
(TEMPOITALIA.IT) Il pensiero delle persone sorde: linguaggio, immagini e complessità interna
Le persone sorde possiedono modalità di pensiero e comunicazione interne diversificate, influenzate da vari fattori come l’età in cui hanno perso l’udito, il livello di addestramento vocale e le esperienze personali. Non esiste un linguaggio di pensiero unico per tutte le persone sorde; piuttosto, esse sviluppano metodi di pensiero che variano da persona a persona.
Il linguaggio dei segni come pensiero visivo
Le persone sorde dalla nascita, che comunicano tramite la lingua dei segni, spesso pensano visivamente, “segnando” mentalmente le parole. Secondo la linguista Bencie Woll, le persone nate sorde tendono a pensare nelle lingue che conoscono, mostrando il pensiero in lingua dei segni come un processo naturale e intuitivo per chi è cresciuto utilizzandola. Questo tipo di pensiero riflette la complessità e la ricchezza del linguaggio visivo.
Pensiero in immagini e scrittura
Molte persone profondamente sorde sviluppano pensieri in immagini, segni, o parole scritte, piuttosto che in suoni. Il loro mondo interiore si esprime attraverso immagini mentali e rappresentazioni visive, risultando altrettanto ricco e dettagliato quanto quello delle persone udenti. Inoltre, poiché esistono circa 300 lingue dei segni nel mondo, il tipo di segno mentale varia a seconda della lingua dei segni che l’individuo conosce.
Segno interiore e attivazione cerebrale
Studi sul cervello hanno dimostrato che pensare in lingua dei segni attiva la corteccia frontale inferiore sinistra, la stessa area utilizzata da chi sente per il pensiero verbale. Questo significa che, anche se il mezzo di espressione differisce, il processo cerebrale coinvolto è simile. Inoltre, il “segno interiore” gioca un ruolo importante nella memoria a breve termine, come accade per il discorso interiore nelle persone udenti.
Aphantasia e il mondo interiore delle persone sorde
Alcuni individui, sordi o udenti, sperimentano l’aphantasia, che impedisce loro di creare immagini mentali. Tuttavia, non è ancora chiaro come ciò influenzi le persone sorde, poiché non sono presenti studi approfonditi sull’aphantasia tra di esse. La ricerca futura potrebbe approfondire come pensano coloro che non generano né immagini né suoni interni.
La comprensione del pensiero delle persone sorde ci offre un’interessante prospettiva sulla diversità cognitiva e su come le nostre esperienze sensoriali influenzano la mente. (TEMPOITALIA.IT)





