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Sentirsi meno realizzati potrebbe indicare un segnale precoce di demenza

Luisa Bruno di Luisa Bruno
21 Ago 2024 - 12:45
in Magazine
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Nuove ricerche indicano che un declino del benessere psicologico in aree come lo scopo nella vita e la crescita personale potrebbe precedere lo sviluppo del lieve deterioramento cognitivo (MCI) di diversi anni, anticipando anche la futura demenza. Questo calo si manifesta prima dell’insorgere di sintomi cognitivi evidenti, evidenziando l’importanza di intervenire sul benessere psicologico degli anziani, specialmente quelli con MCI, per mitigare ulteriori declini.

 

 

Uno studio pubblicato nel Journal of Neurology, Neurosurgery & Psychiatry ha seguito 910 anziani cognitivamente intatti, partecipanti al Rush Memory and Aging Project. Durante il monitoraggio di 14 anni, il 29% ha sviluppato MCI e di questi, il 34% ha poi sviluppato demenza. Gli anziani che hanno sviluppato MCI erano generalmente più anziani, sottopeso e con livelli più bassi di benessere psicologico rispetto a quelli rimasti cognitivamente intatti. Il declino più rapido del benessere psicologico si è verificato 2 anni prima della diagnosi, con un calo marcato dello scopo nella vita e della crescita personale già rispettivamente 3 e 6 anni prima della diagnosi.

 

 

Lo studio suggerisce che la riduzione del benessere psicologico, anche senza deterioramento cognitivo apparente, potrebbe predire successivi disturbi dementi. Tuttavia, essendo uno studio osservazionale, non si possono trarre conclusioni definitive su causa ed effetto.

I ricercatori ipotizzano che il declino del benessere psicologico e la funzione cognitiva possano essere bidirezionali, influenzandosi reciprocamente. Le componenti più cognitive del benessere, come la crescita personale e lo scopo nella vita, potrebbero essere indicatori più sensibili dell’invecchiamento cognitivo, mentre il rapido declino delle relazioni sociali dopo la diagnosi di MCI suggerisce che la ridotta partecipazione sociale possa aggravare il deterioramento delle relazioni.

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