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Meteo e Rottura del Vortice Polare, gli effetti che ci riguardano

Antonio Lombardi di Antonio Lombardi
30 Set 2024 - 17:40
in A La notizia del Giorno, Ad Premiere, Meteo News, Wiki Meteo
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Meteo: il meccanismo della rottura del vortice polare e i suoi effetti

(TEMPOITALIA.IT) Il vortice polare è una grande area di bassa pressione e aria fredda che si trova sopra l’Artico, mantenuta in posizione dai venti circumpolari che circolano da ovest a est. Quando si verifica un riscaldamento improvviso della stratosfera (Sudden Stratospheric Warming o SSW), questi venti possono invertire la loro direzione, portando a importanti cambiamenti nel meteo sulla superficie terrestre.

 

Cosa accade durante il riscaldamento improvviso della stratosfera?

Quando si verifica un importante riscaldamento stratosferico, l’inversione dei venti a circa 60 gradi Nord crea un feedback tra le grandi onde atmosferiche e i venti. Questo fenomeno induce una comunicazione tra la stratosfera e la troposfera, influenzando i modelli meteorologici sulla Terra. Dopo la rottura del vortice polare, il meteo tende a manifestare comportamenti anomali nelle settimane successive.

Analizzando i dati delle registrazioni meteorologiche a partire dal 1958 fino al 2023, gli scienziati hanno calcolato la media delle variazioni giornaliere di temperatura superficiale e di spessore atmosferico (al livello di 500 ettoPascal). Questi dati ci permettono di capire meglio come le condizioni meteorologiche si evolvono dopo un riscaldamento improvviso della stratosfera.

 

Dalla Stratosfera calda alla Troposfera fredda

Un evento di riscaldamento stratosferico improvviso può sembrare controintuitivo, ma spesso porta a un raffreddamento nelle regioni della troposfera. Dopo che il vortice polare è stato interrotto, si osserva un aumento dello spessore atmosferico sopra l’Artico, in particolare sulla Groenlandia. Questo spessore maggiore rappresenta un’accumulazione di aria calda che, come un sasso gettato in un secchio, spinge verso il basso sulla troposfera, facendo sì che l’aria fredda artica “scivoli” verso latitudini inferiori.

In particolare, questo raffreddamento si manifesta maggiormente nelle regioni del Nord Europa, dell’Asia settentrionale e negli Stati Uniti orientali. Il cambiamento di circolazione atmosferica che accompagna il riscaldamento stratosferico spinge l’aria fredda verso il Sud, portando condizioni invernali rigide anche in aree che normalmente non ne sarebbero influenzate.

 

Non fa freddo ovunque

Tuttavia, non tutte le regioni sono colpite da temperature fredde. Ad esempio, aree come il Canada orientale, l’Africa subtropicale e parti dell’Asia possono sperimentare temperature più miti del normale dopo un grande riscaldamento stratosferico. Questo è dovuto alla complessa interazione tra i venti troposferici e l’accumulo di calore sopra l’Artico, che causa un trasferimento di aria calda verso il Polo, mentre l’aria fredda si sposta verso le latitudini più basse.

 

Gli effetti regionali del riscaldamento stratosferico

L’intensità del raffreddamento varia notevolmente in base alla regione. Ad esempio, il freddo più intenso si manifesta in Europa settentrionale e in Asia, mentre in Europa centrale e negli Stati Uniti orientali l’impatto può essere più moderato. Questo fenomeno è spiegato dalle differenze nei cambiamenti dello spessore atmosferico e dagli effetti sulla corrente a getto troposferica, particolarmente centrata sull’Atlantico settentrionale.

 

Non è una previsione certa: la variabilità dei modelli meteorologici

Va sottolineato che le mappe che mostrano gli impatti tipici non rappresentano previsioni puntuali, ma medie delle condizioni osservate dopo i principali riscaldamenti stratosferici. Ogni evento di rottura del vortice polare si verifica in anni diversi, con differenti condizioni climatiche globali. Di conseguenza, i modelli meteorologici possono variare da un evento all’altro.

Ad esempio, i dati mostrano che le temperature superficiali e lo spessore atmosferico (a 500 ettoPascal) sono particolarmente variabili nell’Artico centrale, in Russia e in Alaska. In queste aree, le condizioni del ghiaccio marino e le fasi del fenomeno El Niño-Southern Oscillation (ENSO) possono influenzare fortemente i modelli climatici regionali, rendendo difficile prevedere esattamente l’impatto di ogni singolo evento di riscaldamento stratosferico.

 

Il caso del riscaldamento stratosferico del 2024

Nel febbraio 2024, è stato osservato un secondo evento di riscaldamento stratosferico. Il vortice polare si è indebolito e si è riscaldato rapidamente, ma non è ancora chiaro se questo evento verrà classificato come “maggiore” o “minore”. La classificazione si basa su misurazioni specifiche dei venti stratosferici, che devono scendere sotto i 0 m/s per essere considerati un riscaldamento maggiore.

Le previsioni meteo indicano che i venti stratosferici potrebbero invertire nuovamente la loro direzione entro marzo 2024, mantenendo un’inversione fino a aprile. Tuttavia, questa inversione potrebbe coincidere con l’inizio della primavera, quando i venti stratosferici polari tendono naturalmente a passare a un flusso da est a ovest, rendendo difficile stabilire se il vortice polare si riprenderà o se questo sarà il suo “riscaldamento finale” per la stagione.

 

In conclusione, ogni evento di riscaldamento stratosferico è unico, e i suoi effetti sul meteo globale dipendono da una complessa combinazione di fattori atmosferici e climatici, rendendo difficile fare previsioni esatte su come si manifesterà nelle varie regioni. (TEMPOITALIA.IT)

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Antonio Lombardi

Antonio Lombardi

Dopo aver conseguito la laurea in Geologia presso l’Università degli Studi di Milano nel 2000, ha proseguito il suo percorso accademico con una seconda laurea in Astronomia presso l’Università "La Sapienza" di Roma, ottenuta nel 2006. L'interesse per l'astronomia lo ha portato successivamente a intraprendere un Master di specializzazione in Astronomia presso l’University of Arizona (Tucson, USA), uno dei principali centri internazionali per la ricerca astrofisica. In ambito professionale, si occupa anche di insegnamento, sia in contesti scolastici che in corsi e laboratori rivolti al pubblico generale, con un forte focus sull’approccio interdisciplinare tra geologia, astronomia e scienze ambientali.

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