Rieccoci con un consueto nostro aggiornamento periodico sulla tendenza di massima mensile e, naturalmente, il mese di riferimento è quello successivo al corrente, dunque tendenza riferita al mese di novembre 2024.
Gli ultimissimi dati, appena di qualche ora fa, sono abbastanza intriganti, per di più a conferma di quanto già ipotizzato nel precedente aggiornamento. Il prossimo mese, quello sostanzialmente di trapasso tra la stagione autunnale e l’inverno, potrebbe mostrare effettivamente entrambe le facce, autunnale-invernale, ponendosi in linea con un andamento novembrino tutto sommato classico, stando alla serie climatica storica, ma che di classico o canonico non ha mostrato granché negli ultimi anni, risultando anch’esso stravolto dai cambiamenti climatici. In ogni modo e in barba a questi, pur computati dai centri di calcolo, dalle analisi sul lungo periodo si evince una media barica mensile, riferibile a novembre, che vedrebbe una moderata anomalia negativa di pressione sui comparti centro orientali europei, una moderata anomalia positiva, invece, sul resto del settore euro-atlantico.
Quando scriviamo di anomalia, naturalmente, non ci riferiamo a una circolazione statica o persistente all’insegna di una disposizione barca come quella mostrata nella mappa allegata, piuttosto a una possibile prevalenza di configurazioni bariche della fattispecie rappresentata. Dunque, per il corso del prossimo mese potrebbero mostrarsi assetti barici che vedrebbero condizioni di alta pressione più pronunciate sui comparti occidentali europei e mediterranei, basse pressioni sui settori centro-meridionali mediterranei, magari prevalenti su quelli orientali. Si tratterebbe di configurazioni spiccatamente invernali, tuttavia ciò non vorrebbe dire condizioni per freddo importante e con nevicate a bassa quota. Tutto dipenderebbe dallo stato termico in prossimità del suolo, dall’esatta provenienza delle masse d’aria e da tanti altri fattori peculiari a ora non leggibili con questi dati mensili grossolani.
Con buona probabilità, invece, stando anche al reiterarsi di queste indicazioni da parte dei modelli stagionali, il mese di novembre dovrebbe offrire diversi spunti per instabilità, di più sulle regioni centro orientali in genere (comprese le aree pianeggianti centro orientali del Nord) e su quelle meridionali, probabilmente meno sulle aree tirreniche e di Nord Ovest; dovrebbe computare, altresì, diverse fasi, probabilmente prevalenti, con temperature in media o spesso anche sotto media.
Questo trend potrebbe esprimersi già delle battute iniziali del mese, ossia per il corso della prima settimana, per poi ripresentarsi, a fasi alterne, ma abbastanza ricorrentemente, nel resto del mese. In sintesi, anche con i nuovi aggiornamenti di lungo corso, ricordiamo infatti che questo trend per novembre, era stato dato già nell’aggiornamento di inizio ottobre, le prospettive di massima per l’ultimo mese autunnale, sono per circolazione mediamente più fredda della media e per instabilità ricorrente. Vedremo con gli aggiornamenti di fine ottobre se la tendenza verrà confermata.