Da diversi giorni i centri di calcolo mondiali stanno prospettando scenari di tipo invernale per la prima settimana di novembre. Naturalmente, nelle simulazioni sul medio-lungo termine, possono cambiare di volta in volta sia le configurazioni bariche, sia anche la tempistica e cio è abbastanza fisiologico, a causa di dati via via diversi tra un aggiornamento e l’altro.
I primi dati sul lungo termine della scorsa settimana e riferiti a un possibile avvento di circolazione simil invernale per gli inizi di novembre, ipotizzavano l’arrivo di possibili masse d’aria fredda proprio a inizio mese, quindi in coincidenza con la festività di Ognissanti.
Poi, via via, le elaborazioni successive hanno in qualche modo ipotizzato qualche scenario diverso, taluno anche opposto, ossia con aria fredda deviata a Est e affermazione anticiclonica sull’Italia. In ogni modo, il trend di fondo, ossia una strutturazione barica meridiana potenzialmente fredda anche per l’Italia, è rimasto piuttosto costante e noi lo abbiamo puntualmente rilevato nelle nostre analisi.
Ci sono novità importanti dagli ultimi dati. Intanto va rilevato che essi iniziano a essere sempre più credibili, poiché vanno progressivamente accorciandosi i tempi di riferimento: siamo nell’ordine dei 7/8 giorni, sempre tanti per poteri ipotizzare previsioni, ma non più molti per poter dare una buona credibilità a una linea di tendenza.
Va rilevato anche, che le simulazioni matematiche, dopo aver percorso altre possibili strade bariche per lo scenario Euro Mediterraneo di inizio novembre, sono ritornate sull’ipotesi meridiana fredda; il riproporre configurazioni già ipotizzate, per di più in tempi sempre più accorciati rispetto al possibile inizio dell’evento, gioca molto a favore della credibilità delle ultime configurazioni proposte.
A questo punto è lecito chiedersi: quali sono le ultime novità modellistiche? Behh, e nemmeno tanto a sorpresa, sono dichiaratamente invernali per il Mediterraneo centrale e per l’Italia!
Ribadiamo che, quella prospettata, resta una linea di tendenza, senz’altro più accreditata, ma ancora non una previsione; tuttavia, gli scenari proposti mettono sul piatto un anticiclone di blocco “old style”, con perno principale sul Regno Unito, ma esteso dalla Spagna, fino alla Scandinavia, quindi con asse Sud-Ovest/Nord-Est.
Con questo assetto, l’alta pressione veicolerebbe con una certa facilità masse d’aria fredda proprio dal settore scandinavo verso il Mediterraneo centrale e l’Italia. L’aggiornamento ultimo, soprattutto del modello europeo ECMWF, è piuttosto deciso in questo senso, per cui l’ipotesi di un inverno precoce sull’Italia già agli inizi di novembre, si fa verosimilmente più concreta.
Circa la tempistica, fatta salva probabilmente la festività di Ognissanti, già per il 2 novembre, Commemorazione dei defunti, la copertura nuvolosa inizierebbe a farsi più estesa su gran parte del territorio per l’arrivo di prime azioni pre-frontali, naturalmente anche con piogge diffuse.
Poi, dal 3/4 novembre, inizierebbero ad entrare i primi nuclei freddi da Nord-Est, via via in estensione dai settori settentrionali verso quelli meridionali, con possibile azione di stampo invernale all’insegna di piogge più estese e anche di neve a quote medio-basse su Alpi e Appennini.
Tutto questo stando ai dati ultimissimi. Torneremo ad aggiornarci quotidianamente su questa intrigante tendenza con l’avvento del nuovo mese.