Seguici su Google

20241009 174712

 

Un nuovo studio rivela come il fenomeno climatico periodico di El Niño stia contribuendo in modo significativo alla rapida riduzione della calotta glaciale di Quelccaya, situata nelle Ande peruviane.

 

La calotta glaciale di Quelccaya (QIC) è la più grande calotta tropicale del mondo e, storicamente, ha mostrato una notevole sensibilità ai cambiamenti climatici regionali, in particolare agli effetti legati a El Niño, che si verifica ogni due-sette anni. Tuttavia, la misura esatta dell’impatto di questo fenomeno sull’area glaciale è stata a lungo incerta.

 

dreamstime m 334305484

 

Grazie all’analisi delle immagini satellitari catturate dai satelliti Landsat della NASA, un gruppo di ricercatori ha ora chiarito l’entità del contributo di El Niño al processo di fusione glaciale. Lo studio, condotto da Kara Lamantia, ricercatrice presso il Byrd Polar and Research Climate Center dell’Ohio State University, ha tracciato l’evoluzione della calotta tra il 1985 e il 2022. Durante questo periodo, il QIC ha subito una perdita significativa del 58% della sua copertura nevosa e una riduzione del 37% della sua superficie totale.

 

El Niño è noto per alterare drasticamente le temperature oceaniche nel Pacifico orientale, influenzando i modelli climatici a livello globale. Nel caso di Quelccaya, l’aumento delle temperature regionali provocato da El Niño accelera lo scioglimento della neve e del ghiaccio, portando a un calo drastico della superficie coperta. Il rapporto tra le stagioni umide e secche del Perù meridionale cambia notevolmente durante questi eventi, esacerbando il fenomeno di fusione glaciale.

 

dreamstime m 2866438

 

Secondo lo studio, gli episodi di El Niño sono destinati a diventare sempre più intensi e duraturi a causa del cambiamento climatico globale. Questo aggraverà ulteriormente la riduzione del ghiaccio del QIC, poiché i periodi di raffreddamento associati a La Niña potrebbero non essere più sufficienti a compensare le perdite subite durante El Niño.

 

20241009 174633

 

Di conseguenza, le prospettive per il futuro della calotta glaciale sono allarmanti. Se le attuali tendenze di riscaldamento continuano, gli scienziati stimano che la copertura nevosa del QIC potrebbe scomparire completamente entro il 2080. Alla fine del secolo, la calotta glaciale potrebbe essere ridotta a una distesa di ghiaccio frammentato, similmente a quanto avvenuto con il ghiacciaio del Kilimangiaro.

 

L’accelerazione del declino glaciale non solo rappresenta una minaccia per l’ecosistema locale, ma solleva serie preoccupazioni per le comunità che dipendono dalle risorse idriche derivanti dallo scioglimento stagionale. La perdita di ghiaccio tropicale, come evidenziato dallo studio, è un chiaro indicatore della vulnerabilità del pianeta ai cambiamenti climatici in corso e sottolinea l’urgenza di affrontare le sfide ambientali globali per prevenire ulteriori danni.

Seguici su Google