Uno studio pubblicato nel Journal of Neurology, Neurosurgery & Psychiatry ha seguito 910 anziani cognitivamente intatti, partecipanti al Rush Memory and Aging Project. Durante il monitoraggio di 14 anni, il 29% ha sviluppato MCI e di questi, il 34% ha poi sviluppato demenza. Gli anziani che hanno sviluppato MCI erano generalmente più anziani, sottopeso e con livelli più bassi di benessere psicologico rispetto a quelli rimasti cognitivamente intatti. Il declino più rapido del benessere psicologico si è verificato 2 anni prima della diagnosi, con un calo marcato dello scopo nella vita e della crescita personale già rispettivamente 3 e 6 anni prima della diagnosi.
Lo studio suggerisce che la riduzione del benessere psicologico, anche senza deterioramento cognitivo apparente, potrebbe predire successivi disturbi dementi. Tuttavia, essendo uno studio osservazionale, non si possono trarre conclusioni definitive su causa ed effetto.
I ricercatori ipotizzano che il declino del benessere psicologico e la funzione cognitiva possano essere bidirezionali, influenzandosi reciprocamente. Le componenti più cognitive del benessere, come la crescita personale e lo scopo nella vita, potrebbero essere indicatori più sensibili dell’invecchiamento cognitivo, mentre il rapido declino delle relazioni sociali dopo la diagnosi di MCI suggerisce che la ridotta partecipazione sociale possa aggravare il deterioramento delle relazioni.