(TEMPOITALIA.IT) Secondo uno studio dell’Università del Michigan, la velocità con cui le fibre muscolari si contraggono potrebbe essere determinata dal flusso d’acqua al loro interno. Quasi tutti gli animali utilizzano i muscoli per muoversi, e si sa da tempo che i muscoli, come tutte le altre cellule, sono composti per circa il 70% da acqua. Tuttavia, i ricercatori non sanno cosa stabilisca i limiti di prestazione dei muscoli. Le ricerche precedenti su come funzionano i muscoli si concentravano solo sul livello molecolare, trascurando la forma tridimensionale delle fibre muscolari e la loro composizione fluida.
Il fisico Suraj Shankar dell’Università del Michigan, insieme a L. Mahadevan, professore di fisica all’Università di Harvard, ha creato un modello teorico del ruolo dell’acqua nella contrazione muscolare. Hanno scoperto che il modo in cui il fluido si muove attraverso una fibra muscolare determina la velocità con cui essa può contrarsi. Inoltre, hanno identificato un nuovo tipo di elasticità chiamata “elasticità anomala”, che permette ai muscoli di generare potenza attraverso deformazioni tridimensionali. Questo fenomeno è osservabile quando una fibra muscolare si contrae longitudinalmente e si gonfia perpendicolarmente.
I ricercatori affermano che questo quadro teorico può essere utilizzato per descrivere molte altre cellule e tessuti, anch’essi in gran parte composti da acqua. Le loro scoperte potrebbero influenzare la progettazione di attuatori morbidi, muscoli artificiali veloci e materiali a forma variabile, tutti con velocità di contrazione molto lente perché attivati esternamente. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nature Physics. (TEMPOITALIA.IT)










