(TEMPOITALIA.IT) Negli ultimi anni, il bacino del Mediterraneo è diventato un vero e proprio teatro di estremizzazione meteo-climatica, con fenomeni sempre più intensi e frequenti che si verificano soprattutto durante l’autunno. Questo periodo, che un tempo segnava il passaggio graduale dall’estate all’inverno, è ora caratterizzato da eventi meteorologici estremi che portano forti piogge, tempeste, alluvioni e improvvisi sbalzi di temperatura.
Tempeste Mediterranee sempre più violente
Uno dei fenomeni più evidenti dell’estremizzazione climatica nel Mediterraneo durante l’autunno è l’aumento di tempeste violente. Questi eventi, spesso denominati medicane (uragani mediterranei), hanno caratteristiche simili agli uragani tropicali, anche se meno potenti. Tuttavia, negli ultimi anni, la frequenza e l’intensità di queste tempeste sono aumentate, con venti che superano i 150 km/h e precipitazioni torrenziali che provocano alluvioni improvvise. Nell’autunno del 2020, ad esempio, un medicane ha colpito la Grecia e il sud Italia, causando danni estesi e vittime.
La combinazione di acque marine sempre più calde e di perturbazioni provenienti dall’Atlantico crea le condizioni ideali per lo sviluppo di queste tempeste. Il riscaldamento del Mediterraneo, in particolare, ha un ruolo chiave, poiché fornisce l’energia necessaria per alimentare questi cicloni. L’autunno, con la sua transizione tra la stagione calda e quella fredda, è il periodo in cui queste condizioni si manifestano in modo più marcato.
Piogge torrenziali e alluvioni improvvise
Un altro effetto dell’estremizzazione climatica durante l’autunno nel Mediterraneo è l’aumento delle precipitazioni estreme. In passato, le piogge autunnali erano generalmente moderate e distribuite nel tempo, ma oggi assistiamo a episodi di piogge torrenziali che riversano in poche ore quantità di pioggia equivalenti a quelle di un intero mese. Questi eventi causano alluvioni lampo, inondando intere città e campagne. Nel settembre del 2020, la città di Palermo è stata colpita da un temporale così violento che ha trasformato le strade in fiumi in pochi minuti, provocando danni ingenti.
Le alluvioni sono particolarmente pericolose nelle zone costiere, dove l’urbanizzazione selvaggia ha ridotto la capacità di drenaggio naturale del terreno. In molte aree del Mediterraneo, il terreno non è più in grado di assorbire le piogge intense, il che porta a un rapido accumulo di acqua che sfocia in allagamenti improvvisi e devastanti.
Sbalzi di temperatura e eventi estremi
Oltre alle piogge e alle tempeste, l’autunno nel Mediterraneo è anche segnato da sbalzi di temperatura sempre più estremi. Durante questa stagione, possono verificarsi ondate di caldo tardive, seguite da repentini abbassamenti di temperatura. Questi sbalzi termici non solo sono scomodi per la popolazione, ma hanno anche un impatto diretto sulla stabilità atmosferica, contribuendo allo sviluppo di temporali violenti e grandinate.
Nel corso degli ultimi decenni, i periodi di caldo anomalo durante l’autunno sono diventati più frequenti. Questo fenomeno, noto come ottobrata quando avviene a ottobre, porta temperature estive ben oltre i 30°C, persino in zone interne che solitamente in questo periodo dell’anno iniziano a raffreddarsi. Tuttavia, questi episodi sono seguiti da irruzioni di aria fredda che generano violenti contrasti termici, con il risultato di tempeste di vento e temporali devastanti.
Conseguenze dell’estremizzazione meteo-climatica
L’autunno mediterraneo è ormai caratterizzato da una marcata estremizzazione meteorologica, con un mix di tempeste, piogge intense e sbalzi di temperatura che destabilizzano il clima della regione. Il continuo riscaldamento delle acque del Mediterraneo gioca un ruolo centrale in questo processo, fornendo l’energia necessaria per alimentare i fenomeni più estremi. (TEMPOITALIA.IT)






