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Pioggia ghiacciata in Val Padana: spiegazione meteo del fenomeno

13 gennaio 2017, l'ultima volta di un fenomeno eccezionalmente diffuso in Val Padana.

Antonio Lombardi di Antonio Lombardi
30 Nov 2024 - 16:40
in A La notizia del Giorno, A Scelta della Redazione, Cronaca Meteo, Zoom
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(TEMPOITALIA.IT) Il gelicidio è un fenomeno meteo particolare che si verifica quando la pioggia, cadendo su superfici con temperature al di sotto di 0 °C, si congela istantaneamente, formando uno strato di ghiaccio trasparente. Questo fenomeno si manifesta generalmente in condizioni di inversione termica, quando uno strato d’aria più caldo si sovrappone a uno strato d’aria fredda a contatto con il suolo.

Il gelicidio può causare pericolosi accumuli di ghiaccio su strade, marciapiedi, alberi e infrastrutture, rendendo la viabilità estremamente difficoltosa e incrementando il rischio di danni materiali, come il cedimento di linee elettriche o rami. È più comune nei mesi invernali, in particolar modo in aree del Nord Italia e delle zone di montagna, dove le temperature rigide e le perturbazioni atmosferiche favoriscono queste condizioni. Negli ultimi anni, come per le nevicate, è divenuto più raro, ma si mantiene estremamente insidioso.

 

In inglese, il fenomeno del gelicidio o vetroghiaccio è chiamato freezing rain. In alcuni contesti, il termine ice glaze è usato per descrivere lo strato di ghiaccio uniforme e brillante che si forma sulle superfici a causa del freezing rain.

 

Oggi vi descriviamo un evento meteo rilevamentissimo, avvenuto tra il 24 e 25 dicembre 2000 a Reggio Emilia e che ha interessato gran parte dell’Emilia Romagna. Questo fenomeno, caratterizzato dalla caduta di pioggia sopraffusa che si congela al contatto con le superfici a temperature inferiori a 0 °C, si è manifestato in modo particolarmente intenso e raro, causando danni significativi e disagi notevoli.

 

Il contesto meteorologico

Nei giorni precedenti l’evento, l’Emilia Romagna era stata interessata da un’ondata di aria fredda di origine balcanica, che aveva portato le temperature minime fino a -7 °C. La campagna era ricoperta di galaverna e brina, creando un paesaggio invernale. Tuttavia, il 24 dicembre, una profonda saccatura atlantica accompagnata da correnti meridionali calde ha iniziato ad avvicinarsi. Questo rapido cambio delle condizioni meteo ha dato origine a un fenomeno di gelicidio particolarmente esteso.

 

Lo sviluppo del fenomeno

Nel pomeriggio del 24 dicembre, le precipitazioni hanno avuto inizio, inizialmente sotto forma di nevischio, grazie alla temperatura al suolo di circa -2 °C. Tuttavia, lo strato freddo presente al suolo ha iniziato rapidamente a cedere, trasformando le precipitazioni in pioggia. Durante la serata e la notte, la pioggia sopraffusa ha iniziato a congelare al contatto con le superfici, formando uno strato di ghiaccio trasparente che, alla fine dell’evento, ha raggiunto uno spessore compreso tra 0,5 e 1 cm.

L’intera giornata del 25 dicembre, giorno di Natale, è stata caratterizzata dalla persistenza del fenomeno. La pioggia congelantesi è caduta anche sotto forma di temporali fuori stagione, un elemento insolito per il periodo invernale. Questo ha ulteriormente aggravato l’accumulo di ghiaccio, che ha rivestito alberi, strade e infrastrutture, causando danni significativi alla vegetazione e rendendo estremamente pericolosa la circolazione stradale.

 

Le dinamiche delle masse d’aria

L’episodio è stato reso eccezionale non solo per la durata e l’intensità, ma anche per le particolari dinamiche atmosferiche che lo hanno caratterizzato. Molti esperti avevano previsto una maggiore resistenza del cosiddetto “cuscino freddo”, ossia lo strato di aria gelida al suolo che di solito consente la formazione di neve in situazioni simili. Tuttavia, le correnti calde meridionali, insolitamente potenti, hanno rapidamente eroso questo strato, favorendo il gelicidio.

Secondo i dati del sondaggio termodinamico effettuato il 25 dicembre a San Pietro Capofiume, si è osservata una forte inversione termica: la temperatura variava da -3 °C a 400 metri di quota fino a +4 °C a 900 metri, con lo zero termico situato a ben 2000 metri. Questo ha fatto sì che il limite delle nevicate si spostasse molto in alto, raggiungendo i 1700 metri sull’Appennino Tosco-Emiliano.

 

Impatto e distribuzione geografica del gelicidio

Il gelicidio ha interessato prevalentemente la pianura centrale e orientale dell’Emilia Romagna, comprese città come Reggio Emilia e Bologna, mentre zone come Piacenza hanno registrato nevicate, grazie a un cuscino freddo più spesso e resistente. Fenomeni simili si sono verificati anche in altre regioni del Nord Italia, come Lombardia e Piemonte, dove l’orografia ha protetto maggiormente le masse d’aria fredda.

In Emilia Romagna, l’intensità delle precipitazioni e la formazione del ghiaccio hanno provocato disagi significativi, dalla caduta di alberi alla paralisi della circolazione stradale. L’evento si è rivelato particolarmente problematico per l’agricoltura, poiché il peso del ghiaccio ha danneggiato molte coltivazioni e alberi da frutto.

 

Fenomeno raro e fuori stagione

La presenza di temporali invernali, unita alla durata e alla quantità di ghiaccio accumulato, rende questo episodio uno dei più estremi degli ultimi decenni. Eventi simili sono tipici delle pianure dell’Europa centro-settentrionale o del Nord America, ma risultano meno frequenti nella Pianura Padana. Questo fenomeno è stato favorito da una combinazione di fattori, tra cui l’ingresso di aria calda da Sud-Ovest su un terreno ancora gelido, tipico delle situazioni di avvezione calda durante l’inverno.

 

Il gelicidio può tornare?

In tempi recenti, è degno di nota l’episodio di gelicidio verificatosi in ampie aree della Valle Padana, dal Piemonte alla Lombardia e l’Emilia, compresa Milano il 13 gennaio 2017 e rappresenta uno degli eventi meteo più significativi degli ultimi anni di questo fenomeno, e di certo per il capoluogo lombardo. In quella giornata, un sottile ma insidioso strato di ghiaccio trasparente ricoprì strade, marciapiedi e veicoli, generando una serie di disagi diffusi. Il fenomeno, caratteristico dei periodi invernali, si originò quando la pioggia, cadendo su superfici con temperature inferiori a 0 °C, si congelò immediatamente, rendendo il suolo estremamente scivoloso.

Le conseguenze furono evidenti: numerosi incidenti stradali, causati dalla perdita di aderenza dei veicoli, e un incremento delle cadute accidentali tra i pedoni. La viabilità risultò fortemente rallentata, con mezzi pubblici e privati costretti a procedere con estrema cautela. Questo evento sottolineò che nonostante i cambiamenti del clima, si possono verificare eventi di gelicidio anche in Italia, anzi, questi possono realizzarsi anche questo inverno, ovviamente in un contesto delle sopra descritte condizioni meteo. (TEMPOITALIA.IT)

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Antonio Lombardi

Dopo aver conseguito la laurea in Geologia presso l’Università degli Studi di Milano nel 2000, ha proseguito il suo percorso accademico con una seconda laurea in Astronomia presso l’Università "La Sapienza" di Roma, ottenuta nel 2006. L'interesse per l'astronomia lo ha portato successivamente a intraprendere un Master di specializzazione in Astronomia presso l’University of Arizona (Tucson, USA), uno dei principali centri internazionali per la ricerca astrofisica. In ambito professionale, si occupa anche di insegnamento, sia in contesti scolastici che in corsi e laboratori rivolti al pubblico generale, con un forte focus sull’approccio interdisciplinare tra geologia, astronomia e scienze ambientali.

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