo Pasquetta?
L’alta pressione, per quanto piacevole, non sarà in grado di persistere a lungo. La settimana successiva alle festività potrebbe riservare un nuovo peggioramento delle condizioni, con il flusso atlantico pronto a recuperare terreno. Le gite fuori porta di questo weekend, insomma, sono al sicuro. Dopo, è meglio tenere ancora l’ombrello a portata di mano.
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