Le nane brune: un enigma tra pianeti e stelle
Le nane brune sono oggetti misteriosi dell’universo, situati in una posizione intermedia tra i pianeti e le stelle. Non essendo abbastanza massicce per avviare reazioni di fusione nucleare come le stelle, ma essendo più grandi dei pianeti giganti, per lungo tempo la loro esistenza è stata solo ipotizzata. Questi corpi, inizialmente chiamati “stelle nere” o “stelle infrarosse,” hanno assunto il nome di nane brune nel 1975 grazie all’astrofisica Jill C. Tarter. Solo negli anni ‘90, gli astronomi trovarono le prime prove dirette della loro esistenza, con la scoperta di Gliese 229B.
La scoperta di Gliese 229B: l’Osservatorio di Palomar e il telescopio Hubble
Nel 1994, l’Osservatorio di Palomar fotografò per la prima volta Gliese 229B, un oggetto più piccolo di Giove ma molto più caldo e circa 70 volte più massiccio. Questa nana bruna è legata gravitazionalmente alla nana rossa Gliese 229A, situata a oltre sei miliardi di chilometri di distanza. Successivamente, nel 1995, il telescopio spaziale Hubble confermò questa scoperta, stabilendo Gliese 229B come una delle prime nane brune osservate.
Nuove rivelazioni: un sistema binario
Un recente studio del team del Caltech ha rivelato che Gliese 229B non è una singola nana bruna, bensì un sistema binario composto da due nane brune, Gliese 229Ba e Gliese 229Bb, rispettivamente 38 e 34 volte più massicce di Giove. Le due nane brune orbitano l’una attorno all’altra ogni 12 giorni a una distanza di circa 6 milioni di chilometri. Insieme, orbitano intorno alla nana rossa Gliese 229A ogni 250 anni, risolvendo così alcune discrepanze osservate precedentemente tra massa e luminosità.
Strumenti d’avanguardia per svelare i misteri delle nane brune
La scoperta del sistema binario Gliese 229B è stata possibile grazie all’uso di due strumenti avanzati dell’Osservatorio Paranal dell’ESO, in Cile. Gravity, un interferometro, ha combinato la luce di quattro telescopi del Very Large Telescope per ottenere immagini a una risoluzione eccezionale di quattro milli-arcosecondi, mentre Crires+, uno spettrografo ad alta risoluzione, ha permesso di identificare le firme spettrali uniche di Gliese 229Ba e Gliese 229Bb. Le osservazioni effettuate in sei mesi hanno permesso di comprendere meglio le proprietà e la dinamica di questo sistema binario.
Conclusioni: nuove prospettive sulla natura delle nane brune
La scoperta che Gliese 229B è in realtà un sistema binario ha fornito una comprensione più approfondita delle nane brune, aiutando a chiarire le relazioni tra la loro massa e luminosità. La continua osservazione di questi corpi permetterà di svelare ulteriormente il mistero delle nane brune, arricchendo la nostra conoscenza degli oggetti celesti di transizione tra pianeti e stelle.