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Le configurazioni di blocco: cosa significa?

Paolo Pierobon di Paolo Pierobon
14 Ott 2024 - 11:35
in Ad Premiere, Wiki Meteo
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Spesso capita di sentire parlare di configurazioni di blocco negli ultimi anni proprio perché tali configurazioni determinano condizioni atmosferiche identiche per lunghi periodi di tempo, minimo superiori a 10/15 giorni.

 

Da dove arrivano le configurazioni di blocco?

Le configurazioni di blocco derivano da condizioni atmosferiche determinate dalle figure bariche che si spostano all’interno della circolazione atmosferica europea ed emisferica. La natura, poi, di per sé è pigra e quando prende una strada è molto lungo il tempo prima che si esca da quella determinata linea.

Ne è un esempio l’ultimo periodo: la natura, essendo pigra, non ha cambiato praticamente nulla a livello barico da metà settembre, infatti, continuano ad affondare perturbazioni atlantiche sul Mediterraneo occidentale. Serve una sconvolgimento delle posizioni delle figure bariche perché possano esserci un cambiamento di questa situazione che può avvenire in maniera progressiva o netta.

Con il cambiamento climatico, si può oggettivamente osservare come, specialmente negli ultimi anni, si vivano sempre più spesso un’alternanza di periodi estremi: periodi estremamente piovosi alternati a periodi estremamente secchi (alluvioni e siccità); periodi estremamente miti alternati a brevi ma intensi episodi di freddo specialmente in periodi fuori stagione.

 

Alcune configurazioni di blocco

In Italia, generalmente, le configurazioni di blocco più frequenti sono due.

L’Omega Blocking: si tratta di una configurazione barica dove l’alta pressione viene letteralmente bloccata in mezzo a due aree depressionarie poste ai suoi lati, una a ovest verso la penisola Iberica o il vicino Oceano Atlantico e l’altra a est posta sui Balcani. Tale situazione determina la risalita dell’alta pressione sull’Italia e la Francia con afflusso di aria estremamente mite dal nord Africa. Prima che una situazione del genere si sblocchi serve che le perturbazioni atlantiche a più riprese tentino di abbattere questo muro di alta pressione e almeno inizialmente vanno in frontolisi.

L’altra configurazione di blocco è una configurazione generalmente invernale che prevede grosse manovre a livello europeo: è necessario che si instauri una figura di alta pressione, il Ponte di Weikoff, sulla Scandinavia che permette in questo modo l’afflusso di aria molto fredda dai quadranti orientali determinando il blocco del movimento zonale ( Ovest – Est) e l’instaurarsi di un flusso antizonale (Est – Ovest) sul centro-sud Europa.

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