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Prima il caldo peggio del 2003, poi arrivano le complicazioni

L'anticiclone africano infiamma mezza Europa, con picchi vicini ai quaranta gradi tra Francia e Inghilterra. In Italia notti tropicali, temporali improvvisi e una tendenza per luglio che non rassicura.

Andrea Meloni di Andrea Meloni
23 Giu 2026 - 07:30
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News
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Ipotesi per i primi di Luglio, ce lo auguriamo.

Caldo africano da record, mille al pronto soccorso a Parma, ci sono novità

Basta sfogliare i giornali per capire che non parliamo della solita afa di stagione. Il Corriere della Sera racconta che soltanto lunedì 22 giugno, a Parma, quasi mille persone si sono presentate al pronto soccorso per disturbi legati al caldo. Mille. Un numero che, da solo, dice più di tanti bollettini messi insieme. E la cosa curiosa è un’altra: questa morsa rovente si concentra tutta a giugno, dopo un maggio tutto sommato gestibile che, però, attenzione, si è infiammato proprio sul finale.

 

Mille al pronto soccorso, l’emergenza è già qui

Quante città stanno vivendo la stessa scena? Non lo sappiamo con precisione, ma il dato di Milano lascia immaginare il resto. La fiammata è imponente, diciamolo apertamente, e arriva dopo una primavera che sembrava quasi clemente. Già a fine maggio, però, qualcosa si era mosso: picchi termici notevoli tra Francia e Isole Britanniche meridionali, con record storici in quelle aree.

Sono le stesse zone che, ormai dal 2003, vengono colpite a ripetizione da ondate di caldo feroci. Prima divampano lì, a ovest, poi si propagano verso le regioni settentrionali e il Centro Italia. E mentre il tempo cambia volto sulla Francia, la calura si prende tutto lo spazio anche da noi. Nella giornata odierna, martedì 23 giugno, l’Italia è interessata da una fase di caldo imponente, con temperature diffusamente sopra la media stagionale.

 

Quaranta gradi tra Parigi e Londra, l’epicentro del caldo si avvicinerà all’Italia

I massimi dell’alta pressione si piazzano sulla Francia settentrionale e occidentale e sull’Inghilterra meridionale. È lì che si toccano i valori più estremi: probabilmente intorno ai 40°C a Londra e fino a 42°C a Parigi. Una situazione meteorologica davvero fuori scala, di quelle che sfondano il muro dei quaranta gradi con una facilità disarmante.

In Italia il termometro resta comunque elevatissimo, con valori ancora verso i 38°C in alcune località della Pianura Padana. Ma attenzione, perché qui la pressione in quota tende a sfaldarsi qua e là, in modo isolato. Lo stesso fenomeno si osserva, peraltro, anche su Francia e Spagna, dove il cuore rovente della bolla d’aria africana convive con temporali isolati, localmente di forte intensità.

 

Un temporale notturno a Milano, sembrava di stare ai tropici

Qui ci metto del mio, perché certe cose vanno raccontate. Ieri sera, lunedì 22 giugno, mi sono ritrovato sotto un temporale che ha appena lambito Milano. Le 22:30, il termometro ancora fermo a 34°C, l’aria umidissima, irrespirabile. Sembrava di stare ai tropici, forse all’equatore, non saprei. Una sensazione termica che non avevo mai provato prima, e che da sola spiega quanto sia elevata questa calura.

Detto questo, dobbiamo uscire dalla solita litania del “fa caldo e farà caldo”. Lo abbiamo ripetuto, lo sapete a memoria. Semmai conviene tenere d’occhio le previsioni meteo per Milano e quelle della vostra zona, perché il dettaglio fa la differenza. Ciò che invece mi pare tutt’altro che trascurabile riguarda quello che verrà dopo.

 

Verso fine giugno il picco, poi forse il sospirato break

Dopo questa sfuriata, le temperature torneranno a salire soprattutto al Nord e, verso la fine del mese, anche al Centro. In Pianura Padana i picchi rischiano localmente di spingersi fino ai 40°C. Numeri che fanno impressione, eppure coerenti con l’assetto attuale.

Poi qualcosa potrebbe cambiare. Nei primi giorni di luglio questo anticiclone dovrebbe perdere forza, lasciando spazio a una prima, timida tregua ancora tutta da confermare. Attenzione, però: credetemi, il rischio concreto è che proprio all’inizio di luglio si riproponga l’ennesima ondata di calore anomala. Insomma, una boccata d’aria che potrebbe durare il battito di ciglia.

 

Luglio e agosto, quel deficit di pioggia che preoccupa l’agricoltura

Sarà un’estate impegnativa, su questo ho pochi dubbi. Luglio e agosto, stando ai modelli matematici stagionali, sono visti molto caldi, di certo non roventi a livello di record assoluto. E qui torna un concetto che ripetiamo spesso: nessuno può prevedere l’intensità esatta delle ondate di calore, ma le anomalie più probabili si possono fotografare.

L’anomalia che spaventa, secondo le proiezioni dei modelli stagionali, è il deficit pluviometrico tra luglio e la prima parte di agosto. Tradotto: pioverà parecchio meno della norma proprio dove servirebbe, cioè sulle Alpi e su buona parte delle regioni settentrionali. Non tutte, sia chiaro. Ma l’area a nord del Po riceve, come media climatica, un buon numero di temporali estivi, ed è proprio lì che il rubinetto rischia di restare chiuso.

C’è poi il rovescio della medaglia. Quando i temporali arriveranno, con queste temperature così elevate si scateneranno contrasti termici di forte intensità. Il rischio, molto marcato, è quello di grandinate e nubifragi, ovvero acquazzoni violentissimi capaci di provocare allagamenti temporanei. Fenomeni che portano un calo della temperatura, sì, ma locale e di breve durata.

 

Quando il caldo diventa afa

E qui sta il paradosso. I rovesci tendono ad aumentare il tasso di umidità, così che, quando il termometro torna a salire, la sensazione di caldo si fa ancora più pesante. È quella che chiamiamo afa. Succede soprattutto sulle regioni centrali e settentrionali, in particolare quando il punto di rugiada sfiora i 20°C: a quel punto il caldo diventa, a tutti gli effetti, afoso.

Ho provato a tratteggiarvi già dal mattino quella che potrebbe essere la linea di tendenza. Nelle prossime ore arriveranno nuovi aggiornamenti, man mano che le proiezioni dei modelli matematici prenderanno forma.

 

Credit

  • ECMWF
  • Copernicus Climate Change Service
  • Met Office
  • Carbon Brief
  • University of Reading
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Andrea Meloni

Andrea Meloni

Sono un editore, imprenditore e appassionato studioso di meteorologia e climatologia. Nella mia carriera ho fondato e gestito numerosi portali meteo italiani e internazionali, affiancando a questa attività la creazione di blog di nicchia e piattaforme web dedicate al web marketing e alla visibilità digitale. La mia avventura nel digitale è iniziata nel 1995, agli albori di internet in Italia, quando pubblicavo i primi articoli meteo in lingua italiana su meteorologicando.it (recensito nel 1999 da La Repubblica "No Problem"), per poi dare vita, a fine 1999, a direttameteo.it, una delle prime piattaforme italiane complete di previsioni, dati satellitari e webcam. In assenza di percorsi accademici civili specifici in quegli anni, ho approfondito la materia privatamente su indicazione di un parente ufficiale dell'Aeronautica Militare. Questa solida preparazione mi ha permesso di fondare nel 2000 portali di riferimento storico come meteogiornale.it e tempoitalia.it (il primo in assoluto a offrire le previsioni meteo per tutti i comuni italiani), seguiti da meteosardegna.it. Da allora il mio lavoro si è diviso tra l'informazione al pubblico e i servizi B2B. Ho curato le sezioni meteo di grandi testate giornalistiche come meteo.corriere.it, meteo.gazzetta.it, Libero Quotidiano e Affari Italiani. L'emittente Rai 2 mi ha dedicato un servizio per l'innovazione: sono stato tra i primi a introdurre in Italia i video-meteo e il modello statunitense di una "meteorologia per tutti". Nel 1999, con il sostegno fondamentale di mia moglie, la professoressa Tonia Ivana Mereu, ho curato ed edito la pubblicazione del libro "Il grande gelo del 1985", scritto da Marco Rossi: un successo editoriale autoprodotto che ha superato le 10.000 copie vendute. Sul fronte aziendale, ho applicato i miei studi di marketing fornendo previsioni meteo alle piattaforme SMS di TIM e ai servizi 899. Ho ideato il primo "report della grandine" a livello globale, uno strumento fondamentale utilizzato da centinaia di aziende. Già nel 2001 abbiamo allestito un centro di calcolo per l'elaborazione di modelli matematici previsionali e software di post-elaborazione dati, collaborando con realtà di primo piano del calibro di ENI Italgas, Siemens, TIM, Eutelia, Milano Serravalle - Milano Tangenziali S.p.A. e molte altre compagnie nei settori delle energie rinnovabili, delle assicurazioni, dell'agricoltura e dei trasporti, esportando servizi meteo fino in Australia e Sud America. Questa fitta rete di servizi è supportata da un team storico di professionisti freelance attivi con me dal periodo 2000-2005. Negli anni ho integrato la passione per la meteorologia con uno studio imponente di SEO (Search Engine Optimization) e SEM, specializzandomi nelle dinamiche dell'ecosistema Google (Google Discover, Google Carousel). Oggi applico questa attitudine all'innovazione anche all'Intelligenza Artificiale avanzata, utilizzandola per ottimizzare i modelli matematici numerici e la precisione predittiva. Al contempo, sostengo attivamente la qualità dell'informazione contrastando l'editoria automatizzata e i contenuti a bassa affidabilità generati in massa dall'AI. Il mio focus principale resta la comprensione della nostra atmosfera. Ho cambiato città diverse volte per vivere in prima persona climi differenti e offrire una conoscenza diretta del tempo. Ho studiato e ricostruito i dati sulle due Piccole Ere Glaciali degli ultimi 2000 anni, sul Riscaldamento Medievale, sulle dinamiche del Vortice Polare Stratosferico e sull'impatto di El Niño e La Niña in Europa. Oggi mi concentro sul nowcasting e sui modelli a lungo termine di NOAA ed ECMWF, con l'obiettivo di creare prodotti di prevenzione efficaci a fronte di un clima che cambierà drammaticamente nei prossimi anni. Privilegio da sempre lo studio rigoroso, la ricerca sul campo e la direzione editoriale rispetto alla visibilità mediatica, scelta che mi ha portato a focalizzarmi sull'analisi approfondita di fenomeni complessi - come il ritiro dei ghiacciai o l'attenuazione della Corrente del Golfo - e a seguire da vicino i dibattiti internazionali, tra cui la Conferenza di Parigi sul Clima (COP21). Oggi esprimo questa autorevolezza coordinando in prima persona le redazioni di Meteo Giornale e Tempo Italia. Nella vita privata, che custodisco gelosamente, mi dedico al volontariato e alla promozione della cooperazione sociale.

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