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Home Ad Premiere

Possibile STRATWARMING in Inverno: conseguenze stupefacenti per l’Italia?

Paolo Colombo di Paolo Colombo
02 Ott 2024 - 19:30
in Ad Premiere, Meteo News
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(TEMPOITALIA.IT) Il vortice polare, una vasta zona di bassa pressione e aria gelida situata sopra l’Artico, è confinato in questa posizione dai venti che soffiano in senso orario. Un fenomeno noto come riscaldamento stratosferico improvviso (SSW) può causare l’inversione di questi venti, provocando significative alterazioni nel meteo a livello globale.

 

Le conseguenze di un riscaldamento stratosferico improvviso

Un marcato riscaldamento nella stratosfera, attorno ai 60 gradi Nord, può generare un’interazione tra le grandi onde atmosferiche e i venti, modificando così la comunicazione tra stratosfera e troposfera. Questo scambio influisce sui modelli meteorologici terrestri. Seguendo la disgregazione del vortice polare, il meteo mostra tendenze irregolari per diverse settimane.

 

Studiando le registrazioni meteorologiche dal 1958 al 2023, gli esperti hanno analizzato le medie delle variazioni di temperatura superficiale e dello spessore atmosferico a 500 ettoPascal, fornendo una comprensione più approfondita delle dinamiche meteorologiche post-riscaldamento stratosferico.

 

Dal calore stratosferico al freddo troposferico

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, un evento di riscaldamento stratosferico può portare a un abbassamento delle temperature nella troposfera. Dopo la rottura del vortice polare, si verifica un incremento dello spessore atmosferico sopra l’Artico, in particolare sulla Groenlandia.

 

Questo aumento di spessore, causato dall’accumulo di aria calda, spinge l’aria fredda artica verso latitudini più basse, portando condizioni invernali severe anche in regioni che normalmente non le sperimenterebbero.

 

Questo raffreddamento è particolarmente evidente nel Nord Europa, nell’Asia settentrionale e negli Stati Uniti orientali, dove il cambiamento nella circolazione atmosferica sposta l’aria fredda verso sud.

Regioni dove il freddo non arriva

Nonostante il freddo intenso in alcune aree, regioni come il Canada orientale, l’Africa subtropicale e parti dell’Asia possono registrare temperature più miti del solito dopo un significativo riscaldamento stratosferico. Questo fenomeno è il risultato di una complessa interazione tra i venti troposferici e l’accumulo di calore sopra l’Artico.

 

Variazioni regionali degli effetti del riscaldamento stratosferico

L’intensità del raffreddamento varia notevolmente a seconda della regione. Mentre l’Europa settentrionale e l’Asia possono sperimentare il freddo più intenso, l’Europa centrale e gli Stati Uniti orientali possono avere un impatto più moderato.

 

Queste differenze sono spiegate dalle variazioni nello spessore atmosferico e dagli effetti sulla corrente a getto troposferica, particolarmente influenzata dall’Atlantico settentrionale.

 

La variabilità dei modelli meteorologici

È importante sottolineare che le mappe che illustrano gli impatti tipici del riscaldamento stratosferico non sono previsioni precise, ma rappresentano medie delle condizioni osservate dopo eventi significativi. Ogni evento di rottura del vortice polare si verifica in contesti climatici globali diversi, influenzando la variabilità dei modelli meteorologici.

 

Ad esempio, le temperature superficiali e lo spessore atmosferico a 500 ettoPascal mostrano una notevole variabilità nell’Artico centrale, in Russia e in Alaska. In queste regioni, le condizioni del ghiaccio marino e le fasi del fenomeno El Niño-Southern Oscillation (ENSO) possono avere un impatto significativo sui modelli climatici regionali.

 

Il riscaldamento stratosferico del 2024

Nel febbraio 2024, si è verificato un secondo evento di riscaldamento stratosferico. Il vortice polare si è indebolito e riscaldato rapidamente, ma resta da vedere se sarà classificato come evento maggiore o minore. Le previsioni meteo suggeriscono una possibile inversione dei venti stratosferici entro marzo 2024, che potrebbe estendersi fino ad aprile.

 

Tuttavia, questa inversione potrebbe coincidere con l’inizio della primavera, quando i venti stratosferici polari tendono naturalmente a cambiare direzione, complicando le previsioni sul recupero del vortice polare. (TEMPOITALIA.IT)

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