
(TEMPOITALIA.IT) La configurazione barica che andrà a instaurarsi nel corso della prossima settimana è una configurazione da manuale se fossimo in piena stagione invernale.
Si tratterebbe della tipica configurazione con la Scand + (alta pressione forte sulla Scandinavia) con discesa di aria più fredda sul suo bordo orientale diretta verso il centro Europa e il Mediterraneo. Una configurazione di questo genere in pieno inverno avrebbe portato l’Italia e l’Europa centrale a vivere una fase di freddo severo. Si tratta, infatti, della configurazione tipica delle ondate di gelo più rilevanti registrate sul nostro paese accompagnate da nevicate più o meno abbondanti prima sul lato adriatico, poi in pianura al Nord in caso di ingresso di una perturbazione atlantica.
Tempo sempre più estremizzato?
Cosa ci fa una configurazione invernale all’esordio dell’autunno? La risposta non c’è, madre natura comanda il meteo e decide lei come devono trascorrere le giornate e le stagioni. Sicuramente, è una configurazione “fuori stagione”; questo potrebbe essere dettato dai cambiamenti climatici e da un tempo che si caratterizza sempre più di estremi o in un senso (troppo caldo) o nell’altro (troppo freddo). Ciò non significa che in passato non si sono mai registrate situazioni del genere, bensì sono gli estremi che sono decisamente più rilevanti.
Per intenderci, fino a pochi giorni fa al Sud Italia si registravano temperature di 37/38 gradi (valori fortemente sopra media), ora si registrano temperature di 22/26 gradi (valori fortemente sotto media). Significa passare da un estremo a un altro, quindi è una vera estremizzazione del tempo.
Segnali per la stagione invernale?
Questo configurazione barica può mandarci qualche segnale per la prossima stagione invernale? La risposta è no. Siamo ancora lontani dagli inizi dell’inverno e il tempo atmosferico potrà subire ora e nei prossimi mesi grandi variazioni e fluttuazioni. Quello che si spera è di poter vivere magari una stagione invernale con un tempo più consono e tipico alla stagione stessa e non il solito dominio dell’alta pressione “mangia inverno” che spesso negli ultimi anni capita di vedere.

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