(TEMPOITALIA.IT) Sembra abbastanza delineata l’evoluzione del tempo fino al 20 ottobre circa, con prospettiva di circolazione che prenderebbe via via una piega sud-occidentale sul Mediterraneo centro settentrionale, all’insegna di correnti diffusamente e ricorrentemente instabili su diverse aree del Nord e localmente anche su alcune del medio-alto Tirreno, sebbene in forma non uniforme su questi settori; circolazione, invece, via via in prevalenza meridionale sul medio-basso Adriatico, al Sud, Sicilia e localmente anche su Sardegna, qui con componente di aria più asciutta, quindi con disturbi instabili molto più circoscritti, spesso veloci, irregolari e su diverse aree anche assenti. Per di più, soprattutto sul Sud Italia, potrebbe configurarsi anche qualche fase dai connotati più tipicamente estivi, sebbene non molto duratura.
Nel prosieguo del mese, tuttavia, essenzialmente nel corso della terza decade, gli ultimi dati sul lungo periodo evidenziano un’altra possibile, significativa svolta. Dopo una fase con circolazione più ibrida nel corso dei primi 4-5 giorni della terza decade, comunque con instabilità via via in crescendo anche verso il Centro Sud Italia, si prospetterebbe, nel corso dell’ultima settimana del mese, una possibile azione depressionaria più incisiva sul Centro Sud Europa in genere e sul Mediterraneo centrale in prosecuzione anche per i primi di novembre. La circolazione, stando agli ultimissimi dati, potrebbe computare una crescente azione anticiclonica sui settori centro-occidentali europei e, nel contempo, l’azione di correnti instabili settentrionali, talora di matrice anche continentale, sul Centro Est Europa e anche sul Mediterraneo, specie centrale.
Ci sarebbero, dunque, i presupposti per un tempo in progressivo, generale peggioramento sull’Italia, all’insegna di nubi e piogge nuovamente diffuse da Nord a Sud. Sarebbe ipotizzabile, stando ai parametri attualmente presi in considerazione, una circolazione che, per qualche fase, potrebbe assumere anche connotati tardo-autunnali o simil invernali, per possibile azione di nuclei instabili anche relativamente freddi e mediamente collocati tra i settori adriatici e dell’ex Jugoslavia. Insomma, un finale di mese e poi verso la festività di tutti i Santi e Commemorazione dei Defunti, all’insegna di un tempo che andrebbe progressivamente compromettendosi e che potrebbe avere anche delle sfaccettature con sorprese fredde. Non si è in grado, naturalmente, di dettagliare più di tanto in riferimento alle possibili strutturazioni bariche, ma, nel contesto prospettato, ci starebbero certamente anche primi fiocchi di neve a quote relativamente basse sui settori Alpini e a quote medie o medio-basse anche in Appennino. (TEMPOITALIA.IT)







